Calciopoli: il controesame del Col. Auricchio

March 25th, 2010 Posted by killnut in calcio

Vale la pena riflettere ancora una volta su Calciopoli, soprattutto dopo il controinterrogatorio di Auricchio, il colonnello che si è interessato direttamente delle indagini.
E’ infatti sicuramente interessante sapere che le inchieste fossero svolte in virtù degli articoli di Gazzetta, Corsport e Repubblica, e che quando sbuca qualche dato palesemente incongruente, come rapporti su squalifiche che non sono mai esistite, ammonizioni che avrebbero dovuto essere mirate e non lo erano, Auricchio risponde che insomma, se il tabellino della Gazzetta riportava quei dati, lui che poteva fare, non è mica un tecnico..

Come anche tutta una serie di episodi a sfavore della Juve, capitati con arbitri che dovrebbero – a sentire l’accusa – essere buoni amici dei bianconeri (tipo il rigore negato alla Juve a Palermo da De Santis), ma è ovvio che se non l’ha sottolineato la Gazzetta..
No, non è un tecnico, il Colonnello, ma il rigore fuori area assegnato alla Juve in Roma-Juve 1-2 lo ricorda, e quello riesce a giudicarlo da solo. E il pugno di Cufré (rigore e espulsione)? E il gol annullato a Ibra nel secondo tempo? Sì, ricorda anche quello, evidentemente la Gazzetta ne aveva parlato. Meno male.

Le ammonizioni preventive, altra favola che andava per la maggiore: Prioreschi, l’avv. di Moggi, la smonta, facendo l’elenco delle squadre che se ne erano avvantaggiate: prime erano Atalanta e Reggina, due colossi del calcio. E i rossi diretti che hanno fatto saltare agli avversari il match con la Juve? Due in tutto il campionato, ultima in classifica. Auricchio risponde tranquillo: ma noi non abbiamo verificato queste graduatorie, a noi interessava il dato della Juve. E avete controllato chi fossero gli squalificati? Erano Petruzzi (17 partite in un anno), Nastase (solo 7!!!), Vignaroli, Simone Inzaghi, e altri fenomeni del genere, contro Buffon, Thuram, Cannavaro e compagnia… Sì, ma noi non siamo tecnici, non possiamo valutare. E’ vero, me lo ero dimenticato, in quei casi non può valutare.

Purtroppo la Gazzetta non ha pubblicato qualche tabella del genere per aiutare il Colonnello.

“Se uno arbitra contro la Juve poi viene fermato, se invece arbitra a favore viene premiato“: eccolo, uno dei grandi classici del sentimento popolare elevato da Auricchio e dai giudici sportivi ad accusa concreta.
Si, ma avete verificato che poi Dattilo, l’arbitro che avrebbe squalificato i giocatori dell’Udinese per favorire la Juve, è stato fermato per 8 turni? E che Paparesta, dopo averla sfavorita, non farà neanche qualche giorno di pausa? E che Copelli, il guardalinee “nemico” della Juve, è poi andato tranquillamente ai Mondiali?
No, non abbiamo verificato, ma Paparesta è stato penalizzato nella classifica di Baldas quella della patente a punti del processo di Biscardi. Non è uno scherzo, ha detto davvero così.

L’altro tema interessante, è noto, riguarda le telefonate dell’Inter ai dirigenti degli arbitri: mai esistite, come dicono fideisticamente loro, o sparite, come sosteniamo noi seguendo anche gli sviluppi di processi paralleli? In alcune intercettazioni Bergamo racconta alla Fazi di telefonate con Moratti e con Facchetti per organizzare incontri. Dove sono finite? Auricchio non se lo sa spiegare; ma come, non dovevano essere controllate tutte le utenze di Bergamo? Il pm Narducci dice che forse qualche utenza di Bergamo è sfuggita. Ah ecco, che fortuna. Moratti e Facchetti sono riusciti a sentire Bergamo su un’utenza sfuggita agli investigatori. Beati loro. E comunque, al Colonnello, quelle telefonate non interessavano poi così tanto.

Vi riporto un resoconto di questo controesame.
Le udienze sono scaricabili dal sito di Radio Radicale.

16 marzo 2010

Gli viene chiesto dall’avv. difensore di Lillo Foti se avesse preso in esame la possibilità di errori arbitrali ai danni della Reggina, e Auricchio risponde « Non ricordo errori arbitrali.. ».

L’avvocato allora chiede se avesse preso in esame tutto il campionato della Reggina, comprese le partite senza aiuti arbitrali o con torti arbitrali (ne elenca alcune come quelle con Lazio, Messina, Brescia, Cagliari, Sampdoria, ecc..), la risposta di Auricchio è: « Non ho controllato il Campionato della Reggina. La Reggina è, almeno per quanto riguarda le nostre valutazioni investigative, indotta in relazione ai rapporti che il suo Presidente aveva con Luciano Moggi.. ».

Viene chiesto dall’avv. di Bertini come, in generale, Auricchio giudicasse in “evidente fuorigioco” una azione, o come valutasse “giusta o sbagliata” una ammonizione (facendo riferimento ad una udienza precedente), e l’Auricchio ribadisce: « Quando abbiamo citato aspetti di ordine tecnico abbiamo semplicemente fatto riferimento ai tabellini sportivi, quindi quando lei nella mia trascrizione vedrà che ci siamo allungati sul gol in fuorigioco è perchè abbiamo fatto riferimento al tabellino della cronaca… Se lei vede ogni partita ha 2-3 riferimenti di cronaca dei giornali.. voglio dire.. non abbiamo preso “La Cronaca di Firenze” o “La Nazione”, ma la Gazzetta, il Corriere, Tuttosport..».

Poi si mette a ridere « No Tuttosport no, mai Tuttosport, eheheh.. ».

Facendo riferimento ad una dichiarazione di Auricchio di una precedente udienza (nella quale parlò di “gol in evidente fuorigioco” con riferimento ad un Siena-Milan), gli viene chiesto se sapesse tecnicamente quando un gol è in fuorigioco.

Auricchio risponde di saperlo “da tifoso”, ma che non era suo compito saperlo.

Gli viene contestato questo perchè nel capo d’imputazione si parla di “ammonizioni dolose”, e Auricchio precisa: « Sulle ammonizioni non ho mai parlato di ammonizioni giuste o sbagliate. Se abbiamo fatto dei riferimenti al gol in fuorigioco o al rigore che c’era o non c’era lo abbiamo fatto soltanto prendendo spunto dai tabellini o dalle cronache. Se invece abbiamo parlato di “ammonizioni dolose” lo abbiamo fatto in relazione alle conversazioni telefoniche che stabilivano da parte di alcuni protagonisti arbitri, come per esempio il sig. De Santis, in relazione a quanto da loro dichiarato. E’ come se lei mi fa la domanda, ne abbiamo discusso stamattina, “Arezzo-Salernitana”… Non è che parlo io e dico che la Salernitana era in fuorigioco o c’era fallo: è l’assistente che dice a Meani, lo abbiamo letto stamattina, “Io ho alzato la bandierina per evitare che” quindi in quel caso io parlo di fallo fischiato ad hoc non perchè io sia il tecnico che valuta questo, ma perchè ce lo dice l’assistente, cioè colui che ha alzato la bandierina ».

L’avv. Sena (difesa Pairetto) chiede se, nel corso delle indagini riguardanti la regolarità del sorteggio, avessero mai sentito i notai che presiedevano il sorteggio.

Auricchio « Abbiamo acquisito i verbali del notaio ».

Viene chiesto se avessero mai ascoltato direttamente i notai per verificare se avessero mai avuto dei dubbi sulla regolarità o meno di questi sorteggi:

Auricchio « No, perchè dei dubbi il notaio li avrebbe inseriti nel verbale, insomma.. ».

Gli viene chiesto se dai verbali..

Auricchio « Non ci sono anomalie, ecco, se è questa la domanda! ».

Viene chiesto se risultassero da parte dei notai dei rilievi in ordine alla regolarità delle palline utilizzate che potevano essere eventualmente riconosciute, e l’Auricchio dice di no.

Gli viene chiesto, visto che si è utilizzata tanto la stampa nelle indagini, se avessero mai verificato se i giornalisti presenti al sorteggio fossero più o meno sempre gli stessi, e Auricchio non sa rispondere, dicendo semplicemente: « C’erano dei giornalisti, questo sicuramente..».

Gli viene chiesto allora se avessero mai trovato degli articoli di giornale in cui i giornalisti evidenziassero delle irrogolarità o dei sospetti, e Auricchio risponde di no.

Viene chiesto se avessero verificato, in relazione alla 16ma giornata di ritorno (quella di Milan-Juventus che decise il Campionato), quale fosse la griglia arbitrale proposta dai commissari.

Auricchio, sbagliandosi, risponde: « Juventus-Milan (è Milan-Juventus) l’arbitro era Collina, quello designato ».

Domanda dell’avvocato: « E’ stato scelto sulla base di una terna di tre arbitri che erano stati inseriti in questa griglia: vuole verificare se ha il dato di chi erano? ».

La risposta di Auricchio è ancora sbagliata: « Collina, Mitro, Farnetri e Preschern quarto ufficiale ».

L’avvocato continua ancora a chiedere: « Sono stati designati in base ad una griglia, quindi stiamo parlando evidentemente di arbitri di prima fascia. E’ in grado di dirci la griglia quali altri professionisti prevedeva? ».

Alla fine, finalmente, Auricchio capisce e dice: « La griglia? No».

Domanda: « Voi non avete verificato per ogni partita le singole griglie..? ».

L’Auricchio risponde di sì, ma di non riuscire a trovare l’informazione (« Sarà negli atti »).

Viene chiesto se lo avessero comunque fatto per tutte le partite.

« Per tutte le partite attenzionate », risponde Auricchio. « Milan-Juventus non è stata una partita di interesse investigativo ».

Viene chiesto come mai, essendo stata la partita che di fatto ha deciso il campionato, ed essendo la tesi dell’accusa che anche i sorteggi siano stati pilotati in modo strumentale per decidere le sorti del campionato.

La risposta di Auricchio è interessante e bizarra: « La garanzia per quella partita con il sorteggio con la Dea bendata che ha individuato Collina mi sembrava una caratteristica che metteva al riparo da qualsiasi valutazione ».

Se quindi ad essere estratto dal sorteggio era Collina (quello delle cene con Meani) in un Milan-Juventus, non c’era dubbio alcuno sulla irregolarità. Altrimenti, probabilmente, sì.

Così ancora l’avvocato: « La sua risposta non mi convince perchè Collina non è stato sorteggiato fra tutti gli arbitri, ma solamente tra gli arbitri che i designatori avevano ipotizzato in quella griglia. Atteso che stiamo parlando finora nel processo di designatori che sceglievano le varie griglie arbitri che poi selezionavano in base alle modalità che abbiamo visto anche con altri testi io le domando se avete verificato se avevano provveduto ad inserire degli arbitri che chiameremo “sensibili” così per far comprendere la domanda? ».

La risposta di Auricchio è a questo punto meravigliosa: « Probabilmente, evidentemente, non c’era per quella partita che decideva il campionato tra Milan e Juve la necessità di mettere un arbitro favorevole alla Juve, insomma. Cioè voglio dire.. ».

In aula mezzi sorridono quasi divertiti, altri borbottano.

L’avvocato rivela infine come i tre nella griglia fossero Trefoloni, Collina e Paparesta e che, ovviamente, la partita a suo parere fosse “importante” per le sorti del Campionato.

Domanda: « Avete verificato in relazione ad ogni singola partita le relazioni degli osservatori arbitrali? ».

Auricchio risponde che lo hanno fatto solo per le partite dove c’era uno spunto di interesse investigativo (esempio intercettazioni tra osservatore e designatore), al che l’avvocato specifica meglio, essendo in difesa di un designatore (Pairetto), la domanda: « Avete verificato se le decisioni dei designatori, ad esempio di sospendere taluni arbitri all’esito di determinate partite, si trovavano in conflitto o in contraddizione con le relazioni degli osservatori arbitrali o comunque si basavano ed erano confortate dalle valutazioni degli osservatori arbitrali? ».

Auricchio sostiene di non essere in grado di rispondere.

