Svolta ecologica?

July 3rd, 2009 Posted by killnut in Uncategorized

Che l’uomo fino ad ora se ne sia bellamente fottuto del mondo su cui vive è una verità risaputa.

Che l’uomo ritenga di poter “utilizzare” l’ambiente come meglio crede, per arricchirsi e fare il proprio comodo, è altra verità risaputa.

Che i governi di tutto il mondo non facciano nulla - o quasi - per cambiare lo stile di vita dei suoi cittadini è altra verità risaputa.

Proprio per questo quando oggi è comparsa la notizia su Repubblica relativa all’isola di Samso, in Danimarca, non ho resistito e mi è sembrato giusto testimoniare che è possibile riuscire a ridurre emissioni ed inquinamenti, è possibile ridurre i consumi..è possibile.

Basta volerlo.

Il guaio è che lo devono “volere” anche i nostri schifosi dipendenti che siedono al parlamento. E c’è anche chi continua a sostenere il nucleare: che vada serenamente e velocemente a…..quel paese..

Visto che l’articolo di Repubblica è facilmente rintracciabile posto un articolo di di Andrea Bertaglio dal blog di Marco Boschini (http://www.marcoboschini.it/?p=1091):

I crescenti problemi sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico (o sui suoi prezzi) possono non essere presi sul serio in molti posti, ma non sull’isola di Samso, nella regione danese dello Jutland centrale, dove nel 1998 è stato avviato dal governo un esperimento, largamente fondato da tasse locali ed investimenti privati, avente l’obiettivo di capire se era pratico generare tutta l’energia necessaria all’isola da sole fonti rinnovabili.

 

 

La totale assenza di fonti di energia “convenzionali” ha fatto di Samso il posto ideale per un tale esperimento: rendere l’isola totalmente auto-sufficiente e completamente indipendente dall’utilizzo di fonti fossili nell’arco di dieci anni.

 

 

In realtà tale “indipendenza” è stata raggiunta già nel 2003, con cinque anni di anticipo rispetto agli obiettivi prefissi, soprattutto grazie all’installazione di dieci turbine eoliche in mare ed undici su terra ferma (opere eseguite da compagnie delle quali molti isolani sono azionisti) ed al fatto che su tutta l’isola i tetti delle case hanno pannelli solari e/o fotovoltaici. Le suddette turbine sono più di quelle necessarie all’isola, e ciò è stato fatto sia per vendere il surplus al continente che per compensare le emissioni dei mezzi di trasporto rimasti alimentati a petrolio.

 

 

Samso è decisamente un ambizioso e pratico esempio di emancipazione dall’uso di fonti fossili, nonché la conferma che è possibile per le comunità locali rendersi autosufficienti a livello energetico. È anche interessante vedere come a Samso questo progetto sia stato realizzato dalla partecipazione più o meno diretta dei 4200 abitanti, e che evidentemente ciò può essere fatto davvero, come ha più volte affermato Soren Hermansen, direttore della “Samso Energy Academy”.

 

 

Gli sforzi degli isolani danesi sono andati ben oltre i target ufficiali dell’Unione Europea, la quale si è “solo” impegnata a ridurre le emissioni di gas serra di un quinto dei livelli raggiunti nel 1990 entro il 2020, e di ottenere da fonti rinnovabili almeno un quinto del suo fabbisogno energetico.

 

 

Alcuni abitanti di Samso affermano che la realizzazione del loro progetto è stata aiutata più dallo sviluppo di un “azzardo rurale” che da obiettivi e regolamentazioni imposte dalla burocrazia. Un successo quindi non solo dal punto di vista energetico ed ambientale, ma anche di cooperazione sociale e rinvigorimento della comunità locale.

 

 

Altri benefici riguardano poi l’occupazione: i materiali da costruzione necessari alle fondamenta delle turbine eoliche, l’installazione dei vari pannelli, le migliorie apportate all’isolamento delle case, ha portato diversi lavoratori (impiantisti, muratori, fabbri ecc.) a non lasciare l’isola in un momento di rallentamento economico (si, anche nel ricco nord Europa) e cinque famiglie si sono addirittura trasferite a Samso da altre città danesi.

 

 

E questo senza considerare che la Danimarca è anche il Paese della più grande compagnia di turbine e pale eoliche del mondo, la Vestas, che da sola dà lavoro a più di quindicimila dipendenti. Insomma, si tenga a mente tutto ciò la prossima volta che sentiamo parlare di energia, di ambiente e di disoccupazione.

