Ancora sull’informazione: questa volta parliamo di “calciopoli”
November 10th, 2009 Posted by killnut in calcioCapisco la riluttanza che possono avere certe persone nel mettere in discussione il teorema perfetto che certa stampa non esitò a chiamarlo “Moggiopoli”.
Tuttavia credo che quanto avvenuto la settimana scorsa sia ben più che un indizio: trattasi di un chiaro segno del fatto che certe cose dovevano andare in un certo modo e anche oggi si sta facendo di tutto per convincere l’opinione pubblica che i cattivi sono stati puniti.
Il tread è evidentemente lungo per la necessità di essere quantomai precisi e aderenti ai fatti verificatisi in una udienza del processo penale di Napoli.
Il 6 novembre 2009 la Gazzetta dello Sport così informava:
Calciocaos, nuove rivelazioni
“Quei sorteggi con la tosse”
L’ex impiegato della Commissione arbitrale nazionale (Can) Martino ha dichiarato: “Bergamo e Pairetto in due occasioni mi dissero i nomi di arbitri e partite da mettere nelle palline riconoscibili”. Ascoltato oggi come teste, ha ricordato uno strano episodio al sorteggio per Milan-Juve del 2004/05
NAPOLI, 6 novembre 2009 - Botta e risposta sul sorteggio degli arbitri: l’ex designatore Paolo Bergamo ribadisce l’assoluta correttezza dell’operato suo e di Pierluigi Pairetto (“Il designatore arbitrale Pairetto era troppo lontano dal tavolo dei sorteggi per riuscire a vedere le palline che venivano pescate dal giornalista di turno”), ma un testimone lo smentisce proprio in chiusura di udienza. I difensori degli imputati cercano di contestare, ma restano chiare le parole pronunciate: “In occasione della prima partita di campionato della stagione 2004-2005 mi venne chiesto da Pairetto e Bergamo di inserire un biglietto X all’interno di una determinata pallina particolarmente ammaccata”. Un macigno vero e proprio e un punto pesante segnato dall’accusa. Oggi era attesa un’udienza scoppiettante al processo per lo scandalo del calcio del 2006.
stranezze e coincidenze — L’audizione di Manfredi Martino, impiegato della Federcalcio all’epoca dei fatti alla segreteria della Can, era il centro delle aspettative: sei gli interrogatori resi ai carabinieri, sempre aveva dichiarato che il sorteggio era pilotato e anche oggi lo ha ribadito. Martino, pressato dal pm Narducci, ha parlato poi, in particolare, della partita Milan-Juventus che decise le sorti di quel campionato: “A mia sensazione durante il sorteggio per la scelta dell’arbitro per quella partita qualcosa non andò secondo il verso giusto perché ci fu uno strano colpo di tosse del designatore Bergamo quando il giornalista incaricato dall’Ussi scelse la pallina gialla degli arbitri”.
Già questo poteva bastare, ma proprio in chiusura, Narducci contesta l’interrogatorio reso il 12 maggio 2006 ai carabinieri. Martino parlando dell’inserimento di nomi di arbitri e di incontri verbalizza: “Ho avuto disposizioni in tal senso”. Ma cosa significa incalza l’accusa, e il teste chiarisce. Maurilio Prioreschi (difensore di Luciano Moggi) contesta: “Perché non lo ha detto prima”, e cita i vari interrogatori. Martino replica: “Forse l’ho detto e i carabinieri non lo hanno verbalizzato”, ma agli atti resta quello che ha detto oggi in aula. Il teste ha poi chiarito le pressioni esercitate dal presidente federale dell’epoca, Franco Carraro, su Bergamo e Pairetto. “I designatori mi dissero che Carraro aveva chiesto di aiutare Fiorentina e Lazio a non andare in serie B”. Martino ha pure confermato che alcune volte ai raduni degli arbitri a Coverciano, a Firenze, c’erano anche i presidenti di Fiorentina e Lazio, Andrea Della Valle e Claudio Lotito. Ma ci sono anche scambi di sms e intercettazioni telefoniche tra Martino e l’addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani: “Sapevo che non era regolare, ma lo facevo per mantenere buoni rapporti con le società soprattutto quelle più importanti e per sondare i loro umori”. Assenti Cellino e Pieroni, è stata sentita anche Silvana Garufi. Prossimo appuntamento martedì 10 con l’audizione del maresciallo dei carabinieri che ha curato l’identificazione delle schede telefoniche svizzere.
A seguito di tali notizie, riprese da tg e altri giornali, sembrava che fosse evidente il comportamento disonesto dei designatori. Palline ammaccate, colpi di tosse..
Tuttavia se qualcuno non si fosse fermato alle parole dell’ineffabile Maurizio Galdi e avesse cercato qualcosa di più preciso circa l’udienza tenutasi, avrebbe avuto incredibili sorprese, un po’ come quelle che si avevano nella lettura delle intercettazioni proposte “a senso unico” ai tempi del giugno 2006, ritagliate a dovere.
