La dittatura delle banane: prove di colpo di stato?
March 6th, 2010 Posted by killnut in berluska, politicaLa situazione è seria.
Non credevo che arrivassero a tanto.
Cambiare le regole nel corso di una gara è qualcosa che si possono permettere in pochi.
Quei pochi sono coloro che si sentono sopra ogni cosa, sopra ogni regola.
L’idea di diritto in questo stato è andata beatamente a farsi benedire.
Credo che si debba fare qualcosa: è impossibile lasciare passare una cosa del genere. Ne va della nostra malridotta democrazia, sempre che ce ne sia ancora un brandello.
La promulgazione di un Decreto che permetta a Formigoni e alla lista del partitodelcomecazzomipare di partecipare alle regionali è un pugno nello stomaco di tutti noi.
Vi riporto l’articolo di Padellaro apparso sul Il Fatto Quotidiano: ancora non sapeva se Napolitano avrebbe firmato (come in effetti ha fatto):
Il decreto truffa escogitato dal governo per sanare i macroscopici errori perpetrati dal partito del premier rappresenta un’illegalità sull’illegalità. Come tutti sanno in qualunque democrazia, anche nelle più arretrate, le leggi elettorali sono sacre e inviolabili. E possono essere cambiate solo in presenza di un accordo condiviso tra tutte le forze in campo. Una volta stabilite le regole, tutti devono attenersi ad esse. Soltanto il conclamato disprezzo per la Costituzione da parte di chi da quindici anni cerca di ignorarla e aggirarla in tutti i modi (proponendosi non a caso di stravolgerla) poteva ispirare questo vero e proprio golpe.
Non è un’espressione esagerata o fuori luogo poiché se a Roma i rappresentanti del Pdl non avevano neppure depositato le liste e in Lombardia gli elenchi di Formigoni erano zeppi di marchiane irregolarità, tutto ciò non può essere certo definito un cavillo ininfluente come questi signori hanno continuato a ripetere. Per hi ha un minimo rispetto delle regole fondamentali non c’era altra scelta che attenersi alle sentenze della Magistratura.
Quella ordinaria aveva già respinto appelli e contrappelli. Quella amministrativa, il Tar, si accingeva ad emettere il giudizio definitivo. Sapendo probabilmente che nessun giudice al mondo avrebbe potuto sanare una truffa di questa portata, il governo ha pensato bene di farsi giustizia da sé. A questo punto l’ultima parola spetta al presidente della Repubblica. Ci rendiamo perfettamente conto che il problema da risolvere non è semplice poiché Napolitano non può non tener conto del diritto al voto di milioni di cittadini.
Ma se questo diritto dovesse essere garantito da uno strappo vistosissimo delle regole per di più avallato dal Quirinale ciò sarebbe grav i s s i m o .
6 Responses to “La dittatura delle banane: prove di colpo di stato?”
Per chi volesse mandare una e-mail di protesta agli organi di stampa eccovi un indirizzo internet molto utile:
http://www.arcipelago.org/primo%20piano/indirizzi_utili_per_le_vostre_ca.htm
un elenco di mail: redazione.internet@ansa.it, lettere@avvenire.it, lettere@corriere.it, redazione@diario.it, direzionefc@stpauls.it, lettere@ilfoglio.it, lettori@ilgiornale.it, prioritaria@ilmessaggero.it, redazione@ilnuovo.it, letterealsole@ilsole24ore.com, segreteria@ilfattoquotidiano.it, vzucconi@aol.com , repubblicawww@repubblica.it, lettere@lastampa.it, espresso@espressoedit.it, lettere@unita.it, rossella@mondadori.it, pbutturini@rcs.it, cityroma@rcs.it, posta@ilmattino.it, cipiace@ilriformista.it, ornet@ossrom.va, lettere@liberazione.it, redazione@ilmanifesto.it, leggonline@caltanet.it, lettere@metroitaly.it, redazione.internet@gazzettamezzogiorno.it, grr@rai.it, canale5@mediaset.it, rete4@mediaset.it, italia1@mediaset.it, lasette@tv.it, inforaiuno@rai.it, inforaidue@rai.it, raitre@rai.it, televideo@rai.it, ant.dibella@rai.it, m.mazza@rai.it, a.buttiglione@rai.it
Purtroppo alcune mail non sono attive: quelle di mediaset e la 7, ad esempio.
Il pezzo di Travaglio:
Come i ladri professionisti, che agiscono nottetempo con passo felpato, il Pdl (Partito dei Ladri) ha svaligiato ieri notte un altro pezzo di legalità e di democrazia. Il decreto che fornisce la cosiddetta “interpretazione autentica” delle leggi elettorali travolgendole ex post, a immagine e somiglianza delle illegalità commesse presentando la lista del presidente Formigoni in Lombardia e quella del Pdl nel Lazio, è un obbrobrio giuridico e l’ultimo sputo sulla Costituzione.
La consueta firma di Ponzio Napolitano è anche peggio di quelle apposte su altre leggi vergogna come il Lodo Alfano, le norme razziali anti-immigrati e lo scudo fiscale.
Stavolta cambiano in corsa le regole della partita elettorale per riammettere in campo che ne era stato espulso per evidenti illegalità. Cioè per consentire di vincere a chi, secondo la legge, non dovrebbe proprio giocare, il tutto in barba ai diritti di coloro che hanno rispettato le regole, raccolto firme autentiche, presentato le liste in tempo utile. Senza contare la legge (nr. 400/1988) che vieta espressamente i decreti in materia elettorale.