L’avv. Sena allora specifica ancora di più: « Poichè si è parlato molto durante il processo di decisioni strumentali dei designatori di sospendere questo o quell’arbitro oppure piuttosto che aiutarlo e favorirlo a seguito di errori commessi in campo, io le domando se avete verificato, visto che andavate a guardare il comportamento dei designatori se le loro decisioni erano in qualche modo in contrasto con quello che risultava nelle relazioni degli osservatori ».

Auricchio risponde dicendo che uno dei casi esplicativi potrebbe essere quello relativo alla sospensione dell’arbitro di Reggina-Juventus (Paparesta), per il quale si analizzò la relazione dell’osservatore che non era in contrasto con la decisione di sospenderlo.

L’avvocato chiede per l’ennesima volta se, al di là di quello specifico episodio, in generale avessero preso in esame le relazioni degli osservatori per ogni singola partita, e la risposta, finalmente, è un no.

A quel punto chiede la parola ed interviene Pairetto. Auricchio cerca di evitare il dialogo? « Il controesame è finito? Così posso allontanarmi o devo essere controesaminato da.. (Pairetto) », ma gli viene detto di aspettare.

Pairetto allora specifica come Paparesta, arbitro di Reggina-Juventus chiamato in causa e che apparentemente venne sospeso per non aver concesso un rigore netto per la Juventus, arbitrò invece la domenica successiva una gara di Serie B (quindi non venne fermato affatto!) e che venne inserito poi in una griglia di prima fascia, la giornata successiva, per arbitrare di nuovo in Serie A (alla faccia della punizione!).

E che invece, e cita la sospensione di Racalbuto a seguito di un Roma-Juventus (dove tra l’altro fu l’assistente a sbagliare in due occasioni in favore della Juventus, indicando un rigore che era fuori area e non segnalando un fuorigioco), l’arbitro siciliano restò lontano dalla Serie A per 9 giornate, eppure arbitrò pro-Juve.

Riassunto: Paparesta arbitra contro la Juve e non viene sospeso, Racalbuto arbitra pro-Juve e non arbitra per due mesi e mezzo in Serie A.

A questo punto, essendosi fatto tardi, il Presidente Casoria “libera” il Colonnello Auricchio.

23 marzo 2010

L’avv. Prioreschi (difesa Moggi) inizia l’esame chiedendo al Colonnello Auricchio, che senza esitazioni risponde, come sia nata Calciopoli, quando gli è stata conferita delega per indagare, da chi.

Si passa poi alle intercettazioni, il “cuore” del processo.

Prioreschi chiede conto di un passaggio dell’informativa del 19 aprile 2005 nella quale viene riportata una intercettazione datata 9 febbraio 2005 partente dal numero fisso di Paolo Bergamo che chiama una utenza mobile straniera che viene accertato essere una utenza svizzera, con gestore Sunrise.

La domanda è: « Come ha accertato che erano intestate a tale Arturo De Cillis? ».

La risposta: « Ho chiamato l’ufficiale di collegamento svizzero, mi sono informato sul tipo di procedura che esisteva in Svizzera sull’anagrafico delle schede, ho verificato che erano accertamenti di Polizia come peraltro accade in Italia e quindi mi sono fatto dare gli intestatari della scheda Sunrise iniziale ».

Prioreschi chiede chiarimenti.

« Le forze di Polizia – spiega Auricchio – hanno a livello Europeo una serie di rappresentanti: in Italia abbiamo l’ufficiale di collegamento francese, tedesco, svizzero peraltro.., spagnolo.. che sono permanentemente in Italia, a Roma, per svolgere queste funzioni di collegamento di Polizia. A Roma, presso il Ministero degli Interni, quindi.. hanno una collocazione “istituzionale” ».

Prioreschi domanda: « Lo chiama per telefono? ».

La risposta: « Beh, sì. L’avrò chiamato al telefono per dirgli “Qual è la procedura per avere gli intestatari delle schede da voi?”. E lui mi ha detto – non ricordo esattamente, ma il senso è – “un anagrafico telefonico”, cioè un accertamento di Polizia come noi oggi in Italia lo effettuiamo. E quindi mi sono fatto dare l’intestatario di questa scheda Sunrise che era appunto il De Cillis ».

Prioreschi allora chiede dove e come l’ufficiale abbia accertato l’utenza, e Auricchio risponde: « Mah, adesso questo è per me irrilevante… Io ho chiesto all’ufficiale di collegamento svizzero questo accertamento e lui mi ha dato questo dato. Punto ».

Prioreschi domanda: « A voce? ».

Auricchio « Si, si.. ».

Al che Prioreschi vuole capirne di più e domanda: « Come si fa ad accertare se una scheda di un gestore straniero è intestata ad un soggetto? Dove bisogna andare a fare l’accertamento? ».

Risposta: « Lei dice come accertamento giudiziario o come accertamento di Polizia? Perchè per me ha una differenza. Io le sto parlando di un accertamento di Polizia, per cui significa che il signore a cui le ho fatto riferimento prima mi ha dato un intestatario. E’ come un anagrafico telefonico. In Italia lei fa il 1412 e le risulta l’intestatario del numero telefonico. Siccome non lo posso fare io dall’Italia l’ho fatto fare al collega svizzero ».

Al che Prioreschi chiede informazioni su chi fosse il tizio, ma Auricchio non sa rispondere: « E’ comunque un uomo istituzionale.. », « Ho chiamato il Ministero… ».

Prioreschi chiede che sia individuato ed eventualmente ascoltato. Chiede inoltre come farebbe, ragionando al contrario, un ufficiale straniero a sapere l’anagrafica di un utente italiano, e Auricchio risponde che, se lui fosse l’ufficiale di collegamento, farebbe il 1412 di Telecom.

Si passa allora ad un argomento molto tecnico e specifico sul come venivano materialmente effettuate e riascoltate le intercettazioni (quali uffici, con quale tecnologia, ecc..) e su una serie di autorizzazioni e concessioni.

Auricchio risponde puntualmente.

Si arriva però ad una domanda, che pone l’avv. Prioreschi: « Guardi i documenti: che c’è scritto in fondo? C’è scritto “Centro Intercettazioni Rono” ».

Auricchio legge e conferma.

« Che cos’è il Rono? ».

La risposta è vaga: « E’.. è sbagliato, voglio dire.. Perchè guardi “Referente tecnico M*********i C*****i…” ».

La Casoria è perplessa: « Com’è è sbagliato! Spieghi un pò.. ».

Auricchio « No, nel senso che è un modello.. è indicato il Rono come il reparto che gestisce le intercettazioni, ma il centro di intercettazioni incaricato è in riferimento…. ».

Prioreschi incalza: « Quindi questo è un errore.. ».

Auricchio « Beh, non è un errore.. cioè.. è sbagliato nel senso che il centro di intercettazioni, proprio per quello che abbiamo detto fino ad adesso e cioè che l’intercettazione viene sempre effettuata presso la Procura della Repubblica e noi abbiamo soltanto il rilancio del segnale, è impropria la definizione di “Centro intercettazioni incaricato Rono”. Però voglio dire anche qui c’è la firma del direttore di Cancelleria G*******a B****i del Tribunale di Roma e può chiedere a lei.. ».

Prioreschi allora continua a incalzarlo facendo notare come l’errore, o “improprietà” come dice Auricchio, sia presente in più documenti.

Auricchio « Ma non è un errore! E’ una improprietà legata al meccanismo del riascolto! ».

Questo il concetto, ripetuto. Per Auricchio porta a ben poco (« Tanto eravamo noi a fa’ le intercettazioni… »), per Prioreschi, essendo un documento ufficiale e di una certa rilevanza, porta ad una irregolarità.

Prioreschi fa riferimento ad una intercettazione del 5 gennaio 2005 tra Maria Grazia Fazi, segretaria della CAN, e l’ex designatore arbitrale Bergamo. Bergamo riferisce alla Fazi di “recenti telefonate ricevute da Massimo Moratti, presidente dell’Inter, e di una cena che aveva organizzato proprio la sera stessa del gennaio con Facchetti. Cena organizzata proprio perchè l’Inter – Moratti e Facchetti – si lamentava dell’operato degli arbitri. Viene inoltre citato un’altra intercettazione sempre tra la Fazi e Bergamo nella quale quest’ultimo chiama la segretaria e riferisce di un colloquio telefonico avuto con Moratti con riferimento alle griglie.

La domanda dell’avvocato è la seguente: « Colonnello, salvo errori, noi abbiamo cercato tra le migliaia di intercettazioni queste interlocuzioni che ci sarebbero state tra Bergamo e Moratti da un lato e Bergamo e Facchetti dall’altra e non ne abbiamo trovate nè come trascrizione nemmeno per la verità come sonoro. Lei è in grado di spiegare come mai queste telefonate con Moratti, siccome il telefono di Bergamo e della Fazi erano sotto intercettazione, non ci sono? ».

Gelo.

Auricchio prende tempo, come a scuola: « Cioè la domanda qual è, avvocato? ».

Eppure è piuttosto chiara. Prioreschi la ripete.

Casoria prova a “tradurre”: « Cioè l’avvocato fa riferimento a delle telefonate che nell’informativa ci sono e poi non si trovano nè registrate nè trascritte.. Vuole sapere il motivo di questa vicenda ».

Altra domanda di Auricchio, che tentenna: « Cioè vuole sapere il motivo del perchè noi non abbiamo intercettato la conversazione del..».

La Casoria lo stoppa: « Dove sono! ».

Auricchio « No, sono qui! C’è scritto: “i due continuano a parlare..” » e cita la telefonata tra la Fazi e Bergamo.

Interviene allora Prioreschi: « No, no. Quelle di Moratti e di Facchetti! ».

Ancora una risposta vaga: « Eh, non lo so. Questo….. allora ho capito bene la domanda? Cioè.. scusi.. la rettifico così lei mi dice se ho capito bene o meno.. ». Si prende altro tempo. E’ in difficoltà.

Prioreschi ripete per l’ennesima volta e chiede se Auricchio sia in grado di dare una spiegazione del perchè manchino quelle intercettazioni.

Auricchio « No, non.. ».

La Casoria chiede allora « Ma partivano da un telefono che era sotto osservazione? ».

Sì, è la risposta di Prioreschi.

La Casoria allora, col suo tono quasi annoiato, afferma: « E vabbè avvocato.. non sa spiegare questo fatto…».

A quel punto interviene anche il PM: « Ma questo lo dice l’avvocato! Che partivano da un telefono intercettato.. L’avvocato non è in grado di poter dimostrare nulla! ». E dà la sua versione: « Ci sono telefonate in cui due persone fanno riferimento a pregresse conversazioni e non credo che si possa chiedere conto..».

Lo incalza Prioreschi: « Dottore lei ha messo sotto osservazione tutti i telefoni di Bergamo, eh! ».

PM « No, ho visto che qualcosa è sfuggito.. ».

Prioreschi ribadisce: « Insomma non è una mia mancanza: non ci stanno queste intercettazioni! ».

Auricchio allora interviene: « No, ma tutte le intercettazioni effettutate dai telefoni sotto controllo, per decreto del GIP della Procura di Napoli, sono state trascritte e registrate o riportate, per cui non è che le rispondo in maniera diversa. Le dico che se lei non l’ha trovato non è un problema se quelle che sono state intercettate sono state compendiate e riferite all’autorità giudiziaria ». Procede allora citando il testo. Legge: « Ho il testo: “Poi parlano della cena di stasera con Facchetti..”, quindi il riferimento è riportato. “In merito Grazia gli raccomanda infatti di parlare poco e lasciare che il discorso lo guidi Facchetti. Grazia lo invita a ponderare bene le parole. Si salutano e dicono che si sentiranno domani ». Non c’entra molto. « Questo è quello che è stato registrato. Poi se Facchetti ha chiamato a Bergamo non risulta.. avrà chiamato su un altro numero! ».

A voi convince? A Prioreschi poco.

« Avete Tavaroli, no? Chiedetelo a Tavaroli.. », dice il PM.

« Eh, Tavaroli è teste. Se non si appella al segreto di Stato.. ».

La Casoria ne ha abbastanza e invita al silenzio.

Si passa allora alle singole frodi sportive. Una di questa riguarda la partite Udinese-Brescia 1-2 del 26 settembre 2004. Sono contestati a Moggi e agli altri imputati (Giraudo e Dattilo, nello specifico) degli atti fraudolenti e cioè le “dolose ammonizioni” dei calciatori Pinzi, Muntari e Di Michele – che secondo l’imputazione erano già diffidati e quindi non hanno giocato la successiva partita Juventus-Udinese – e la “dolosa espulsione” di Jankulovski.