Eccovi la lunga trascrizione dell’udienza (che potete anche ascoltare sul sito di Radio Radicale). Lo so, l’ho detto, è lunga, ma credo che sia illuminante sul modo in cui oggi certa stampa e certi organi di (dis)informazione pretendono di trattare il processo penale riguardante quel che è successo nell’estate del 2006.
L’interrogatorio di Manfredi
Il PM Narducci legge il verbale (pagg. 3-4) del 12 maggio 2006 che lo stesso Manfredi aveva reso dopo dichiarazioni fornite ai Carabinieri di Roma quale persona informata sui fatti. Trascrivo: “Mi viene chiesto come poteva essere falsato il sorteggio arbitrale tanto da poter predeterminare gli abbinamenti arbitri-partite così come emerso e se in merito a tali aspetti possa avere in qualche modo conoscenza di specifiche circostanze. Rispondo affermativamente nel senso che ora intendo spiegare. Nel corso degli anni le sfere sono sempre state le stesse e con il passare del tempo le stesse presentavano visibili segni di usura. In particolare a causa dei difetti di apertura e chiusura delle sfere, nel corso dei sorteggi le stesse venivano battute per terra per aprirle e proprio tale azione meccanica aveva provocato con il passare del tempo una perdita della vernice nella parte della rigatura per l’avvitatura di ciascuna semisfera (erano palline di metallo laccate con vernice colorata). Tale mancanza della verniciatura differiva da sfera a sfera per grandezza della chiazza. Tale usura riguardava in modo particolare le sfere di colore giallo contenente i biglietti indicanti gli arbitri mentre erano di numero inferiore quelle verdi e rosse che presentavano tali segni distintivi. Generalmente l’estrazione delle sfere avveniva prima delle partite e poi dell’arbitro ma non so indicare le volte in cui è avvenuto il contrario o in cui l’azione è avvenuta in contemporanea. Al sorteggio venivano portate un numero di buste corrispondente a seconda della stagione ad un numero di fasce in cui venivano suddivise le gare ovvero se il sorteggio prevedeva che le partite fossero suddivise in un dato numero di fasce. A tale numero corrispondeva naturalmente un medesimo numero di arbitri divisi per tale fascia. I sorteggi mediamente duravano poco, tra i 10 e i 15 minuti circa, e si svolgevano in un’atmosfera solitamente serena caratterizzata anche da pause dovute a scambi di battute fra i designatori e le persone presenti alla designazione tanto da determinare un atteggiamento solitamente amichevole e non certo di rigido controllo. Mi viene chiesto quindi a cosa potesse servire l’inserimento di una pallina gialla caratterizzata da segni distintivi e rispondo che ciò era legato all’esigenza dei due designatori di poter individuare una scelta arbitrale a loro gradita aggirando il sorteggio davanti al notaio. In pratica, il momento importante era rappresentato dalle pause di cui sopra accennato laddove Pairetto da una parte e il giornalista dall’altra rimanevano sospesi con le sfere tra le mani all’interno dell’urna stessa affermando la sfera prescelta o anche dopo che la sfera raccolta era stata portata fuori dall’urna e prima che fosse aperta. In pratica Pairetto, a cui spettava l’onere di scegliere la palla verde o rossa relativa alle partite, nel caso in cui era necessaria abbinare una scelta arbitrale individuata dai designatori, temporeggiva con scioltezza per qualche istante in attesa che il giornalista designato provvedesse a prendere la pallina gialla”.
Viene allora chiesto al Manfredi qualche esempio, perché nel verbale illustrava la situazione “generale”, senza specificare singole circostanze. “Sinceramente è difficile ricordare i singoli sorteggi. Personalmente ma a mia sensazione una cosa del genere potrebbe essere successa verso la fine del campionato. Era la partita che praticamente decideva quel campionato stesso che era un Milan-Juventus preceduto da tantissime polemiche perché fu squalificato se non ricordo male Ibrahimovic per prova televisiva quindi Ibrahimovic che era allora tesserato per la Juventus saltava quella partita quindi si decideva la stagione e a sensazione posso dire di..”, al che il PM chiede “A sensazione?”, e il Giudice Casoria afferma “eh, e mo’ spieghiamo.. Sensazione in che senso? Su che è fondata questa sensazione”.
Continua Manfredi: “Mmm.. dal momento in cui ho assistito al sorteggio però non sono in grado di dire con certezza se si è avverato o no, ma è sicuramente una sensazione..”.
Altra interruzione della Casoria: “Vabbè, qual è l’evento che le ha fatto avere questa sensazione..?”,
Risposta: “Mi ricordo.. mi ricordo, non so se ci sono le immagini essendo un sorteggio sicuramente aspettato da tutti… mi ricordo.. mi ricordo che secondo me il designatore Bergamo nel momento in cui è uscita la partita Milan-Juventus, nel momento in cui il giornalista si apprestava a scegliere la pallina per abbinare l’arbitro mi ricordo che tossì. Ora io ripeto non so se possa essere provato davanti all’immagine però è un mio ricordo”.