Personalmente era da un pezzo che non mi sentivo più rappresentato da Giorgio Napolitano e nutrivo sempre maggiore nostalgia per i veri garanti della Costituzione come Enaudi, Pertini, Scalfaro e persino Ciampi.
Da ieri – a giudicare dai centralini intasati del Quirinale – ho l’impressione di essere in ottima compagnia.
Per 50 anni Napolitano è stato accompagnato dal nomignolo di “figlio del Re” per la sua straordinaria somiglianza con Umberto II di Savoia. Ma era il re sbagliato: Napolitano è il degno erede di Vittorio Emanuele III, il sovrano che nel 1922 non mosse un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 fuggi a Brindisi. Anche lui, nella notte.
GRANDE SCUSA QUELLA DI FAR PREVALERE IL DIRITTO DI VOTO AI FORMALISIMI SOLO PER SUPERARE L’IMBARAZZANTE IMPASSE DEI LISTINI!!!E’ UN GOLPE,GOVERNO TRUFFATORE!
SABATO 13 TUTTI UNITI PER L’EMERGENZA DEMOCRATICA!
Sono allibita!Quanto accaduto è vergognoso!
Ma AMORE ti prego…se vai in piazza tutto vestito de viola NUN FA CAZZATE che ce sta pe nasce un regazzino!:-)))
Dal blog di Grillo:
Colpo di Stato
Da questa notte l’Italia non è più, ufficialmente, una democrazia. Napolitano ha firmato il decreto della legge interpretativa del Governo che rende alcuni italiani più uguali degli altri. Le leggi d’ora in poi saranno interpretate, ogni volta che converrà a loro, da questi golpisti da barzelletta e, alla bisogna, interverrà un presidente della Repubblica che dovrebbe essere messo sotto impeachment per alto tradimento.
Napolitano ha firmato di notte, di fretta, mentre gli italiani dormivano (forse per una volta si vergognava anche lui). Le liste elettorali senza firme, con firme non autenticate, liste neppure presentate, le liste porcata sono state interpretate, riverginate. Formigoni e Polverini sono stati riammessi. Una qualunque lista dell’opposizione con il più piccolo vizio di forma sarebbe stata respinta. Siamo in dittatura. Sembra strana questa parola detta all’inizio di una nuova primavera: “dittatura”.
La magistratura è fuori gioco. Il Parlamento è fuori gioco. Le leggi, anzi i decreti legge del Governo, sottratti alla discussione parlamentare, sono la norma. La firma di Morfeo Napolitano è sempre scontata. E ora, persino l’interpretazione delle leggi è soggetta a Berlusconi, è compito del Governo. Io Berlusconi, io La Russa, io Cicchitto, io Maroni, io Gasparri, io Napolitano… io sono io e voi, cari italiani, miei sudditi, non siete un cazzo. Io emano le leggi, le interpreto e regno.
I ragazzi del MoVimento 5 Stelle hanno raccolto firme per la strada, valide, autenticate per mesi durante questo gelido inverno. Senza un soldo di finanziamento, tutto di tasca loro. E sono stati ammessi in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania. Formigoni e la Polverini se venissero eletti, non avrebbero nessuna legittimità e i primi a saperlo sono proprio loro. Nessuna legge regionale in Lombardia e nel Lazio potrebbe essere ritenuta valida dai cittadini. Il lombardo e il laziale a questo punto avranno il diritto sacrosanto di interpretare le leggi come cazzo gli pare.
Da oggi inizia una nuova Resistenza, l’Italia non è proprietà privata di questi scalzacani. Questa legge porcata in un certo senso è un bene. Ora è chiaro che il Paese si divide in golpisti e democratici. Noi e loro. La Grecia è vicina e forse ci darà una mano. Tloc, tloc, tloc. Girano le pale. Tloc, tloc, tloc. Si scaldano gli elicotteri.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Sempre dal Blog di Grillo vi riporto:
Egregio signor Magni, gentile signora Varenna…
Il decreto interpretativo secondo Maroni: “non porta alcuna modifica di norme di legge”, ma dà “una interpretazione corretta” alle norme. Chi decide l’interpretazione corretta? Lui e i suoi compari al Governo! Napolitano è più incerto, infatti per lui il decreto: “non ha presentato evidenti vizi di incostituzionalità”. Vizio non evidente di incostituzionalità detto da Morfeo significa incostituzionalità certa. Al suo minimo dubbio in materia con lui non c’è alcun dubbio.
Napolitano si è degnato di rispondere sul sito del Quirinale a due cittadini in rappresentanza dei milioni che lo hanno insultato. Un testo tra il tragico e l’esilarante:
“Egregio signor Magni, gentile signora Varenna,
ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto. Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici. Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano. Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di “beni” egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico. (….)”.
L’età gioca brutti scherzi. La legge e i diritti dei cittadini sono la stessa cosa. Morfeo afferma che il diritto dei cittadini (solo quelli del PDL) è più importante delle “procedure previste dalla legge”. Ma dovrebbe sapere che, in democrazia, senza l’applicazione certa della legge i cittadini perdono ogni diritto. Belin, Napo, almeno l’ABC!
La Costituzione Italiana è scritta in modo semplice e chiaro che la capirebbe anche lui.
L’articolo 72 dice:” Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni. La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa , di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi”.
In sostanza non si possono fare decreti in materia elettorale. Ed è ovvio il motivo. Chi fa i decreti è il Governo e può in questo modo favorire sé stesso nei confronti delle opposizioni. Solo le dittature cambiano (interpretano?) le leggi elettorali al di fuori del Parlamento. Formigoni e Polverini partecipino pure. Se vinceranno il MoVimento 5 Stelle farà in modo che la Corte Costituzionale si pronunci, tra un anno si vota di nuovo.