 

 

  1. One Response to “Svolta ecologica?”

  2. By killnut on Jul 9, 2009

    Puntuale come la morte arriva un nuovo ddl di questo ridicolo governo..e la speranza che la crisi avesse allontanato definitivamente il nucleare è stata spazzata via..

    Da Repubblica:
    ROMA - Con 154 voti a favore, un voto contrario, un astenuto e il fallito tentativo di Pd e Idv di far mancare il numero legale lasciando l’aula, il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sviluppo. Il passaggio più importante del provvedimento diventato legge dopo quattro letture riguarda il nucleare. Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, il governo deve adottare uno o più decreti legislativi per la localizzazione sul territorio nazionale degli impianti e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti
    radioattivi. Altri aspetti chiave del ddl sviluppo sono il ritorno della class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010) e il ripristino dei fondi per l’editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin tax).

    Ecco nel dettaglio le novità.

    NUCLEARE. E’ il punto più controverso e più gravido di conseguenza sul futuro del Paese. A 22 anni dal referendum che bocciò l’uso dell’energia atomica, l’Italia si impegna a darsi un impianto legislativo per riabbracciare il nucleare. Il ddl prevede infatti che entro sei mesi il governo predisporrà la normativa per per la localizzazione delle centrali oltre che dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Sarà il Cipe a definire le tipologie degli impianti. I siti potranno essere dichiarati “di interesse strategico nazionale” e quindi soggetti anche a controllo militare, come già avviene per le discariche dei rifiuti. A vigilare sulla sicurezza delle nuove centrali, dalla costruzione, alla gestione e al successivo smaltimento delle scorie sarà l’Agenzia per la sicurezza nucleare.
    Questa parte del provvedimento ha scatenato durissime reazioni e critiche dal mondo ambientalista e da alcuni amministratori locali di aree che potrebbero essere interessate dalla costruzioni di nuove centrali, come il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

    EFFICIENZA ENERGETICA. Il ddl prevede che il ministro dello Sviluppo economico predisponga entro il 31 dicembre 2009 un piano straordinario per l’efficienza ed il risparmio energetico, da trasmettere alla Commissione europea, preparato con l’apporto
    dell’Agenzia nazionale per l’efficienza energetica.

    CLASS ACTION. Dopo aver bloccato l’introduzione della possibilità per i consumatori e gli utenti dei servizi pubblici di fare causa comune in tribunale (era stata prevista dalla Finanziaria 2008 del governo Prodi), il ddl riapre ora questa possibilità, ma ne esclude la retroattività, rendendola quindi impossibile per alcuni degli scandali più dolorosi degli ultimi anni, come quelli Cirio e Parmalat. Inoltre la nuova disciplina entrerà in vigore non prima del gennaio 2010.

    EDITORIA. Ripristinati 70 milioni di euro per il fondo
    per l’editoria per ciascuno degli anni 2009 e 2010. Dunque 140 milioni di euro in due anni che vengono coperti con l’aumento della Robin tax.

    ROBIN TAX. Sale dal 5,5% al 6,5% la maggiorazione
    dell’aliquota ordinaria Ires a carico delle aziende petrolifere e dell’energia elettrica. Le risorse sono destinate al ripristino del fondo dell’editoria.

    ASSICURAZIONI. In arrivo il contratto di durata
    poliennale. Lo potrà proporre l’assicuratore al posto di una copertura di durata annuale a fronte di una riduzione del premio. Scatteranno però delle penalità nel caso di recesso.

    PREZZO BENZINA. Giù il prezzo della benzina nelle Regioni che ospitano impianti di estrazione. Aumenta infatti dal 7% al 10% l’aliquota di prodotto che il titolare di ciascuna concessione di coltivazione è tenuto a corrispondere e contestualmente viene istituito il fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti per i residenti nelle regioni interessate dall’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi.

    BOLLO AUTO A GAS. Le Regioni possono esentare dal pagamento della tassa automobilistica per 5 anni le auto e i veicoli commerciali che passano al Gpl o al metano. Altri punti del ddl riguardano infine le procedure per operare privatamente nel settore ferroviario, per tutelare il made in Italy dalle contraffazioni e per introdurre maggiore trasparenza nele tariffe marittime.

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