Al che il PM chiede: “Questa è l’unica circostanza che lei rammenta e sulla base della quale lei fa questo tipo di considerazione per quel sorteggio?”.
Risposta: “Guardi, il sorteggio… ho sentito prima che rileggeva il mio verbale.. è sempre stato a differenza di quanto comunque lì ho dichiarato e anche sottoscritto prima il sorteggio della pallina della partita e poi il sorteggio della pallina dell’arbitro da parte del giornalista. Ripeto, se poi nel frattempo è mai successo di una eventuale irregolarità fatta da questa prassi io non grado di dirlo, posso dire che la maniera per cui – mi sembra di ricordare fu la domanda che mi fu posta – si poteva tra virgolette aggirare il discorso del sorteggio era quella che non so se bene o male ho descritto nel verbale che ha letto il dott. Narducci”.
Casoria allora va in confusione. E afferma: “E cioè?”.
E lui: “Cioè se effettivamente si riusciva… il giornalista riusciva a scegliere la pallina dell’arbitro prima che fosse scelta la pallina della partita. Questo è, secondo me, l’unica maniera per truccare il sorteggio, ecco”.
Anche Narducci allora ci capisce poco. E giustamente vuole venire al punto: “Dunque in occasione di quel sorteggio?”.
Risposta: “In quel sorteggio sicuramente.. (poi ci pensa e dice.. “non sicuramente”) mi ricordo di questa tosse nel momento in cui fu scelta quella pallina”.
Casoria: “Charisca meglio, non abbiamo capito il colpo di tosse che incidenza aveva?”.
Risposta: “Ma guardi, io non..”.
Casoria: “No, no. Lei, nella sua sensazione.. sentiamo! Il colpo di tosse quando avvenne?”.
Risposta: “Nel momento in cui il giornalista scelse la pallina abbinata a quella partita (e cioè, stando alle dichiarazioni appena rilasciate, dopo che Bergamo aveva già scelto la sua, ndkillnut). Però il sig. Bergamo poteva.. cioè.. poteva capitare soprattutto nel momenti cruciali della stagione in particolare nel momento in cui erano attaccati dai giornalisti o che le cose non erano andate bene poteva avere anche.. una cosa nervosa.. per cui poteva tossire, ecco”.
Allora Narducci, sicuramente contrariato perché quest’ultima frase ritratta tutto il discorso precedente, già peraltro poco chiaro, afferma giustamente: “Mi scusi Presidente procedo a contestazione”. E cita quanto lo stesso Manfredi dichiarò sempre ai Carabinieri il 28 maggio 2006: “Torno a spiegare per farmi comprendere meglio la prassi regolare che Bergamo e Pairetto avrebbero dovuto osservare durante le fasi dell’estrazione delle palline. Pairetto doveva estrarre le palline relative alle partite. Si voleva che Pairetto doveva leggere il bigliettino relativo alla partita di calcio sorteggiata e solo in quel momento il giornalista scelto, che si trovava a fianco di Paolo Bergamo, avrebbe dovuto a sua volta estrarre la pallina contenente il nome dell’arbitro, così poi da poter determinare il regolare abbinamento partita-arbitro”. Quindi prosegue: “Sia in occasione dell’incontro Milan-Juve, sia in occasione di quest’altra gara di quel campionato – lasciamo stare per un attimo adesso di quale gara si tratta – mi sono accorto che Gigi Pairetto, magari contestualmente colloquiando con qualcuna delle persone presenti in sala, non aveva fatto la prescritta operazione da prassi, ma aveva indugiato ed aveva poi estratto realmente la pallina e letto il bigliettino della gara solo dopo che aveva notato quale era la pallina concretamente presa nelle mani dal giornalista”. E prosegue: “Cioè dunque le dice che al di là del colpo di tosse in questa circostanza ed in un’altra che lei non riesce a collocare esattamente nel tempo, aveva notato una variazione della prassi”.
Risponde Manfredi: “Praticamente.. essendo comunque il giornalista a scegliere la pallina dell’arbitro.. il tergiversare era.. gli piaceva comunque mettere la mano dentro e girare in attesa della scelta del Pairetto della pallina della partita, quindi il tergiversare io lo intendevo dire.. magari mentre il Pairetto stava per prendere la pallina nel frattempo già il giornalista ha messo la mano dentro l’urna e girato le palline degli arbitri e scelto la pallina che avrebbe estratto dopo comunque che Pairetto avesse scelto la pallina della partita. Non so se sono stato chiaro..”