Prioreschi inizia: « Innanzitutto questa è tra le partite che ha visto? O non l’ha vista? ».

Al solito la risposta è vaga.. Auricchio « Non ho capita: l’ho vista o non l’ho vista in che senso…? »,

« Visivamente? ».

Auricchio « La partita quale? ».

Dopo il solito batti e ribatti alla fine ci arriva.

Auricchio « No, non mi ricordo di averla vista ».

Prioreschi è spietato: « Lei rispondendo alle difese nell’udienza scorsa, un pò risentito, ha detto pure che non avete fatto una indagine da chiacchiere da bar ma ad esempio, con riferimento ad ammonizioni dolose vi siete rifatti ai risultati dell’indagine tecnica, cioè alle intercettazioni e agli articoli dei quotidiani sportivi. Quasi tutti (Tuttosport no, si Gazzetta) i quotidiani sportivi.. ».

Auricchio annuisce.

Prioreschi « Queste ammonizioni giudicate “dolose” da quali intercettazione sono risultate? ».

Risposta vaga: Auricchio « Dalle attività che abbiamo……».

Auricchio « Noi abbiamo fatto una ricostruzione delle ammonizioni erogate nella domenica precedente alla partita nella quale poi quella squadra si sarebbe incontrata con la Juventus».

Prioreschi sente l’odore del sangue. All’udienze precedente infatti Auricchio sostenne, piuttosto agitato, come ogni ammonizione dolosa era definita così perchè risultava da intercettazione. La domanda allora è chiara: « Queste le risultano da intercettazione o da un giornale? ».

Auricchio risponde: «No, non ho detto così. Noi abbiamo fatto una ricostruzione, cioè un elenco completo, delle ammonizioni precedenti le partite della Juventus. Questa ricostruzione, in termini tabellari, è stata fatta sulla base di colloqui telefonici e in particolare abbiamo fatto riferimento a un colloquio – e quindi ci sono i progressivi – tra Meani e un assistente (Babini,) dove esaltavano, nel loro colloquio, esattamente questa metodologia ».

La prende alla larga, e in modo assai curioso e bizarro cita una intercettazione tra Meani e Babini per giustificare la dolosità delle ammonizioni a vantaggio della Juve.

Prioreschi, aiutato dalla Casoria, cerca di farlo rispondere.

Viene richiesto come sono state individuate “dolose” le ammonizioni in esame.

Auricchio « Mah, non le ho individuate come dolose.. Le abbiamo ricostruite in maniera tabellare ».

Al che la Casoria, molto pratica, domanda: « Che vuol dire in maniera tabellare…. ».

Auricchio « Non c’è una parte dove si dice: “Questa ammonizione è dolosa”. Noi abbiamo fatto..».

Prioreschi domanda: « E il capo di imputazione? ».

Auricchio « Mah, il capo d’imputazione non lo faccio io.. ».

Prioreschi e la Casoria cercano comunque, precisato questo, di capire come abbiano attenzionato questa partita e in base a cosa.

Auricchio la riprende larga parlando di Meani e Babini, e ancora una volta gli viene detto di andare nello specifico di questa singola partita, senza risposta.

« E per cortesia il pubblico ministero è pregato di non suggerire! ». Come alla scuola.

«Io Udinese-Brescia non la trovo in questa tabella! ».

Torna ancora su Meani, Babini, le tabelle e conclude « Se poi il PM ha fatto un capo di imputazione su questa io non.. ».

Prioreschi « Abbiamo accertato che non c’è intercettazione. Lei ha visto gli atti ufficiali di gara e le motivazioni in riferimento a questa partita per le quali erano stati.. ».

La risposta: Auricchio « Sempre Udinese-Brescia? Non credo.. non lo ricordo in questo momento ma non credo. Se non è neanche indicato nella tabella.. ».

Prioreschi, di nuovo, chiede quando per Auricchio una ammonizione è dolosa.

E Auricchio, di nuovo, risponde che lo è quando c’è una intercettazione in cui c’è un atteggiamento sospetto o quando un guardalinee dice qualcosa, o un arbitro fa capire qualcosa.

Prioreschi allora si spazientisce: « Quando lei ascolta due persone una delle quali dice all’altra “Ho ammazzato il Papa!”, ma lei che fa? Fa l’informativa e dà per scontato che ha ammazzato il Papa o va a verificare se..? ».

Auricchio alza la voce, dice di non aver visto tutte le partite del campionato ma solo quelle opportune nell’ottica investigativa e non calcistica..

Si scalda, ma Prioreschi non si intenerisce. Chiede di nuovo se la partita in oggetto è poi stata verificata.

Si chiede come mai una partita nella quale si ravvisa un atto fraudolento ed inserita nel capo d’imputazione non sia stata nè osservata nè siano state verificate le ammonizioni “dolose”, se esistenti o meno, se giuste o meno.

Auricchio risponde che quella partita non l’ha vista e, non solo, che non ce l’ha nemmeno in tabella!

Incalza Prioreschi e chiede se si è verificato se la partita dopo Pinzi, Muntari e Di Michele hanno giocato contro la Juventus o no.

A quel punto il PM interviene e si oppone, dicendo che si è ancora fermi a Brescia-Udinese.. (è tardi, su!) e che non è competenza di Auricchio indagare, essendo la partita proveniente dal fascicolo di Torino e avendolo di fatto esaminato lui.

Prioreschi fa notare come i giocatori ammoniti non fossero diffidati.

Si passa alla seconda partita finita nel capo d’imputazione.

E’ un Siena-Juventus 0-3 del 23 ottobre 2004.

Solita domanda: « L’ha vista? ».

Auricchio « No ».

« Quali accertamenti ha fatto su questa partita? ».

Auricchio « Mmm.. non la ricordo proprio come partita oggetto della nostra attenzione »

« Ci sono intercettazioni? ».

Auricchio « No ».

Come ci è finita allora nel capo di imputazione?

« Non è compito del Colonnello », giustamente fa notare il giudice Casoria, ma del PM.

Si passa a Juventus-Chievo 3-0 del 31 ottobre 2004.

Stesse domande. Stesse risposte. Anche in questo caso non si può approfondire.

Altra gara: Lecce-Juventus 0-1 del 14 novembre 2004.

Stessa domanda: « Questa partita l’ha vista? ».

Auricchio « Mmm.. credo di sì. Comunque la ricordo ».

Finalmente. « Quali accertamenti ha effettuato? ».

Auricchio fa riferimento ad una intercettazione tra De Santis e Manfredi Martino. In questo caso, l’atto fraudolento sarebbe stato l’alterazione del sorteggio.

Viene perciò chiesto se Auricchio avesse svolto o gli fosse stato chiesto di fare un accertamento su quello specifico sorteggio arbitrale di Lecce-Juventus.

La risposta è negativa anche in questo caso.

Altro capo d’imputazione e altra partita: Juventus-Lazio 2-1 del 5 dicembre 2004.

Stesse domande di rito.

Questa partita Auricchio crede di averla vista. Anche qui l’atto fraudolento sarebbe l’alterazione dei sorteggi.

Viene chiesto anche in questo caso se fossero stati svolti accertamenti specifici sul sorteggio, e la risposta è no.

Stessa data, altra partita: Fiorentina-Bologna. Auricchio non l’ha vista.

Gli atti fraudolenti sarebbero da un lato l’alterazione del sorteggio (Auricchio non ha svolto accertamenti), dall’altro si contesta le “ammonizioni dolose” che De Santis avrebbe effettuato verso Petruzzi, Nastase e Gamberini (nessun accertamento tecnico).

Prioreschi qui si vuole divertire. E gli fa una domanda specifica: « Lei sa chi era allora la coppia di difensori titolari del Bologna in quella stagione? ».

Auricchio « Mah, non esiste una coppia titolare… »,

« Glielo dico io: Legrottaglie e Gamberini Sa quante presenze ha fatto quell’anno Nastase col Bologna? Glielo dico io: sette. Sa Petruzzi quante presenze ha fatto col Bologna in quel campionato? Glielo dico io: diciassette su trentaquattro. Questo glielo dico perchè nel capo di imputazione si dice che erano i difensori titolari. Non erano i titolari perchè giocavano uno una partita sì e l’altra no, e l’altro 7 su 34.. ».

Si passa a Bologna-Juventus 1-0, la partita successiva alle ammonizioni dolose.

Questa Auricchio l’ha vista.

Via via si analizzano tutte le partite, comprese uno Juventus-Milan 0-0 del 19 dicembre e un Roma-Parma 5-1 del 19 dicembre.

Si arriva a un Cagliari-Juventus 1-1. Questa è particolare: per questa Auricchio parla di alterazione del risultato tramite la “gestione dell’arbitro Racalbuto”.

Secondo Prioreschi entra perciò nel tecnico, nel merito.

Gli viene chiesto come abbia espresso questo giudizio.

I PM, sulla difensiva, vanno in soccorso.

Prioreschi ricorda come oggetto di protesta fu un gol segnato da Emerson in leggerissimo fuorigioco.

Chiede se avesse anche accertato se vi fosse un rigore su Trezeguet per la Juventus.

La risposta è un mezzo autogol: « No, il gol è sicuramente in fuorigioco! ».

Entra perciò nel merito con un giudizio tecnico, che prima aveva negato di poter dare. « Se un gol è in fuorigioco è un dato oggettivo, mentre se un rigore è negato bisogna già entrare in una valutazione che io non posso fare.. ».

Prioreschi affonda:« Lei si è accorto dalle intercettazioni che il fuorigioco è stato segnalato dall’assistente e non dall’arbitro? ».

La risposta lascia perplessi: « Certamente c’è il contributo dell’assistente, ma la responsabilità come ben sappiamo è dell’arbitro » (amico).

Si passa a Messina-Parma 1-0 del 23 gennaio 2005 e a Juventus-Udinese 2-1 del 13 febbraio 2005.

Solite domande, solite risposte: nessun accertamento nè tecnico nè sul sorteggio.

Prioreschi chiede come al solito la “fonte investigativa” di un risultato alterato e Auricchio cita i soliti giornali (Repubblica, Gazzetta e Corriere dello Sport).

« Tuttosport non l’ha visto? ».

« Non credo, no. Sarebbe stato di parte, insomma. E’ come se leggo “Il Mattino” su un rigore di Lavezzi… ».

Gli viene fatto notare che ad esempio la Gazzetta è di Milano.. ma Auricchio dice di non aver mai percepito il fatto che fosse di parte.

Senza dilungarci troppo si procede una ad una per tutte le gare presenti nel capo d’imputazione, e ogni volta Prioreschi chiede se siano stati fatti degli accertamenti riguardo a quanto appreso nelle intercettazioni, e ogni volta Auricchio risponde di no.

Si parla del rigore fuori area, del fallo di mano, del gol in fuorigioco. Ma il riscontro è effettuto al massimo sui giornali, e a volte è persino sbagliato.

  1. 35 Responses to “Calciopoli: il controesame del Col. Auricchio”

  2. By killnut on Mar 31, 2010

    Il 23 marzo Auricchio nel pomeriggio continua il suo controinterrogatorio:

    Tribunale di Napoli – Udienza del 23 marzo 2010, quarta audizione teste Auricchio. Gallinelli, difesa De Santis. I parte

    Gallinelli: «Le farò una serie di domande finalizzate a consentire al tribunale di verificare la sua credibilità investigativa e la correttezza del risultato indiziario che voi credete di aver raggiunto.
    Mi sa dire quando, in riferimento alla posizione di De Santis, quando inizia l’analisi di calciopoli (capo A d’imputazione)?».
    Auricchio: «Rientra nella primissima richiesta di intercettazione telefonica. Siamo già a Settembre 2004, che sarebbe l’esito della delega di indagine dei pm di Napoli del luglio 2004».
    Gallinelli: «Quindi non è stata fatta nessuna attività di indagine con ricerca di riscontri in merito, di valenza indiziaria, in merito alla partita di Juventus-Parma del campionato 1999/2000, diretta dall’arbitro De Santis?».
    Auricchio: «No».
    Gallinelli: «Che compresa partita indicata nel capo A..La domanda è si o no?».
    Auricchio: «No».
    Gallinelli: «Nessuna attività di carattere investigativa con riferimento a questa competizione calcistica».

