Conoscete FaceBook?
September 10th, 2008 Posted by capooti in UncategorizedEra un pò che mi ci ero iscritto ma l’avevo usato pochissimo.
Ora ho cominciato ad apprezzarlo, negli ultimi giorni ho ribeccato una cifra di gente che non vedevo da tempo, compreso un compagno delle elementari
Se siete tecnologici o aspiranti tali vi ci dovete iscrivere è un must!
faccio un pronostico: ci si iscriveranno maw, killnut, filos, gabriele e paoletto. Tutti gli altri non pervenuti
ecco il link: http://www.facebook.com/
10 Responses to “Conoscete FaceBook?”
vabbè qualcuno di voi era già iscritto, tipo maw e manu
a presto!
vabbè mi iscrivo ma son dubbiosa
…. ci sto scuriosando ma non son così convinta che mi piaccia. Perchè tutti devono sapere i fatti miei??!! E la privacy?
mi sono iscritto..ed è già iscritta Ale..ma non mi pare molto interessante..
ero già iscritto paolè
credo di non essere l’unico gabriele barbieri, ma dovresti riconoscermi dalla foto LOL
infatti ero iscritto da tempo…. sono avanti… modestamente
si ma è un incubo! mi ha contattato un sacco di gente che mi “ha iscritto fra i suoi amici” che non sentivo da un sacco di tempo e ora mandano messaggi… ma chi li vòle!
tu non accettarli come amici
io cancello tutti i messaggi che mi scrivono sulla bacheca: sono l’antifacebook
CITO ARTICOLO SUL WEB
Sessantaquattro milioni di utenti sono attualmente in ostaggio di Facebook. Peccato che ancora non lo sappiano. Facile creare un account nel popolare social network, ma vi siete mai chiesti se sia altrettanto facile cancellarlo? Ci ha pensato Nipon Das, 34enne manager americano, che per più di due mesi ha cercato di eliminare il proprio profilo e le informazioni in esso contenute da Facebook. Il risultato? Nessuno. Nemmeno una minaccia di azione legale gli ha evitato di ricevere l’ennesima mail da parte di un reporter che, entrando in Facebook, è riuscito a trovare il suo profilo e a contattarlo.
Nonostante Das abbia seguito le procedure di cancellazione segnalate nel sito i suoi dati sono ancora in possesso dei database del social network anche se il suo profilo non è più visibile. Il sito infatti offre la possibilità di cancellare i dati, questi però non vengono irreversibilmente eliminati ma memorizzati sotto forma di copie nei server di Facebook.
Per i più maligni la ragione di tanta affezione ai dati sarebbe da rintracciare nel tentativo degli amministratori di Facebook di sfruttare il grande patrimonio di informazioni demografiche rendendolo accessibile alle aziende. I dirigenti del social network si difendono replicando che è una semplice accortezza a tutela degli utenti: la disattivazione del profilo prevede infatti che possa essere riattivato in futuro, ragione per la quale i dati permangono nei loro server così da riapparire immutati nel momento della riaccensione dell’account. Katie Geminder di Facebook ricorda: “Ogni giorno il numero di richieste di riattivazione degli account è di circa la metà delle disattivazioni”.
Purtroppo però chi vuole scomparire definitivamente, senza lasciare alcuna traccia e senza riattivare il profilo, avrà la vita dura. D’altronde, al momento dell’iscrizione, leggendo attentamente le condizioni di utilizzo del servizio si trova una controversa postilla che cita: “Gli utenti possono in qualsiasi momento cancellare i contenuti del loro account” e più avanti “gli utenti accettano che Facebook mantenga delle copie archiviate dei contenuti dei profili” e ancora “le informazioni rimosse possono rimanere come copie di back up per un tempo ragionevole”. Ragionevole si, ma non eterno.
Facebook non informa i propri utenti che l’unica maniera di tutelare i contenuti è quella di cancellare fisicamente una per una tutte le informazioni inserite, dagli indirizzi mail ai numeri di carte di credito, e poi richiedere la disattivazione dell’account. Dal servizio clienti aggiungono che una volta eseguita la lunga trafila di cancellazione di ogni dato, contatto, foto e numero inserito nell’account e aver richiesto la disattivazione, è necessario scrivere una mail a Facebook nella quale si richiede la completa cancellazione dei dati e della mail anche dal loro database.
Su Facebook, ironia della sorte, è addirittura nato un gruppo dal titolo “Come cancellare definitivamente il tuo account da Facebook”. Creato da uno studente svedese il gruppo era composto da circa tremila utenti. Questo prima che la denuncia di Das Nipon diventasse pubblica, ora gli utenti sono saliti a più di dieci mila e la cifra sembra aumentare ora dopo ora.
Ma quale è stata la risposta di Facebook a questo crescente malcontento degli utenti? Dopo la segnalazione ai media, l’azienda fondata da Mark Zuckerberg ha fatto sapere che si sta muovendo per velocizzare il processo di cancellazione dati dal sito con un sistema automatico che permette l’annullamento instantaneo del profilo. Nel frattempo la situazione resta quantomeno scoraggiante. Nell’help page è spuntata una sezione dal titolo “Come cancellare i miei dati?” che contiene la seguente risposta: “Se non sei interessato ad usare di nuovo Facebook e vuoi cancellare il tuo account, noi possiamo farlo per te. Ricordati che non potrai riattivarlo e non potrai rientrare in possesso di contenuti o informazioni che avevi aggiunto. Se vuoi proprio cancellare il tuo account contattaci usando il modulo in fondo alla pagina e conferma la tua richiesta”. Insomma l’uscita dalla “social jail” più colorata, simpatica ed amichevole della rete sembra ancora un affare complesso.
Intanto il signor Das, che ha descritto la sua difficile situazione citando il testo della canzone Hotel California degli Eagles “puoi pagare il conto quando vuoi, ma non puoi mai andartene”, è diventato l’improbabile mascotte per gli arrabbiati utenti di Facebook. In parecchi hanno trovato il suo profilo vuoto e hanno scritto citazioni tratte da canzoni degli Eagles ma anche messaggi di supporto.
(15 febbraio 2008)
non è solo un discorso di facebook allora. Stessa cosa vale per google-linkedin-flickr e comunque per tutti i siti che consentono una registrazione, o le caselle (che usate da anni) di posta elettronica gratuita. O rinunci al web 2.0 oppure ti butti e dai in pasto i dati. Ma poi che ci faranno co sti dati?