Paolo Bergamo
Questa è la dichiarazione spontanea di Paolo Bergamo successiva alle dichiarazioni di Manfredi: “Voglio solo rubare 5 minuti a questo processo perché mi preme chiarire con precisione e con esattezza come avveniva il sorteggio. Non voglio poi entrare in altri meriti. Dunque, questo sorteggio avveniva precisamente così: eravamo ad un tavolo lungo circa 4-5 mt, ad una estremità c’era Pairetto con un’urna grossa come.. io sto facendo segnale.. di vetro, dove venivano inserite le partite che erano state messe in una busta dal sig. Martino. Dalla posizione di Pairetto, fra questi metri, c’era seduto tutte le volte un notaio che era stato incaricato dalla Federazione perché doveva controllare la regolarità del sorteggio, dopo ci stavo io, a distanza di circa 5 mt c’era un’altra urna dove venivano messe le sfere con gli arbitri, quindi il primo fatto importante è che Pairetto dalla sua posizione non poteva vedere le palline che erano nell’altra urna perchè la distanza era talmente diciamo alta, i 4-5 metri, che lui non poteva vedere cosa c’era dentro l’urna. Non solo. Ad ogni sorteggio noi chiedevamo chi era il giornalista incaricato dall’USSI che avrebbe fatto il sorteggio perchè noi fino al momento in cui si faceva l’estrazione non conoscevamo il nome del giornalista.
Si chiedeva: “Chi è il giornalista incaricato?”, si alzava il tizio, diceva “Hanno telefonato a me”, perchè era il presidente dell’USSI, il sig. Capone, che lo incaricava. Veniva lì, aspettava che Pairetto sorteggiasse la partita, dopo di che lui sorteggiava l’arbitro”. Poi continua: “Non solo. Avveniva in una aula dove il pubblico era ammesso. C’erano giornalisti. Tutte le volte c’erano almeno 20-30 giornalisti che assistevano, che controllavano. C’erano le telecamere della televisione, c’erano a volte dei dirigenti di Società, dei presidenti di Società, quindi era un sorteggio pubblico che veniva fatto alla presenza di chi voleva partecipare.”
Passiamo ai controesami.
Parla l’avvocato Moriscanti, in difesa di Fabiani: “In riferimento alle dichiarazioni che lei ha dato pocanzi alla corte, in riferimento in modo particolare ai sorteggi arbitrali, che in una sola occasione lei avrebbe avuto.. – non so chiedo conferma – la sensazione che forse in un determinato sorteggio una sola volta era avvenuto qualcosa di strano. Ora la mia domanda è questa: è stata una sua sensazione oppure ha una accontezza che effettivamente è successo qualcosa di strano in quel sorteggio?”.
La risposta: “Nono, è stata una sensazione”.
Moriscanti: “Solo una sua sensazione?”.
“Si”.
Altra domanda: “Senta, il sorteggio di cui stiamo parlando nel momento in cui lei ebbe questa sua sensazione era il sorteggio della gara Milan-Juve da quello che ha detto lei prima. Senta. Chi è stato l’arbitro poi designato per quella gara, se lo ricorda?”.
Risposta: “Si, fu Collina”.
Domanda: “Quindi il miglior arbitro al mondo?”.
Risposta: “A detta di molti..”.
Moriscanti: “A detta di tanti, forse di tutti. Senta, alla procedura di sorteggio.. lei prima ci ha riferito che c’era il sig. Bergamo, il sig. Pairetto ed un giornalista. Ci può collocare esattamente dove si trovava il Bergamo, dove si trovava il Pairetto..?”.
Manfredi indica un signore per mostrare le distanze.. e poi aggiunge: “Il tavolo era un tavolo rettangolare dove al centro stava seduto nella stagione 2004/05 il notaio, sulla sinistra un’urna che conteneva le palline delle partite e c’era il sig. Pairetto, sulla destra del notaio c’era l’urna con le palline degli arbitri, il sig. Bergamo e, di volta in volta, un giornalista diverso”.
Domanda: “Quindi da quello che ho capito a questo sorteggio partecipavano i 2 designatori, 1 notaio ed 1 giornalista ogni volta diverso. Nell’aula dove si svolgeva il sorteggio quale e quanti altre persone erano presenti, se erano presenti altre persone?”.
Risposta: “Mah, nel corso degli anni per esempio a Coverciano erano presenti in un primo momento anche tutti gli arbitri, successivamente invece furono… diciamo cambiò il programma.. mentre c’era il sorteggio gli arbitri si allenavano. Al sorteggio potevano assistere.. praticamente era pubblico, nel senso che potevano assistere sia i giornalisti che società. A Milano l’ultimo sorteggio prima di Natale magari si faceva in Lega davanti ai presidenti di Società..”.
Domanda: “Quindi c’erano tante o poche persone? Mediamente”.
Risposta: “A Roma c’erano mediamente un.. 5-10 giornalisti al massimo e magari a Firenze un pò di più”.
Domanda: “Senta, lei prima ha fatto una dichiarazione e ha detto che queste urne venivano girate da quello che ho capito per far girare appunto queste palline. Queste palline nel momento in cui l’urna veniva divelta di volta in volta si ammaccavano o no? Potevano ammaccarsi o no?”.