    Gallinelli: «A pag. 7 dell’informativa del 02 11 05, è scritto che l’indagine svolte hanno consentito di osservare gran parte della partite (2004-2005) attraverso le attività tecniche a campionato già iniziato (30 turni dei 38 disputati). Tra questi 30 turni, lei ha detto c’è Lecce-Parma del 29.05.05 arbitrata da De Santis. Ha riferito che questa partita è stata attenzionata e livello investigativo e non sportivo. E corretto?».
    Auricchio: «.. investigativo si».
    Gallinelli: «Con quali modalità?».
    Auricchio: «Abbiamo inteso questo per indicare la interpolazione dei dati promanati dalle attività tecniche in relazione a quell’evento sportivo».

    Gallinelli: «La differenza rispetto alle altre modalità di osservazione delle partite, quale è stata? Lecce-Parma e le altre partite arbitrate da De Santis, quali sono le differenze?».
    Auricchio: «Lo ribadiamo, lo abbiamo più volte indicato questo concetto, le attività tecniche facevano emergere degli elementi e dei riferimenti in relazione ai singoli eventi sportivi; quei singoli eventi sportivi sono stati analizzati, non tutte le partite di tutte le giornate di campionato».
    Gallinelli: «Per le altre partite arbitrate da De Santis non ci sono degli elementi tecnici che vi hanno spinto ad osservare?».
    Auricchio: «Se non ci sono elementi tecnici non sono state osservate».
    Gallinelli: «Ci sono stati elementi tecnici che vi hanno spinto ad osservare, con le stesse modalità di Lecce -Parma le altre partite arbitrate da De Santis?».
    Auricchio: «Si. Nel caso di Lecce-Parma..».
    Gallinelli: «Le altre..Lecce-Parma mi ha risposto».
    Auricchio: «Ce ne sono altre..che abbiamo analizzato».
    Gallinelli: «Arbitrate da De Santis?».
    Auricchio: «Arbitrate da De Santis».
    Gallinelli: «Non a livello investigativo?».
    Auricchio: «A livello investigativo dico.. uno che abbiamo fatto riferimenti in precedenza..per esempio nel..».
    Gallinelli: «Non vi è nessuna differenza tra le modalità di osservazione tra la partita Lecce-Parma e le altre partite arbitrate da De Santis che sono state oggetto della vostra indagine?».
    Auricchio: «Sono state attenzionate investigativamente quelle con dei collegamenti promanati dalle intercettazioni. Se lei mi chiede tutte le partite arbitrate da De Santis no».
    Gallinelli: «Siccome lei ha detto, Lecce-Parma è stata osservata a livello investigativo, la mia domanda è ovvia, quali sono state le differenze, diciamo a livello di analisi, di questa partita rispetto alle altre se ha specificato che questa è stata esaminata a livello investigativo e non sportivo?».
    Auricchio: «Mi perdoni avvocato, io non comprendo».
    Gallinelli: «Sono stati effettuati dei servizi di osservazione a Lecce allo stadio?».
    Auricchio: «No assolutamente no».
    Gallinelli: «Questo volevo dire».
    Gallinelli: «Cosa intende per modalità investigativa rispetto alle modalità con cui avete osservato le altre partite?».

    Auricchio: «Ecco nel caso di Lecce-Parma non abbiamo osservato sul posto la partita».
    Gallinelli: «Dice che avevate degli elementi tecnici, quindi attività tecniche e non avete ritenuto di andare di dover mandare…E perché no visto che avevate questi dati e elementi che sono emersi da attività tecnica ritenuto di dover controllare sul posto il regolare o irregolare andamento di questa partita di calcio?».
    Auricchio: «Noi abbiamo controllato, su quella partita in particola abbiamo visionato il filmato della partita, abbiamo verificato l’andamento della partita e abbiamo riscontrato».
    Gallinelli: «A livello investigativo intende la visione del filmato?».
    Auricchio: «Si»
    Gallinelli: «Con quale modalità è stato visionato questo filmato, da lei, solo da lei, e da chi altro?».
    Auricchio: «Da me e dai mie collaboratori dal punto di vista a livello televisivo».
    Gallinelli: «In che data?».
    Auricchio: «Credo Subito dopo una giornata.. 24 ore».
    Gallinelli: «È stata redatta un’annotazione di servizio su questa osservazione del filmato?».
    Auricchio: «No».
    Gallinelli: «E questo filmato dove è stato visionato?».
    Auricchio: «E’ stato visionato..Credo su sky ora non ricordo con precisione».
    Gallinelli: «A casa sua o negli ufficio del nucleo?».
    Auricchio: «Negli uffici del nucleo».
    Gallinelli: «Non si ricorda insieme, unitamente a quali altri suoi colleghi dell’indagine?».
    Auricchio: «No».
    Gallinelli: «Non si ricorda.. e via Inselci ha una postazione sky?».
    Auricchio: «Abbiamo registrato a partita di sky e l’abbiamo verificata successivamente».
    Gallinelli: «Solo per questa partita, per le altre partitre non è stato ovviamento effettuato questo tipo..».
    Auricchio: «Anche questa mattina mi é stato chiesto quando ci sono stati riferimenti alle partite visionate, ho risposto si o no a seconda che sia stata visionata o meno la partita».
    Gallinelli: «Quindi è stata visionata su sky, ma registrata. Negli uffici del nucleo investigazione di via Inselci, non è stata redatta nessuna annotazione tecnica su questa attività svolta?».
    Auricchio: «No».
    Gallinelli: «Benissimo».
    Gallinelli: «Per altre attività di indagine, credo voi annotate tutte le attività svolte?».
    Auricchio: «Non mi pare».
    Gallinelli: «Chiedo».
    Auricchio: «Se è un’attività esterna, un servizio di osservazione esterno, si produce un’annotazione di polizia giudiziaria, in questo caso non è un filmato particolare, è un filmato verificabile sempre, non c’è un’acquisizione».
    Gallinelli: «Dico, avete visionato tutta la partita, l’avete visionata avvalendovi della moviola? come è stato?».
    Auricchio: «L’abbiamo visionata la partita, ma non ci sono degli esiti tecnici relativi alla partita..cui lei mi chiede».
    Gallinelli: «L’avete visionata da un punto di vista investigativo, l’ha detto lei».
    Auricchio: «Si, l’abbiamo visionato ma non è un’attività tecnica che è stata fatta».

    Gallinelli: «Chi ha registrato la partita?»
    Auricchio: «Non lo ricordo»
    Gallinelli: «Quindi una partita così importante, tanto che anche a livello sportivo è costata una squalifica importante per De Santis, non è stata attenzionata con le formalità richieste».

    L’attenzione del legale si sposta su un altro aspetto: “la condotta automatica”.

    Gallinelli: «Nell’informativa del 2 novembre 2005 viene affermato quanto segue, “Quando il determinato arbitro si vede assegnato per lo specifico incontro sembra agire per automatismo verso il conseguimento dello scopo cui si tende, attivandosi per far maturare durante la gara i presupposti che gli consentono di favorire la squadra beneficiante, ciò è apparso sistematico e fin troppo evidente per la Juventus”. Per la Juve parleremo dopo. Per quanto riguarda Lecce-Parma avete ipotizzato una condotta automatica, con scopi già prefissati. Quale senso ha, rispetto a quello prospettato nell’informativa, la telefonata della mattina tra Bergamo e De Santis se la condotta arbitrale -fraudolenta a vostro dire-, era automatica? Quale senso avrebbe, secondo la sua intelligenza investigativa, tale telefonata?»
    Auricchio: «In effetti De Santis rassicura Bergamo… non la vedo in contrasto».
    Gallinelli: «Quindi non c’era un automatismo».
    Auricchio: «Bergamo gli dà un “in bocca al lupo” e De Santis risponda “usiamo la testa, ho detto agli assistenti correte poco e usate la testa”, Bergamo gli dice, “Bravo. Massimo evitiamo pure…” …»
    Gallinelli: «Ecco, poi il contenuto lo valuterà il tribunale. Dal punto di vista formale c’è qualcosa di strano? C’è un’anomalia in una telefonata prima della partita tra uno dei designatori e l’arbitro?»
    Auricchio: «Beh, siamo sicuramente all’ultima giornata del campionato… »
    Gallinelli: «No, io le chiedo se è anomalo dal punto di vista formale che il designatore chiami l’arbitro».
    Auricchio: «No, in questo senso no».
    Gallinelli: «Telefonata del 22 maggio 2005 (una settimana prima di Lecce-Parma), tra Maria Grazia Fazi e Bergamo, entrambi imputati e che sarebbero associati con il Da Santis. Quale rilevanza avrebbe avuto il comportamento arbitrale, definito da voi fraudolento, per le finalità dell’associazione? Il risultato di parità a quale società avrebbe dovuto apportare vantaggio?»
    Auricchio: «Nel caso dell’ultima giornata alla Fiorentina »
    Gallinelli: «Quindi De Santis avrebbe avuto un ruolo determinante?»
    Il legale dell’ex arbitro romano sintetizza la telefonata in questione tra la Fazi e Bergamo evidenziando il seguente passaggio: «Fazi, “Massimo De Santis è disintegrato, è morto”».
    Gallinelli: «Dalla visione di Lecce-Parma quali condotte arbitrali strane ha potuto rilevare? Condotte anomale oppure contrarie al regolamento di gioco?»
    Auricchio: «Anomalie tecniche no. Lo stesso De Santis ci dice alla fine della partita come si è comportato»
    Gallinelli: «Quali comportamenti fraudolenti ha potuto notare nel comportamento dell’arbitro nel corso di Lecce-Parma?»
    Auricchio: «Ha gestito la partita in modo da …»
    Gallinelli: «Le chiedo dei fatti specifici».
    Auricchio: «Per quanto riguarda i fatti specifici, ha proceduto secondo quanto dice lui, “Abbiamo fatto un bel servizio…”»
    Gallinelli: «No lo dice lei, io lo chiedo a lei»
    Casoria: «Vabbè ma questa è una valutazione stretta, avvocato non gliela ammetto».
    Gallinelli: «La valutazione giustamente la dovrà fare il tribunale. Siccome ha visto la partita per uno scopo investigativo, mi chiedo quale è stato il risultato di tale attività»
    Casoria: «Non ha rilevato cose particolari, mi pare di aver capito».
    Auricchio: «Sì, se non le circostanze che lo stesso De Santis ci dice…»
    Gallinelli: «E’ una partita che è stata contestata, risponde anche di questa partita De Santis. Non è una partita che non ha rilevato, che non è di riferimento»
    Auricchio: «Nel senso che da attività tecnica, di ammonizioni,espulsioni… »
    l’avvocato Gallinelli ricorda il capo di imputazione, dal quale risulta che la designazione dell’arbitro romano fu preordinata al 3-3 di Lecce-Parma.
    Casoria: «Lui fatti non ne ha percepiti. È così?»
    Gallinelli: «Se si parla di condotte finalizzate a predeterminare non l’esito della partita, “vince il Parma” o “vince il Lecce”, ma addirittura il risultato, tre pari».
    Auricchio: «Nessuno ha detto del tre pari». Qui non si dice nulla, ma si allude a tutto…
    Casoria: «Dice, se ha visto la partita qualcosa che destasse sospetto doveva rilevarla nella circostanza. Se no che l’avete vista a fare?».
    Auricchio: «La visione del filmato era per verificare alcune circostanze che si sono poi verificate nel corso della parte finale della partita. Noi stessi abbiamo poi convocato alcuni protagonisti…».
    Gallinelli: «Nella parte finale della partita da che minuto?»
    Auricchio: «Gli ultimi dieci minuti, ma c’è un motivo: De Santis dopo la partita nel commentare con Mazzini dice, “Ha fatto lo st***do alla fine Vignaroli…”»
    Gallinelli: «Mi scusi, lei sta riferendo quello che dice il mio assistito, io sto facendo le domande a lei…»
    Auricchio: «Lei potrebbe chiedermi perché i dieci minuti finali e non quelli iniziali».
    Gallinelli: «Non ho chiesto dei dieci minuti iniziali, ho chiesto della partita perché è la partita che a De Santis viene contestata, sulla base di una vostra attività investigativa. Perché i capi di imputazione non nascono nelle procure per caso. Allora, da che cosa desume che De Santis, con Bergamo e compagnia bella, ha predeterminato addirittura il risultato di tre pari per questa partita»
    Casoria: «Avvocato, il risultato di tre pari già ha detto che non lo ha detto»
    Gallinelli: «Siccome parlava di dieci minuti, che cosa succede in quei dieci minuti? Cosa ha fatto De Santis per meritare questo capo di imputazione?»
    Auricchio: «Il risultato è il risultato di pareggio, non di 3-3… »
    Gallinelli: «E quindi?»
    Il PM Capuano: «Presidente possiamo far rispondere il teste? Perché interrompe» Capuano si guadagna la pagnotta con un intervento di alleggerimento in favore del teste.
    Casoria : «Non deve accavallarsi avvocato».
    Auricchio: «Quindi il risultato della partita che era il pareggio. Risultato utile nel contesto complessivo di partite, che investigativamente abbiamo ritenuto interessanti e rilevanti. In particolare nella condotta di De Santis, lo stesso nella conversazione che ha richiamato l’avvocato dice, “Sono intervenuto su Morfeo, mi ero messo avanti con il lavoro”. Lo riferisce a Mazzini che non è un designatore, visto che prima abbiamo detto, “E’ normale che il designatore chiami De Santis”. In questo caso è meno normale che il Mazzini chiami il De Santis».
    Gallinelli: «Mazzini è?»
    Auricchio: «Il vicepresidente della federazione».
    Gallinelli: «E’ il dirigente di una società?»
    Auricchio: «No, infatti non ho detto che è anomalo, ho detto che è meno normale. In questa telefonata si fa riferimento alle attività di ammonizione ed espulsione comminate nel corso della partita e in particolar modo nella parte finale, dove ha espulso Vignaroli, calciatore del Parma. Testualmente dice: “No ha fatto lo st***do alla fine Vignaroli, l’ho considerato espulso perché mi ha minacciato. Poi è venuto Cinquini che mi dice, ‘senta però una partita così ci vuole un minimo di buon senso. Ho finito la partita adesso vado a fare lo spareggio, ho cinque squalificati’. E io gli ho detto, ‘E allora, è un problema mio?’». Segue la lettura della conversazione. «Quindi l’attività che è stata fatta è sulla base delle attività sanzionatorie comminate da De Santis nel corso della partita. Sanzioni che incidono sull’andamento della partita»
    Gallinelli: «Incidono su tutti i campionati, anche su quello in corso. La domanda è se avete riscontrato attività fraudolente da parte di De Santis. Quanto riferito da De Santis, corrisponde al referto arbitrale?».
    Auricchio: «Sì sì»
    Gallinelli: «Dalla visione della partita ha rilevato che De Santis ha ammonito un calciatore scrivendo nel referto che ha colpito un avversario, ma non ha colpito nessuno? E il referto è quindi non compatibile con il regolamento?»
    Auricchio: «No».
    Gallinelli: «Poi se il tribunale mi autorizza, ho prodotto i filmati, possiamo vederli e commentarli con il teste. Però che si addebiti a De Santis attività fraudolenta sulla base di ipotesi astratte».
    Casoria: «Queste dissonanze non le ha rilevate».
    Gallinelli: «Ricorda se notò un comportamento da parte dei giocatori del Lecce nella parte finale della partita?»
    Auricchio: «Anomalo in che senso?»
    Gallinelli: «Lei ha ascoltato Zeman?»
    Auricchio: «Sì».
    Si ripercorre un elemento già analizzato durante i precedenti controesami: il disimpegno dei leccesi e dei parmensi oltre alla reazione di Zeman.
    Gallinelli: «Questo dipendeva dal comportamento dell’arbitro?»
    Auricchio cerca di svicola poi ammette: «Sì, sono i giocatori».