Risposta: “Si potevano ammaccare”.
Domanda: “Quindi il fatto della pallina che si ammacca.. mi faccia capire.. si può ammaccare ogni volta che io giro..?”.
Risposta: “Non necessariamente”.
“Però può capitare!”.
Manfredi: “Può capitare”.
Domanda: “Quindi può capitare che io introduco una pallina il giovedì precedente, giro l’urna, quindi la pallina si ammacca… il giovedì successivo torno di nuovo con quella pallina, giro di nuovo l’urna e la pallina questa volta si ammacca in modo diverso rispetto alla settimana precedente?”.
Risposta: “Sì, può capitare”.
Domanda: “Senta, chi inseriva i bigliettini con su scritto i nomi delle gare e i nomi dell’arbitro all’inteno delle sfere?”.
Risposta: “Io”.
Domanda: “Quando lei scriveva il nome dell’arbitro o della gara questo foglietto poi come lo inseriva? Lo piegava, lo chiudeva o lo inseriva tranquillamente così aperto?”.
Risposta: “Era un foglio di piccole dimensioni piegato quattro volte, cioè a metà e poi una ulteriore metà”.
Domanda: “Senta, e nel caso in cui in una occasione si può essere aperta una sfera, secondo lei visto che lei per sua diretta conoscenza visto che era lei a mettere i foglietti nella pallina… anche se succedesse che si apre la sfera ed esce fuori il bigliettino è possibile leggere il nome dell’arbitro o il nome della gara su quel bigliettino?”.
Risposta: “No, al massimo si poteva leggere una lettera, ma.. neanche”.
Domanda: “Quindi non si poteva leggere”.
Risposta: “No”.
Domanda: “Senta, lei prima parlando ci ha spiegato in un momento che c’erano degli arbitri sui quali i designatori puntavano..”. L’avvocato chiede che le sia spiegato il senso di quelle frasi “per un designatore significa il fatto di puntare su un arbitro bravo oppure qualcos’altro?”.
Risposta: “Nono, sicuramente su un arbitro bravo e affidabile..”. (poi si passa a parlare di altro … in pratica smentisce tutto ciò che ha detto prima, a 360°, dalla Fazi, a Nicchi, a De Santis, a Lecce- Juve dove il teste ammette che fosse una prassi di tutti entrare negli spogliatoi..).
Prende la parola, fra gli altri, l’avvocato Prioreschi, difesa Moggi (quanto a Milan-Juventus): “Senta, un solo chiarimento con riferimento a questo benedetto o maledetto sorteggio di Milan-Juve. Ad un certo punto lei dice che Bergamo fa un colpo di tosse, ho capito bene?”.
Risposta: “Sisi”.
Domanda: “Lo fa mentre il giornalista estrae la pallina, è così?”.
Risposta: “Mmm.. diciamo lo fa nel momento in cui.. il.. giornalista.. sta con la mano nell’urna, sì”.
Domanda: “Qual è allora l’incidenza del… allora che cosa significava fare un colpo di tosse mentre il giornalista pesca la pallina, me lo spiega?”.
Risposta: “Ma, niente. A me fu chiesto se in occasione..”.
Domanda: “A parte le sue percezioni.. Abbiamo capito che era una sua sensazione però voglio dire anche logicamente.. il giornalista pesca, Bergamo fa il colpo di tosse e manda il messaggio al giornalista? Questo è il…?”.
Risposta: “Nonono..”.
Prioreschi: “A mbè, perchè se nò non si capisce..”.
Risposta: “Nono.. Diciamo… è stata un.. ripeto.. un discorso puramente casuale, non..”.
Domanda: “Quindi il colpo di tosse di Bergamo non c’entra niente con tutto il sorteggio, quindi questo è, perchè allora..”.
Manfredi: “Scusi?”.
Domanda: “Il colpo di tosse di Bergamo quindi non c’entra nulla col sorteggio”.
Risposta: Il colpo di tosse di Bergamo.. se non sbaglio.. mi fu chiesto se c’erano delle maniere per.. per farsi capire e… io risposi.. “Guardi sinceramente no, mi pare di ricordare che”…”.
Prioreschi: “Ho capito, ma il colpo di tosse Bergamo lo dà quando il giornalista pesca!”.
Risposta “Dopo diciamo che esce la partita Milan-Juve, sì. Cioè..”.
Domanda: “Quindi che cos’è, un messaggio al giornalista?”.
Risposta: “No!”.
Domanda: “Cioè io voglio sapere ma il giornalista era d’accordo con il sorteggio?”.
Risposta: “Ma no!”.
Prioreschi: “E allora?”.
11 Responses to “Ancora sull’informazione: questa volta parliamo di “calciopoli””
Tanto per confermare l’andazzo della stampa italiana:
http://www.repubblica.it/2009/11/sport/calcio/calciopoli-6-nov/calciopoli-6-nov/calciopoli-6-nov.html?ref=search
L’altro ieri sera Beha al TG3:”Se i giornali (agitando la Gazza) devono parlare cosi’ del processo, meglio che non ne parlino”…
francamente è troppo lungo da leggere tutto, sto incasinato col lavoro, però: se vuoi dire che c’entrava anche il Milan e che è grave che non è stato colpito più di tanto io la penso come te (del resto basta vedere l’albo d’oro di un decennio, nel quale Milan e Juve si sono ripartiti i trofei disputati in Italia). Ma se vuoi con questo giustificare l’operato di Moggi, allora mi dissocio. La verità è che la giusta punizione sarebbe stata quella di vederle entrambe in B
Paolo..se non leggi è inutile parlare..
Per ora con quanto postato voglio dimostrare come la stragrande maggioranza di giornali(ni) vuole far passare che calciopoli è stata una cosa giusta, a prescindere dalle risultanze del processo penale.
Non so come tu faccia ad essere così sicuro della condanna che avrebbe dovuto essere data alla Juve e al Milan: forse in base a quanto fatto uscire dai predetti giornali(ni) con ricostruzioni e tagli che servivano a mettere sul piatto la testa di Moggi e quindi della Juve.
Forse in base a quei ridicoli simil-processi sportivi, pieni zeppi di irregolarità e violazioni, che più che processi erano giudizi da inquisizione.
Beh, se hai trato le tue conclusioni da tutto ciò credo che io e te non potremo mai discutere dell’argomento, in quanto necessiterebbe un tuo approfondimento della questione che però non credo che farai mai.
Puoi sempre leggerti questo tread e vedere se quanto riportato dai due giornali(ni) oltre magari a qualche tv corrisponde a quanto successo in aula a Napoli o no..
ma quindi 3 anni a Giraudo per associazione a delinquere è una fantasia dei giudici?
http://www.repubblica.it/2009/12/sport/calcio/sentenza-calciopoli/sentenza-giraudo/sentenza-giraudo.html
Forse è il caso chiedersi che rito ha chiesto Giraudo..
..forse è il caso sapere che caratteristiche ha il rito chiesto da Giraudo..
..forse è il caso di ricordare come funziona il rito chiesto..
..forse è il caso di ricordare che al massimo non sarà la fantasia di UN giudice..
..forse è il caso aspettare le motivazioni prima di dare giudizi..
..forse è il caso ricordare che è una sentenza di primo grado..
..forse è il caso ricordare che il giudizio ordinario sta proseguendo e che in quella sede la fase probatoria deve essere interamente sviluppata..
..poi se vuoi puoi continuare a leggere del processo su Repubblica, la gazzetta, il corriere….
..buona lettura..
io non ho letto niente, perchè purtroppo ormai non ho tempo per far nulla.
Però ho sentito la sentenza, e sarà pure primo grado, ma mi sembra che s’è beccato 3 anni per associazione a delinquere. Una personcina per bene Giraudo, eh
Se non sai..mi pare inutile..
quindi i giudici so comprati? o so di parte? guarda che stai a fa come il nano
Paolo, non ho proprio tempo di spiegare – troppo incasinato per il lavoro – nè il tipo di giudizio, nè su quali prove si è basato per la condanna, nè su chi era il giudice..
Se ti informi forse i tuoi giudizi saranno più prudenti..
Se credi di informarti sulla stessa stampa che ha chiamato “moggiopoli” quanto successo nel 2006 allora credo che non potrai mai farti uno spirito critico al riguardo..
Ti faccio poi notare che non hai “sentito la sentenza” ma il mero dispositivo..sarà interessante leggere le motivazioni, visti anche i capi di imputazione..
Altre interessanti notizie sul processo..
http://www.coffeefarm.it/2010/03/25/calciopoli-il-controesame-del-col-auricchio/
farsopoli
Prioreschi: «Quelle a cui fanno riferimento gli inquirenti sono le intercettazioni disposte dalla procura di Torino e regolarmente trascritte dalla polizia e note da anni. Questa è disinformazione»
MILANO, 9 aprile – «Le intercettazioni che abbiamo scoperto in questi giorni tra le 171.000 mila effettuate dalla procura di Napoli non sono mai state trascritte o compendiate in informative da parte dei carabinieri. Quelle a cui fanno riferimento gli inquirenti sono le intercettazioni disposte dalla procura di Torino e regolarmente trascritte dalla polizia e note da anni. Si tratta infatti di telefonate tra Facchetti e Pairetto del settembre 2004». È quanto afferma l’avvocato Maurilio Prioreschi, difensore di Luciano Moggi nel processo calciopoli, commentando quanto trapelato dalla procura di Napoli sulle nuove intercettazioni prodotte dalla difesa dell’ex dg della Juventus.
«Le intercettazioni di Napoli – continua il legale di Moggi – cominciano dalla fine di ottobre del 2004 e terminano nel giugno del 2005, come dichiarato dallo stesso colonnello Auricchio in udienza. Questa, e non la nostra – stigmatizza Prioreschi – è disinformazione allo stato puro».