    Gallinelli: «Lei dice che De Santis aveva interesse che il risultato di pareggio permanesse. Quanti minuti di recupero ha dato?»
    Auricchio: «Tre minuti al primo tempo e quattro al secondo».
    Anche qui si ripete quanto già detto e cioè che nel recupero il Parma andò vicinissimo al gol.
    Auricchio: «Il recupero è piuttosto oggettivo. Non è stato finalizzato a…» In pratica uno si adopera per novanta minuti al fine delinquenziale e poi fa in modo di buttare tutto alle ortiche con il recupero, quando poi non ci sarebbero più opportunità di rimediare?
    In realtà, come fa notare il difensore dell’ex fischietto, essendo state solo due le sostituzioni, il recupero poteva essere anche inferiore.

  3. By killnut on Mar 31, 2010

    Tribunale di Napoli – Udienza del 23 marzo 2010, quarta audizione teste Auricchio. Gallinelli, difesa De Santis. II parte

    Il sistema di “autocontrollo”

    L’avvocato Gallinelli attinge ancora alla informativa del 2 novembre 2005: «”Il sistema di autocontrollo, sospensione di uno o più turni, arbitraggio di partite di minor interesse, relegazione al ruolo di quarto arbitro, note caratteriali a fine campionato positive o negative, sono gestite in totale discrezionalità dai due designatori e concretizzano ormai da lunghi anni i necessari strumenti di coazione psicologica che comprimono ogni autonomia decisionale in capo al singolo arbitro interessato”. Lei ha notato nel corso della partita Lecce-Parma una compressione dell’autonomia decisionale di De Santis? Avete analizzate altre partite di De Santis?»
    Auricchio: «Sono state comminate ammonizioni, come da referto aveva le motivazioni per farlo»
    Gallinelli: «Ricorda ad esempio per quale motivo fu ammonito Morfeo?»
    Auricchio: «Per proteste».
    Gallinelli: «La protesta è un presupposto di fatto compatibile con un provvedimento di ammonizione?»
    Auricchio: «Sì, sì. Fu espulso poi Morfeo…»
    Gallinelli: «No e questo è un dato tabellarmente che posso confutare, è un’altra distorsione. È stato ammonito e non espulso. È stato frutto di una vostra erronea valutazione?».
    Auricchio: «Il tabellino sportivo della stampa… » era sbagliato
    Gallinelli: «Il referto dell’arbitro è stato acquisito prima di scrivere l’informativa o solo dopo?»
    Auricchio: «Nell’informativa poi riportiamo il referto e il dato corretto. Io ho riportato la gazzetta dello sport».
    Gallinelli: «Beh, ogni tanto avreste dovuto leggere anche altri giornali»
    Auricchio: «L’errore non è nostro, Morfeo espulso era riportato secondo il giornale gazzetta»
    Gallinelli: «Lei cosa intende per tabellino sportivo?»
    Auricchio: «Per ogni partita abbiamo riportato, con un modestissimo taglia/incolla, il dato da tabellino sportivo che abbiamo importato dal sito della gazzetta dello sport, formazioni, arbitro, marcatori, note».
    Il teste precisa che a causa della concitazione della partita per i quotidiani era stato difficile ricostruire i provvedimenti disciplinari dell’arbitro. Successivamente i carabinieri hanno verificato la reale situazione tramite il comunicato ufficiale della Lega.
    Gallinelli smentisce questa asserita confusione giornalistica producendo un giornale della sera stessa della partita.

    Collina l’intoccabile

    Gallinelli: «Mentre si giocava Lecce-Parma, che secondo le prospettazioni dell’accusa fu alterata a favore della Fiorentina, si ricorda con chi giocava la Fiorentina, chi era l’arbitro e quale fu il risultato?»
    Auricchio: «Fiorentina-Brescia 3-0, arbitro Collina»
    Gallinelli: «Ha visto la partita dal punto di vista investigativo? Ha notato delle anomalie e gol cosiddetti fantasma che sono stati dati alla Fiorentina?»
    Auricchio: «Non lo ricordo per Fiorentina-Brescia, la partita si è subito messa su un binario, 2-0. Non è stata una partita particolarmente tesa o anomala nel comportamento arbitrale»
    Gallinelli: «Ci sono state polemiche su questa partita? O forse perché arbitrava Collina le polemiche non sono neanche consentite?»
    Auricchio: «Non ricordo commenti particolarmente sensibili sull’arbitraggio».
    Gallinelli: «Nell’informativa parla di due episodi entrambi sfavorevoli alla squadra ospite»
    Auricchio legge i titoli degli articoli richiamati nell’informativa che non riportano gli episodi dubbi. Il legale invece legge l’informativa, laddove sono ricordati i due episodi ed è scritto: “Episodi dubbi vennero citati solo marginalmente dai mass-media perché la terna arbitrale era guidata da Collina” .
    Gallinelli: «Che ha l’immunità arbitrale Collina?». Poi aggiunge: «Quindi ci sono state contestazioni.
    Auricchio: «Veramente sosteniamo il contrario, vennero citati solo marginalmente dai media».Ennesima conferma che l’attività investigativa si indirizzava secondo le polemiche mediatiche.
    Gallinelli: «Se l’arbitro fosse stato De Santis al posto di Collina forse…no? »
    Auricchio: «Beh, l’obiettivo era quello di salvare la Fiorentina, l’ipotesi investigativa è questa». E l’arbitro che sbagliando favorisce direttamente i viola non viene indagato…
    Casoria: «Vabbè…, andiamo…». Vabbè che?
    Gallinelli: «L’arbitro era Collina non De Santis… »
    Pm Capuano: «Presidente però questi commenti…Domanda e risposta, senza commenti».
    Gallinelli: «Il colonnello lo ha scritto nell’informativa…»
    Capuano: «Che domanda è?» Se vuoi te lo spiego io che cos’è il non indagare su Collina: omissioni in atti d’ufficio.

    Come al solito quando ci sono difficoltà per qualcuno, si crea ad arte la caciara…

    Gallinelli: «La partita precedente a Fiorentina-Brescia, Brescia-Messina, da chi fu arbitrata? Si ricorda il risultato finale?»
    Auricchio: «2-1 per il Brescia. L’arbitro non me lo ricordo».
    Gallinelli: «L’arbitro era De Santis. Aiutandosi con la sua documentazione, il Brescia aveva in campo dei giocatori diffidati?»
    Auricchio: «Non lo ricordo. Non ricordo che Brescia-Messina sia stata attenzionata da noi».
    Gallinelli spiega perché si concentra su questa partita: «Il risultato positivo per il Brescia, poteva pregiudicare le aspettative della Fiorentina. La Fiorentina avrebbe preferito una vittoria o una sconfitta del Brescia?»
    Auricchio: «Una sconfitta del Brescia, credo».
    Gallinelli: «Quindi De Santis in questo caso sarebbe andato contro, non avrebbe favorito la Fiorentina».
    Auricchio: «No, non avrebbe favorito la Fiorentina».
    Gallinelli: «C’era un giocatore diffidato del Brescia, si ricorda se è stato ammonito?»
    Auricchio: «No, non lo ricordo».