Nota bene:
il processo farsopoli si è svolto nel 2006, non nel 2007…………….
Gli investigatori contro la tesi difensiva di Moggi: non è possibile affermare che le chiamate in cui conversano con gli indagati dirigenti di diverse società, come Facchetti, non venivano mai trascritte e depositate agli atti. Ma si tratterebbe di intercettazioni relative all’inchiesta di Torino del 2004- NAPOLI, 9 aprile – Non è possibile affermare che telefonate intercettate nell’ambito dell’inchiesta di calciopoli in cui conversano con gli indagati dirigenti di diverse società, tra cui l’Inter e Giacinto Facchetti, non venivano mai trascritte e depositate agli atti dell’indagine. È quanto sottolineano fonti investigative che hanno svolto indagini sugli illeciti nel mondo del calcio replicando alla tesi sostenuta dalla difesa dell’ex dg juventino Luciano Moggi che su questo punto ha annunciato battaglia alla prossima udienza fissata il 13 aprile prossimo davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli. Ma si tratterebbe di intercettazioni relative all’inchiesta di Torino del 2004.
TRASCRIZIONI – Gli investigatori fanno riferimento, per confutare la tesi difensiva, a quanto riportato nell’informativa trasmessa alla procura di Napoli il 28 marzo 2007 dai carabinieri del Reparto operativo di Roma e, in particolare, al capitolo che va sotto il titolo “Biglietti-abbonamenti Inter ricevuti da Pairetto- La designazione degli arbitri internazionali”. Nell’informativa sono contenute alcune intercettazioni in cui l’ex designatore degli arbitri Pierluigi Pairetto – imputato nel processo di Napoli – chiama il dirigente dell’Inter Giacinto Facchetti. Si tratta di conversazioni che gli inquirenti hanno depositato tre anni fa agli atti pur giudicandole irrilevanti sotto il profilo penale. In una telefonata Pairetto chiede due biglietti per una partita, in un’altra informa il dirigente nerazzurro sui nomi degli arbitri designati per un incontro dell’Inter di Coppa Uefa.
LA POSIZIONE DEGLI INQUIRENTI – È probabile che la trascrizione e il deposito agli atti nel 2007 delle conversazioni in cui Pairetto parla con Facchetti possano essere utilizzati nella prossima udienza dai pm Stefano Capuano e Giuseppe Narducci e dal colonnello dei carabinieri Attilio Auricchio (che si sottoporrà al controesame dei difensori) come uno degli argomenti per confutare la tesi di indagini parziali e unilaterali che avrebbero penalizzato alcune società e dirigenti, in primis la Juve e Moggi, e “coperto” altre, tra cui l’Inter. Gli inquirenti sostengono, secondo quanto trapelato, che molte telefonate intercettate (complessivamente 170mila) non sono state trascritte in quanto non si configuravano come penalmente rilevanti e che in ogni caso, la trascrizione e il deposito agli atti delle telefonate di Facchetti dimostra che non vi è stata alcuna intenzione di tenere fuori dall’inchiesta la società nerazzurra.
LE INTERCETTAZIONI – Queste le intercettazioni contenute nel rapporto dei carabinieri del marzo 2007. La prima telefonata è stata fatta alle 14.13 del 14 settembre 2004. È Pairetto che chiama Facchetti: Pairetto: volevo chiederti solo se stasera era possibile avere due biglietti Facchetti: sì ………….. Facchetti: Eh sì Pairetto: Santambrogio allora Facchetti: Perchè magari chiedono il nome Pairetto: Si si allora la signora Santambrogio Facchetti: Santambrogio vabbè Alle 15.19 e alle 21.01 dello stesso giorno Facchetti richiama Pairetto. Il 15 settembre 2004 alle 12.58 Pairetto chiama Facchetti Pairetto: Per le tessere invece le hai già Facchetti: Si, le tessere sono, guarda abbiamo, pensa che ieri hanno consegnato ………… Pairetto: Perfetto, allora io adesso Facchetti: E poi ti fai dire il nome, il nome di chi viene Pairetto: Te lo faccio sapere di chi viene a ritirarle, il nome così almeno, sì sì
Lo stesso Pierluigi Pairetto – scrivono i carabinieri nel rapporto trasmesso ai pm – che allora ricopriva l’incarico di vicepresidente della Commissione arbitrale europea- Uefa (uffico Uefa che ha in carico la designazione degli arbitri per le partite di Champions League e Coppa Uefa) comunica in anteprima a Facchetti gli arbitri designati per le partite di Coppa che la squadra dell’Inter di lì a poco affronterà La telefonata è delle 12.58 del 15 settembre 2004, e Pairetto a chiamare Facchetti. ……………. Facchetti: E lì han già deciso per le prossime partite? Pairetto: Si sulla seconda c’è Meier eh poi ok Facchetti: Sulla seconda quella con… Pairetto: Qual è non… Facchetti: Non con il Valencia? Pairetto: No quella…l’ult…qual è la terza di di Facchetti: La terza Pairetto: Quella più importante che avete Facchetti: La terza è con l’Anderlecht eh la terza è l’Andrelecht Pairetto: No, allora aspetta te lo…ce l’ho di là infatti avevo detto ho fatto mettere Meier, no allora la seconda perchè era la partita quella importante Facchetti: Eh si perchè dovrebbe essere Pairetto: No, no, no allora deve essere quella, adesso te la prendo e te la dico Facchetti: me lo dici Pairetto: Te lo verifico sì sì sì e te lo dico subito Facchetti: grazie Pairetto: perchè avevo fatto mettere Meier appunto perchè è un arbitro molto… Facchetti: Sì, perchè lì a Valencia Pairetto: affidabile, no no lì è un ambientino…bello tosto, anche se ieri è stato un bel risultato, lui è stato bravo Facchetti: sì sì buono abbiamo sofferto fino all’ultimo. perchè un gol solo non si sa mai ………………… Alle 9.20 del 16 settembre 2004 Pairetto chiama facchetti Pairetto: Allora la seconda è Anderlecht non Valencia Facchetti: La seconda non è, ah ne ero convinto Pairetto: No, no infatti mi dicevo porca miseria che abbia confuso io? e allora sono andato a vedere ad Anderlecht c’è Vassaras, il greco Facchetti: chi è? Pairetto. Vassaras Facchetti: Ah Vassaras Pairetto: Vassaras…sì è un top class e la Mayer poi con il Valencia…
farsopoli
RIPORTATO:
1)
Clamoroso Sandulli: “Campionato regolare, nessun illecito”
pubblicato: giovedì 27 luglio 2006 da gianni calicchio in: Altro Personaggi Notizie Calciopoli
Clamoroso quanto affermato dal presidente della Corte Federale Piero Sandulli al quotidiano “Il Romanista”:
“Non ci sono illeciti. Era tutto regolare. Il campionato 2004/2005 non è stato falsato. L’unico dubbio è Lecce-Parma. La Juve protesta? Mi stupisco. Abbiamo confermato la sentenza Caf”.
Calciopoli è stata tutta una messa in scena? Dietro il sipario qualche fantomatico burattinaio è riuscito a “manovrare” indagini e sentenze?
2)L’ex commissario straordinario della Figc commenta i nuovi sviluppi di Calciopoli: «Alla luce di quanto sta emergendo dovranno essere fatte opportune valutazioni per quelle che poi devono essere delle decisioni che potrebbero anche essere prese. Rossi decise di assegnare il tricolore all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegna
ROMA, 9 aprile – «Sono emersi nuovi fatti che la Figc saprà sicuramente valutare con attenzione. Alla luce di quanto sta emergendo dovranno essere fatte opportune valutazioni per quelle che poi devono essere delle decisioni che potrebbero anche essere prese». Queste le parole di Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico ed ex commissario straordinario della Figc appena dopo lo scandalo di Calciopoli nel 2006. «Quello che leggiamo oggi – ha aggiunto Pancalli – ci dà l’idea di un sistema che era un pò più strutturato di quanto magari non lo si immaginasse. Fretta nell’assegnare lo scudetto all’Inter? L’ex commissario Guido Rossi in quel periodo si affidò al parere del comitato dei saggi – ha proseguito Pancalli – che delineò la situazione spiegando bene che lo scudetto poteva essere assegnato o non assegnato. Alla luce di quella che era la decisione dell’epoca Rossi decise di assegnarlo all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegnato».
3) L’ex commissario straordinario della Figc commenta i nuovi sviluppi di Calciopoli: «Alla luce di quanto sta emergendo dovranno essere fatte opportune valutazioni per quelle che poi devono essere delle decisioni che potrebbero anche essere prese. Rossi decise di assegnare il tricolore all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegna
ROMA, 9 aprile – «Sono emersi nuovi fatti che la Figc saprà sicuramente valutare con attenzione. Alla luce di quanto sta emergendo dovranno essere fatte opportune valutazioni per quelle che poi devono essere delle decisioni che potrebbero anche essere prese». Queste le parole di Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico ed ex commissario straordinario della Figc appena dopo lo scandalo di Calciopoli nel 2006. «Quello che leggiamo oggi – ha aggiunto Pancalli – ci dà l’idea di un sistema che era un pò più strutturato di quanto magari non lo si immaginasse. Fretta nell’assegnare lo scudetto all’Inter? L’ex commissario Guido Rossi in quel periodo si affidò al parere del comitato dei saggi – ha proseguito Pancalli – che delineò la situazione spiegando bene che lo scudetto poteva essere assegnato o non assegnato. Alla luce di quella che era la decisione dell’epoca Rossi decise di assegnarlo all’Inter. Io ho sempre detto che poteva anche non essere assegnato».
4) La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle”.