    I cosiddetti arbitraggi “favorevoli alla Juventus”

    Gallinelli: «Informativa del 19 aprile 2005, “I risultati acquisiti dall’attività di indagine convergono verso una pianificazione stabile e sistematica diretta a creare le condizioni che consentono il conseguimento del risultato più conveniente alla squadra di cui Moggi è Direttore generale, alterandone lo svolgimento e quindi l’esito delle gare attraverso la collocazione di arbitri ad hoc, che arbitrano in modo unilaterale a favore della Juve. Il vantaggio ricavato dagli arbitri per la loro contiguità risulta essere la garanzia di giungere ai massimi livelli di carriera” eccetera eccetera… Ecco, estrapolando il De Santis da questa categoria di arbitri corrotti, che arbitrano in modo unilaterale in favore della Juventus, con riferimento a quali partite da voi attenzionate avete ravvisato tale tipo di condotta?»
    Auricchio: «Le abbiamo citate in sede di esame…, sono nei capi di imputazione comunque, Lecce-Juve ad esempio…»
    Gallinelli: «Posso aiutarla io? Juventus-inter? Tredicesima giornata, 20 aprile 2005, risultato Juve zero inter uno. Rispetto a questa partita cosa mi può dire?»
    Auricchio: «Vale quello che abbiamo detto prima».
    Gallinelli: «Quali comportamenti favorevoli alla Juventus ha ravvisato da parte di De Santis?»
    Auricchio: «Le attività di De Santis a partire dal febbraio 2005… »
    Gallinelli: «Si ricorda chi era in lotta con la Juve per lo scudetto il 20 aprile del 2005? »
    Auricchio: «Era in lotta con il Milan. Con quella sconfitta credo che il Milan raggiunse gli stessi punti della Juve».
    Gallinelli: «Quali condotte favorevoli (alla Juve, ndr) del De Santis ha ravvisato in questa partita? Come vantaggi diretti»
    Auricchio: «Aprile 2005 è un periodo investigativo piuttosto chiaro, De Santis riceve una notifica di proroga delle indagini…»
    Gallinelli: «Chiedo scusa presidente, ho delineato bene la domanda…»
    Casoria: «Allora risponda direttamente su questa partita. Poi dice la spiegazione».
    Auricchio: «La partita di cui lei parla, come Parma-Juventus e Palermo-Juventus, è una di quelle per le quali l’atteggiamento del De Santis è esattamente all’opposto. La motivazione che noi abbiamo dato a questo atteggiamento è legata sostanzialmente…».
    Gallinelli: «Chiedo scusa, ma io ho parlato di condotte arbitrali specifiche. Quali episodi?»
    Auricchio: «Non ci sono condotte tecniche da questo punto di vista, le sto dando una motivazione, se la vuole, se no, la mia risposta è no».
    Casoria: «Non ci sono».
    Gallinelli: «Allora l’aiuterò…».
    Il legale evidenzia la mancata espulsione di Cordoba, che il teste non ricorda. Evidenzia lo status di diffidati di Ibrahimovic e Appiah, anche di questa circostanza il teste non ricorda, così come non ricorda se furono ammoniti.
    Gallinelli: «Ricorda se a seguito di quella partita Ibrahimovic fu squalificato per tre turni, squalifica che non gli consentì di giocare lo scontro diretto con il Milan?»
    Auricchio: «In seguito della prova televisiva»
    Gallinelli: «Un turno per ammonizione e due in seguito alla prova televisiva».

    Ovviamente con riferimento alla prova televisiva il legale di De Santis vuole fra notare che se l’arbitro avesse riferito di aver visto l’episodio per il quale venne chiesta, considerando non sanzionabile l’episodio, non vi sarebbero stati i due turni di stop per lo svedese.
    Gallinelli: «Quale organo della giustizia sportiva è deputato a chiedere l’applicazione di tale strumento disciplinare?»
    Auricchio: «Dipende dalla circostanza…»
    Gallinelli: «C’è una procedura che è stabile ed è sempre quella. È prevista dal regolamento».
    Casoria: «Avvocato lo dica, chi è che ha preso questa iniziativa? E così lui controlla… »
    Gallinelli: «La procura federale chiede l’applicazione della prova televisiva. Poi il giudice sportivo convoca l’arbitro, se l’arbitro dichiara di aver visto l’episodio e valutato, non si procede a nessuna applicazione di prova televisiva. Se l’arbitro dice di non aver visto l’episodio, a quel punto si instaura la procedura».
    Casoria: «Questo perché inciderebbe sulla posizione di De Santis?»
    Gallinelli: «Adesso vediamo. L’arbitro De Santis se avesse dichiarato di aver visto e valutato l’episodio, non avrebbe consentito l’applicazione della prova televisiva, e quindi Ibrahimovic non avrebbe avuto altre due giornate di squalifica e quindi avrebbe giocato la partita decisiva. Le sembra questo comportamento compatibile con quel teorema accusatorio vostro?»
    Auricchio: «Il comportamento è compatibile secondo la nostra ricostruzione… »
    Gallinelli: «No, no».
    Casoria: «Vediamo come giustifica…»
    il pm Capuano non appena gli toccano il teorema: «Presidente facciamo finire di rispondere però… perché ogni volta che risponde però… avvocato anche lei…». Sembra un bambino che protesta…
    Interviene il Presidente per ristabilire l’ordine.
    Auricchio: «Il comportamento storico del De Santis in questo momento storico del campionato è un comportamento oggettivamente contrario alla Juventus. Lo abbiamo sostenuto e lo abbiamo poggiato su valutazioni obiettive». Obiettive per chi?!
    Casoria: «L’avvocato vuole sapere “compatibile” perché?»
    Auricchio: «C’è una motivazione oggettiva per cui ciò accade, secondo la nostra valutazione, ed è quella che il De Santis, in quel momento storico, a partire dal febbraio in merito alle sue attività di acquisizioni sulle inchieste che lo stavano andando a riguardare, ha fatto questo tipo di valutazione». Lo “sdoganamento”.
    Gallinelli: «Da febbraio, il campionato di calcio quanti mesi dura »
    Auricchio: «Parliamo di febbraio, marzo e aprile. A febbraio aveva le esigenze conoscitive, ad aprile ha avuto direttamente cognizione…»
    Gallinelli: «Ve lo ha detto lui?»
    Auricchio: «E’ stata notificata la richiesta di proroga delle indagini ai soggetti sottoposti a indagine».
    Casoria: «Loro hanno verificato una presa di distanza dalla Juventus e hanno interpretato… »
    Gallinelli: «Ecco e siamo ad aprile, febbraio, marzo e aprile. Poi Lecce-Parma 29 maggio. Invece non aveva più l’avviso di garanzia, non aveva niente?»
    Auricchio: «No, Lecce-Parma invece rientra, evidentemente il signor De Santis ricambia… »
    Gallinelli: «E’ un camaleonte!»
    Auricchio: «…ricambia e ce lo dicono gli stessi colloqui». Ma ci faccia il piacere ci faccia!
    Gallinelli: «Quanto dura il campionato di calcio 2004-05?»
    Auricchio: «Da Agosto a maggio.»
    Gallinelli: «Quindi, abbiamo tre mesi di ripensamento. Una persona strutturata in un contesto associativo, con un ruolo determinante come quello di capo della combriccola romana, perché ad aprile gli è arrivato un avviso di garanzia, non si presta più a favorire più la squadra della Juventus (già da febbraio! Ndr), pregiudicando tutta un’attività»
    Auricchio: «Assumere atteggiamenti oggettivi di contrarietà alla Juventus».
    Gallinelli: «Addirittura di contrarietà? Si sarebbe esposto comunque»
    Auricchio: «Si espone lo abbiamo anche registrato nei colloqui, si è preso dei riferimenti come hanno citato la Fazi e Bergamo, dove il problema era proprio De Santis. Questo comportamento non è passato in modo irrilevante. La parte finale non è a favore della Juve, ma è a favore della Fiiorentina. Ne è consapevole perché nella telefonata con Mazzini dopo Lecce-Parma è lo stesso De Santis che riferisce il collegamento con la Fiorentina che si è salvata. Anzi fa proprio la battuta esaltando il concetto che lui durante la partita ha fatto finta di non sapere che la Fiorentina sarebbe stata salva con quel risultato».
    Gallinelli: «Però prima abbiamo fatto un riferimento anche a Brescia-Messina», che smentisce questa ricostruzione. «Cominciamo a mettere insieme questi comportamenti di ripensamento. Allora: Brescia-Messina, De Santis arbitra, vince il Brescia…»
    Auricchio: «Nessuno gli ha chiesto niente, nessuno gli ha detto niente…». Comodo uscirsene così!
    Gallinelli: «Una condotta anti-associativa, giusta?»
    Auricchio: «Brescia-Messina lo dice lei, per noi è irrilevante. Perché in quel momento la partita è Lazio-Fiorentina, che se non si fosse chiusa con quell’episodio eclatante, la partita si sarebbe chiusa in quel momento, non ci sarebbe stato neanche bisogno di Lecce-Parma». Tutto quello che non corrobora l’accusa è “irrilevante” per il colonnello!
    Gallinelli: «Senta, ma io parlo delle partite di De Santis. Se il Brescia avesse vinto a Firenze, avrebbe avuto rilevanza Lecce-Parma?»
    Auricchio: «La Fiorentina sarebbe andata in serie B».
    Gallinelli: «Siccome ho sentito parlare di ripensamenti, non nell’arco di dieci anni di struttura associativa, e sarebbe comprensibile che ha avuto tre mesi di ripensamento. Ma qui parliamo di nove mesi… De Santis avrebbe compromesso…»
    Auricchio: «Da febbraio diciamo».
    Gallinelli: «Parma-Juventus è del 6 gennaio, là che atteggiamento ha De Santis?».
    Auricchio: «Esattamente, iniziamo da quell’anno, non da agosto».
    Gallinelli: «Un mese in più allora?»
    Auricchio: «Ma anche maggio. L’ultimo anello…»
    Gallinelli: «Ma quand’è che è associato De Santis?»
    Auricchio: «L’ultimo anello che abbiamo esaltato è in relazione alla Fiorentina, non in relazione alla Juventus. Non un ripensamento…».
    Gallinelli: «Adesso mi sembra che sia suggestiva questa cosa. Si tratta di programma criminoso, a De Santis viene contestato di essere promotore, organizzatore e partecipe di questa struttura associativa. È anche promotore e ripensa…, è partecipe, sicché ripensa…, si fa dei rimorsi di coscienza… Ha quattro mesi di ripensamento»
    Auricchio: «Non quattro mesi. Dal 2005 in poi De Santis assume un atteggiamento logico secondo la nostra ricostruzione». Logica sì. Quale? «L’ultima partita, Lecce-Parma, non è un pro-Juve, è un pro-Fiorentina…»
    Gallinelli: «Chiedo scusa, sono condotte anche queste del programma cosiddetto finalizzato anche al salvataggio della Fiorentina. Quindi secondo la vostra ricostruzione accusatoria, De Santis sarebbe stato asservito alle società Messina (e già c’è un atto contrario al fine associativo, il Messina perde contro il Brescia), Juventus (Parma-Juventus è del 6 gennaio)… Palermo-Juventus, Parma-Juventus e Juventus-inter, secondo Moggi, intercettato al telefono in tempi non sospetti, sarebbero costate per colpa del De Santis sei punti alla Juventus. Sei punti in un campionato sono importanti, soprattutto tra squadre che sono state in lotta per la conquista del titolo fino all’ultimo punto».

    Fiorentina-Bologna, arbitro De Santis

    Gallinelli: «Questa partita si inquadra, secondo la vostra prospettazione accusatoria, nei vantaggi non più diretti, ma indiretti, Cioè, De Santis non arbitra la partita contestatagli, ma arbitra una partita in cui una della due squadre la settimana successiva deve incontrare la Juventus. Capo G dell’imputazione, “ De Santis, Bergamo, Moggi compivano atti fraudolenti consistiti nell’alterazione del sorteggio del direttore di gara e per De Santis nella dolosa ammonizione, come se esistesse quella colposa, dei calciatori del Bologna, successivo avversario della Juve, Petruzzi, Nastase e Gamberini, già diffidati e conseguentemente squalificati per l’incontro Bologna-Juve. Atti finalizzati ad influire sull’andamento della partita successiva, ma che comunque alteravano la regolarità e l’andamento della partita Fiorentina-Bologna”. Con questa unica condotta non solo gli si contesta la direzione arbitrale per quella partita, ma ha anche concorso con l’arbitro poi che arbitrerà Bologna-Juventus, perché avrebbe pregiudicato il Bologna. Sono state compiute attività tecniche, servizi di osservazione nella sede in cui veniva effettuato il sorteggio arbitrale, e che vi hanno consentito di raccogliere dei riscontri oggettivi in merito all’alterazione del sorteggio e alla designazione fraudolenta del De Santis per la partita Fiorentina Bologna?».
    Auricchio: «No il sorteggio…»
    Gallinelli: «Quindi non avete riscontrato nessuna…? Avete visionato il filmato della partita Fiorentina Bologna?»

    Il Presidente chiede di sospendere per cinque minuti per necessità dello stenotipista, però si deve arrendere alle richieste dei pm e degli avvocati, tra i quali Trofino: «Presidente, lei lo sa, sono piuttosto datato, sono piuttosto vecchietto, ma dopo nove ore… Domani abbiamo un processo»
    L’avvocato Gallinelli rende noto che ha ancora circa due ore di controesame…

    Il Presidente acconsente alle richieste e aggiorna la causa al 30 marzo.

  4. By capooti on Apr 5, 2010

    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2466472

  5. By killnut on Apr 6, 2010

    Che commento è?
    Centra qualcosa con il processo di napoli?
    Non mi pare..
    Travaglio non parla del processo.
    Travaglio si limita a riportare una intercettazione, già sentita più volte.
    Al processo, invece, oggetto del tread, si controinterrogava chi ha preparato l’informativa dei ROS e a vedere i ragionamenti cui è pervenuto e da dove è partito..beh, diciamo che ne esce un’informativa direi forzata..e assai poco seria..
    E poi: come mai in una requisitoria del 2008 il pm Narducci disse: “Rassegnatevi, non esistono telefonate tra altri presidenti e i designatori”…?????????? Il PM ha detto il falso..ma come mai? Non sapeva? Era colpa di Auricchio (che non poteva non sapere..)?Sapeva ma preferiva non allargare? Copriva? Di domande ne stanno venedo fuori molte.
    Viene difficile non fare più il..”tiro a Moggi”?
    Poi quando vorrai entrare nel merito della vicenda, ne parleremo….

  6. By killnut on Apr 6, 2010

    Comunque..tanto per farti contento sull’Inter.
    Ho appena letto quest’intervista a Coppola su calciomercato.com pubblicata un’ora fa (http://www.calciomercato.com/index.php?a=174403):

    “Parlo perché ho smesso di fare l’assistente”.
    Coppola, ex guardalinee: “Carabinieri dissero che sull’Inter non c’era niente”.
    “Oggi si parla dei nerazzuri, ma lo facevano tutti quanti”.
    Inter-Venezia 2-1, 16 settembre 2001. Rosetti arbitro, lei uno dei due assistenti: cosa accade?
    «L’ho detto in aula nel processo di Napoli e lo ripeto ora. Viene cacciato Cordoba dell’Inter per un cazzotto a Bettarini. Pugno che, nel referto, sarebbe dovuta diventare un semplice gesto per divincolarsi…».
    Ma se lei aveva visto un pugno perchè doveva diventare un’altra cosa?
    «Perchè funzionava così. Qualcuno chiamava, i designatori dell’epoca (Bergamo e Pairetto, ndr) erano sensibili a pressioni e il gioco era fatto. Dopo la partita entrò negli spogliatoi Facchetti e ci disse che avevamo sbagliato nel non dare un rigore che c’era all’Inter e nell’espellere Cordoba: se avessi alleggerito il mio referto, il difensore non avrebbe preso due giornate, ma io non cambiai una virgola e non ho più fatto l’assistente in A».
    Lei raccontò tutto prima in Figc, poi, scoppiata Calciopoli, ai carabinieri.
    «Quando incontrai i carabinieri rimasi sorpreso dal loro atteggiamento: sembrava che l’argomento non gli interessasse forse perché quello che stavo raccontando non andava nella direzione da loro intrapresa. Furono molto sbrigativi dicendo che sull’Inter non avevano intercettazioni».
    Oggi, ci sono.
    «Non sono sorpreso. Ora si parla dell’Inter, ma lo facevano tutti».
    Perché ha parlato solo lei?
    «Perché io ho smesso di fare il guardalinee»

  7. By capooti on Apr 7, 2010

    se vuoi far passare la stessa linea di moggi (colpevoli noi, colpevoli tutti) fai pure però ricordati che non mi sembra che altre squadre avevano questi rapporti col mondo arbitrale (almeno non esce dalle intercettazioni).
    Quello che mi dava fastidio di moggi, e che è la grossa aggravante rispetto alle altre società coinvolte, era il suo voler governare su tutto (la cosiddetta cupola): voleva il controllo di qualsiasi cosa potesse creare situazioni a lui sfavorevoli, ad es il controllo delle procure e financo dei giornalisti.
    Con la GEA ha condizionato il risultato dei campionati per anni, a me basta questo.
    Poi io non avrei punito la juve, mi è bastato che lui sia stato mandato a casa e quello che temo è che con la linea difensiva che sta adottando è possibilissimo che lo faranno rientrare nel mondo del calcio

  8. By capooti on Apr 7, 2010

    ps: ho messo il link all’articolo di Travaglio perchè questa volta l’ho trovato stranamente approssimativo

  9. By killnut on Apr 7, 2010

    Quel che sta venendo fuori – e che esula dal tread in questione – è una familiarità del benzinaio e del suo presidente oggi defunto con i vertici arbitrali.
    Sicuramente la stessa familiarità che è stata riconosciuta a Moggi, oltre che a Meani, Galliani, ecc..

    Non so a cosa tu ti riferisca circa il “controllo delle procure”: non mi risulta che Moggi avesse contatti telefonici confidenziali con i PM di Torino.

    Per quanto riguarda l’alterazione dei campionati ti ricordo che non una partita è stata riconosciuta falsata. Infatti hanno dovuto inventarsi un reato inesistente (illecito strutturato..cosa mai vista..).

    Non capisco poi cosa ritieni sia stato appurato sulla GEA: ti informo che non è stato affatto sancito da alcun organo giudicante che la GEA abbia condizionato il risultato dei campionati per anni. Nessuna associazione a delinquere.
    Sono stati condannati i due Moggi per violenza privata ai danni dei calciatori Nicola Amoruso ed Emanuele Blasi: la sentenza di primo grado è stata appellata. Vedremo cosa ne verrà fuori.

    Infine mi chiedo perchè vuoi che rimanga fuori dal calcio: se si appurerà che la situazione era ben altra e che è stato commesso un “omicidio” spero che le tue considerazioni possano cambiare.

    PS: anche io ho avuto la sensazione che quell’articolo non fosse dello stesso livello di altri. Insomma, credo che Travaglio se vuole parlare di questa vicenda si dovrebbe documentare meglio su quanto sta accadendo anche a Napoli. E si dovrebbe fare un paio di domande: Moggi ha falsato i campionati? Se non li ha falsati, cosa ha fatto? Quali comportamenti ha effettivamente posto in essere? In base al diritto sportivo quale doveva essere la pena? Come mai Auricchio non ha riportato alcuna delle intercettazioni riguardanti il benzinaio? Cosa facevano i dirigenti degli indossatori (oggi più che mai)? Quale legame vi può essere con quanto emerso su Tavaroli? Che significato può avere il suicidio di Adamo Bove? Perchè un uomo che acquista un lussuoso appartamento in contanti dopo una sola settimana decide di volare giù da un cavalcavia e senza lasciar segno alcuno sembra un po’ strano, no? Si è suicidato perchè l’ha pagato troppo? oppure l’hanno suicidato? E chi?

  10. By capooti on Apr 7, 2010

    1) sul fatto che oltre a Juve e Milan parlassero con gli arbitri ma anche l’Inter sono 100% d’accordo con te, è comunque una cosa vergognosa
    2) procure dei calciatori (da cui i procuratori)
    3) detto che l’ammonizione scientifica le partite le falsa eccome e l’intercettazione che la testimonia c’è, non scordarti che Moggi manipolava il teatrino (e quindi falsava) decidendo lui le sorti del mercato anche di molte altre squadre (compresa purtroppo – negli ultimi tempi – anche la Roma) e comunicando come meglio credeva mediante il controllo dei giornalisti
    4) il fatto che una cosa (GEA) possa risultare regolare dal punto di vista giuridico non mi toglie comunque dalla testa il fatto che regolare non era affatto, anzi
    5) se Moggi torna nel calcio ti giuro che è la volta buona che smetto di seguirlo

    andrè, con tutto il bene che ti voglio, togliti i panni del tifoso quando affronti sti argomenti ;-)

  11. By killnut on Apr 7, 2010

    Precisiamo: nessun panno da tifoso, al massimo di avvocato, ma ben dentro i limiti.

    1) parlare con i designatori era una cosa comune: non solo le prime tre squadre d’Italia lo facevano. E parlare era cosa lecita.
    Se poi mi vuoi dire che tra controllori e controllati non ci dovrebbero essere contatti posso essere d’accordo, ma le norme non lo vietavano assolutamente.

    3) L’ammonizione scientifica è una tesi di questo processo. Peccato che se vai veramente a guardare l’ammonizione scientifica è una bufala. Proprio da quanto ho riportato qui risulta che Auricchio e i suoi si affidavano alla Gazzetta e a Repubblica..e quando la Gazzetta ha sbagliato il tabellino, loro ci sono andati dietro con tutte le scarpe. Inoltre se vai a fare una classifica di quanti squalificati avrebbe avuto la Juve rispetto alle altre squadre la tua tesi verrebbe sconfessata. Per non parlare degli arbitri della “combriccola romana” che hanno assicurato una media punti ben inferiore rispetto a quelli non appartenenti alla predetta combriccola. Mi spiace ma credo che dovrai rivedere molti dei tuoi affrettati giudizi in merito alla colpevolezza. Unico consiglio che continuo a darti è: informati.
    Vorrei poi che mi indicassi l’intercettazione in cui Moggi chiede l’ammonizione di qualche diffidato: se mi indichi dove trovarla così potrò leggerla.

    2-4) La Gea è stata giudicata e non è stata ritenuta un’associazione a delinquere. Questo è un punto ben fermo. A quanto stabilito dal tribunale e sulle prove vagliate. Non so tu su cosa ti fondi per essere così sicuro.

    5) Non so se tornerà Moggi: mi fa specie che tu ritenga il benzinaio, Galliani e compagnia bella più puliti….

  12. By killnut on Apr 7, 2010

    Ah..dimenticavo:
    Il PM dopo aver affermato che non c’erano intercettazioni su altri dirigenti, messo alle strette dall’Avv. di Moggi ha risposto che probabilmente avevano usato una utenza di Bergamo non posta sotto osservazione.

    Rileggi (o leggi, se non l’hai fatto) questo pezzo:
    La domanda dell’avvocato è la seguente: « Colonnello, salvo errori, noi abbiamo cercato tra le migliaia di intercettazioni queste interlocuzioni che ci sarebbero state tra Bergamo e Moratti da un lato e Bergamo e Facchetti dall’altra e non ne abbiamo trovate nè come trascrizione nemmeno per la verità come sonoro. Lei è in grado di spiegare come mai queste telefonate con Moratti, siccome il telefono di Bergamo e della Fazi erano sotto intercettazione, non ci sono? ».

    Gelo.

    Auricchio prende tempo, come a scuola: « Cioè la domanda qual è, avvocato? ».

    Eppure è piuttosto chiara. Prioreschi la ripete.

    Casoria prova a “tradurre”: « Cioè l’avvocato fa riferimento a delle telefonate che nell’informativa ci sono e poi non si trovano nè registrate nè trascritte.. Vuole sapere il motivo di questa vicenda ».

    Altra domanda di Auricchio, che tentenna: « Cioè vuole sapere il motivo del perchè noi non abbiamo intercettato la conversazione del..».

    La Casoria lo stoppa: « Dove sono! ».

    Auricchio « No, sono qui! C’è scritto: “i due continuano a parlare..” » e cita la telefonata tra la Fazi e Bergamo.

    Interviene allora Prioreschi: « No, no. Quelle di Moratti e di Facchetti! ».

    Ancora una risposta vaga: « Eh, non lo so. Questo….. allora ho capito bene la domanda? Cioè.. scusi.. la rettifico così lei mi dice se ho capito bene o meno.. ». Si prende altro tempo. E’ in difficoltà.

    Prioreschi ripete per l’ennesima volta e chiede se Auricchio sia in grado di dare una spiegazione del perchè manchino quelle intercettazioni.

    Auricchio « No, non.. ».

    La Casoria chiede allora « Ma partivano da un telefono che era sotto osservazione? ».

    Sì, è la risposta di Prioreschi.

    La Casoria allora, col suo tono quasi annoiato, afferma: « E vabbè avvocato.. non sa spiegare questo fatto…».

    A quel punto interviene anche il PM: « Ma questo lo dice l’avvocato! Che partivano da un telefono intercettato.. L’avvocato non è in grado di poter dimostrare nulla! ». E dà la sua versione: « Ci sono telefonate in cui due persone fanno riferimento a pregresse conversazioni e non credo che si possa chiedere conto..».

    Lo incalza Prioreschi: « Dottore lei ha messo sotto osservazione tutti i telefoni di Bergamo, eh! ».

    PM « No, ho visto che qualcosa è sfuggito.. ».

    Prioreschi ribadisce: « Insomma non è una mia mancanza: non ci stanno queste intercettazioni! ».

    Auricchio allora interviene: « No, ma tutte le intercettazioni effettutate dai telefoni sotto controllo, per decreto del GIP della Procura di Napoli, sono state trascritte e registrate o riportate, per cui non è che le rispondo in maniera diversa. Le dico che se lei non l’ha trovato non è un problema se quelle che sono state intercettate sono state compendiate e riferite all’autorità giudiziaria ». Procede allora citando il testo. Legge: « Ho il testo: “Poi parlano della cena di stasera con Facchetti..”, quindi il riferimento è riportato. “In merito Grazia gli raccomanda infatti di parlare poco e lasciare che il discorso lo guidi Facchetti. Grazia lo invita a ponderare bene le parole. Si salutano e dicono che si sentiranno domani ». Non c’entra molto. « Questo è quello che è stato registrato. Poi se Facchetti ha chiamato a Bergamo non risulta.. avrà chiamato su un altro numero! »

    Ora sappiamo che quelle intercettazioni ci sono ma non sono mai state riportate.
    Tutto normale? Il comportamento del Colonello, del PM….????

  13. By capooti on Apr 7, 2010

    http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/sport/calcio/moggi-verbali/moggi-espresso/moggi-espresso.html
    se vuoi ti metto pure le intercettazioni ;-)

  14. By killnut on Apr 8, 2010

    Beh, un articolo di repubblica del 18 maggio 2006..wow..peccato che dopo ci sia stato un processo mio caro Paolo. E, altra cosa che ti sfugge, chi accusa Moggi è Baldini, il suo nemico giurato.
    Devo dire che quanto emerge sembra più che chi comanda a Roma sia Geronzi che Moggi..ma se per te è Moggi, amen.

    Posta tranquillamente le intercettazioni così vediamo dove Moggi chiede i cartellini….

  15. By capooti on Apr 9, 2010

    un chiaro esempio di cupola è il seguente:

    G= Giraudo
    M= Moggi

    G- “Volevo dirti questo, c’era Baldini no al consiglio che ha accompagnato Sensi no, lui aspettava fuori, quando sono uscito, siccome la Mazzolini (Mazzoleni dirigente della Roma ndr) continua a rompere i coglioni che vogliono fare il contratto delle partite no?”
    M: “Uhm”
    G-”Per il numero di gare che garantiamo, allora io ho detto guarda che e gliel’ho fatto dire alla Mazzolini, noi parlavamo con Baldini per quando ci sono i calendari, io gliel’ho detto guarda che noi non facciamo il contratto se non mettete a posto Emerson eh? “No no ma voi avete questa roba qui che andate fortissimo, quindi non c’è problema, mettiamo”, e allora gli ho detto ma guardate che questa continua a chiedere eh! La prossima settimana bisogna vedersi noi inutile che 10 persone, bisogna che lei metta a posto Emerson e contestualmente, mettiamo a posto il contratto, se no non va bene ‘sta cosa qua, ma non ci sono problemi, e allora se non ci sono problemi”".
    M: “No no bisogna farlo contestualmente”.
    G- “No ma scherzi”.
    M. “Altrimenti si fottono eh!”
    G-”Ma che scherzi”.
    M: “Quella è gente senza faccia

    i dirigenti delle altre squadre non hanno intercettazioni di questo calibro andrè, anche se sono d’accordissimo con te che deve assolutamente pagare chi è restato inpunito, ad es l’Inter.
    Tra l’altro è veramente una vergogna che le intercettazioni dell’Inter si sono insabbiate, anche per la squadra di Moratti si potrebbe parlare di cupola, ovvero di utilizzo di potere extracalcistico finalizzato al conseguimento di risultati sportivi.
    NB: il grosso della punizione all’Inter deve essere motivato dal fatto che le intercettazioni non sono uscite. Per le chiacchierate con gli arbitri direi che sono sufficienti punti di penalizzazione

  16. By killnut on Apr 9, 2010

    Paolo, mi aspettavo i cartellini e mi porti una telefonata tra Moggi e Giraudo? :)
    Qui la cupola tra chi sarebbe? Tra i due al telefono?
    Qui di Gea non c’è nulla, qui ci sono solo Moggi e Giraudo che sembrano vantare una possibile influenza su Sky, sempre di aver capito bene il riferimento al contratto da firmare.
    Ma nessuno dei due – da quel che so – ha alcun potere in Sky.
    Credo piuttosto che qualcun altro fosse veramente potente a Roma, nei confronti sia della Lazio che della Roma…..
    Pure la posizione di Baldini è assai poco chiara: qui sembra addirittura d’accordo, quando invece odia Moggi più di ogni altro.

    Sulle altre intercettazioni ti consiglio solo una cosa: aspetta. Nessuno può sapere cosa ci sia, con che toni abbiano parlato, di cosa abbiano parlato con i designatori, con gli arbitri (ma Collina non sbaglia mai…), con i guardalinee…

  17. By capooti on Apr 10, 2010

    andrè, l’intercettazione è chiara, non fa il vago :D

    La Roma quell’anno è riuscita a firmare il contratto di sky (pochi giorni dopo quella telefonata) solo grazie all’avvallo dei dirigenti Juve, avvenuto solo dopo aver ceduto Emerson a prezzo di svendita.
    Più chiaro di così!
    Poi quando me parli di Baldini d’accordo con Moggi cadi nel ridicolo: è evidente che in questa situazione, come in tante altre in quei mesi, i dirigenti della Roma sono sotto botta della cupola moggiana

  18. By capooti on Apr 10, 2010

    poi quando dici “Ma nessuno dei due – da quel che so – ha alcun potere in Sky” vuoi intendere che parlavano tra di loro per farsi belli? eddaje su :D

  19. By killnut on Apr 10, 2010

    Peccato che quel che dici non ha alcun riscontro: Moggi e Giraudo non sono dirigenti Sky, nè hanno quote di partecipazione in questa società.

    Nel processo Gea Moggi non è risultato al vertice di alcuna organizzazione a delinquere.

    La tesi che la Roma sarebbe stata obbligata a cedere Emerson su cosa si basa? Su questa intercettazione e poi? Si dovrebbe concludere che Sky sottoponeva i propri interessi (chiudere il contratto con la Roma) al raggiungimento di un interesse della Juve? Non si capisce quale interesse reggerebbe la cosa..

    Parli di “cupola moggiana”: mi sa che vai un po’ troppo di immaginazione. E soprattutto assai in contrasto con quanto emerso. Chissà se nell’appello verrà fuori qualcosa di diverso. Se le cose sono così chiare come sostieni tu – e si riescono a spiegare tutti questi interessi mancanti – il Pm avrà gioco facile. Ma sinceramente non lo credo.

    Comunque sia tutto questo – il fantomatico torto della cessione di Emerson – non c’entra assolutamente nulla con calciopoli e con l’alterazione del campionato.

    Sto ancora aspettando l’intercettazione dove Moggi chiede i cartellini, eh..

  20. By capooti on Apr 10, 2010

    andrè, è bello come interpreti le intercettazioni a seconda di come ti fa comodo :D

  21. By capooti on Apr 10, 2010

    >> Comunque sia tutto questo – il fantomatico torto della cessione di Emerson – non c’entra assolutamente nulla con calciopoli e con l’alterazione del campionato.

    falsa i campionati eccome, visto che la Roma ha perso un ottimo centrocampista ottenendo poco in cambio e la Juve ha speso una parte inferiore di quello che sarebbe stato necessario per rafforzare la squadra.

  22. By killnut on Apr 10, 2010

    Mi pare che in nessun caso che riguarda calciopoli sia mai stato addotto quanto tu vai dicendo. Calciopoli – e la relativa accusa di aver falsato il campionato 2004-05 per “illecito strutturato” – si fonda sull’informativa dei carabinieri del Col. Auricchio in base alla quale si sostiene che Moggi avesse ottenuto favori arbitrali sulla scorta di alcune intercettazioni, in particolare con i designatori. Ed è l’argomento di questo tread (che non so se hai letto…).

    La circostanza indicata da te non mi pare c’entri nulla con calciopoli propriamente detta.
    Credo che sia stata valutata nell’ambito del processo Gea: non ho notizie dirette ma mi informo e ti faccio sapere anche sul punto.
    Non mi pare si tratti di un tentativo di ottenere favori arbitrali.

  23. By killnut on Apr 10, 2010

    Cercando cercando..toh, qualcosa si trova..

    Di questa telefonata Repubblica sottolinea l’ultima parte, quella in cui si parla di una riunione in Lega alla cui uscita si era parlato di diritti televisivi (Giraudo: “la Mazzoleni rompeva i coglioni col contratto dei diritti”). L’AD avrebbe usato questo argomento per fare pressione su Baldini e Sensi per “mettere a posto Emerson”. Moggi approva: “Bisogna farlo contestualmente, altrimenti ci fottono. Quella è gente senza faccia”. E Giraudo: “Son deficienti, son poco di buono. Bisogna starci attenti”.

    La canea forcaiola del 2006 volle vedere nell’intercettazione la prova di una sorta di potere ricattatorio juventino, fondato sui diritti televisivi Sky, finalizzato a strappare i giocatori più forti agli avversari, in questo caso Emerson alla Roma (esattamente quello che dici tu..).

    Ma al solito si tratta di pura fantasia, anche perché la Roma firmò il contratto con Sky nel novembre seguente, più di due mesi dopo la cessione di Emerson, avvenuta con la piena soddisfazione della società capitolina, che riuscì a strappare alla Juve 15 milioni più Brighi.
    I diritti televisivi erano entrati a un certo punto nella trattativa sotto forma di un quadrangolare (per quattro anni, con proventi di sponsor e TV a favore della Roma) che i bianconeri volevano mettere sul piatto insieme ai 15 milioni già offerti (vedi http://archiviostorico.corriere.it/2004/luglio/28/Roma_Emerson_soldi_per_Gilardino_co_10_040728011.shtml). In questa telefonata, Moggi e Giraudo fanno considerazioni sull’opportunità di organizzare il quadrangolare (appunto comprensivo di diritti televisivi per la Roma) solo contestualmente alla cessione di Emerson, sospettando che i dirigenti romanisti volessero usare il centrocampista brasiliano solo come specchietto per le allodole.
    Tra l’altro la Guardia di Finanza indagò sul caso, perquisendo addirittura la casa di Emerson e controllando i suoi conti, stabilendo alla fine che era tutto in ordine.

    ..la cupola…ssssiiiisisisi…la cupolaaaaaa…

  24. By capooti on Apr 10, 2010

    sia chiara una cosa, e con questa concludo.
    sul fatto che la juve ha pagato e altre no sono 100% d’accordo con te.
    Rimangono quegli elementi che secondo me sono gravi relativi alla rete di potere di Moggi che a mio avviso hanno falsato i risultati sportivi anche se non portati a processo o non ritenuti colpa (anche se l’esito di un processo non è che la verità assoluta, ci possono essere di sbagli).
    Togliendo questi elementi, come allo stato dei processi attuali pertanto rimane il fatto divertente di capire come penalizzeranno Inter e altre squadre eventualmente coinvolte.

  25. By capooti on Apr 10, 2010

    fonte del tuo ultimo commento?

  26. By killnut on Apr 11, 2010

    Se “quegli elementi che secondo me sono gravi relativi alla rete di potere di Moggi che a mio avviso hanno falsato i risultati sportivi” sarebbero intercettazioni come quella postata da te che poi ad una attenta analisi risultano solo delle mere interpretazioni forzate e totalmente avulse dalla realtà, come dimostratoti, non vedo da dove discenda tutta questa convinzione. Credo purtroppo che certa stampa – dichiaratamente di parte o anche sudbolamente di parte – abbia offerto alla gente distorte letture di intercettazioni che avulse dal loro contesto, sono state fatte passare per chissà che cosa (come il caso appena visto, dove credo che tu in buona fede e sulla scorta di qualche mirato articolo sia stato convinto che Moggi avesse non si sa quale potere su Sky per costringere la Roma a vendere Emerson..e invece….).
    Per quello il mio consiglio è: informati e non limitarti alla lettura di Gazzetta, Repubblica o peggio…veramente carta straccia.

    La fonte della spiegazione dell’intercettazione travisata è un gruppo di attenti juventini che si sono sbobbinati tutte le intercettazioni e le hanno confrontate con i fatti storici accaduti (www.ju29ro.com)

  27. By purplerain on Apr 11, 2010

    CHE SEGONE!!:-))

    Paolè, se voi un consiglio da amica con Andrea non toccare gli argomenti Calciopoli e banda della Magliana PERCHE’ NON SE NE ESCE:-)))

    Amore scherzo ovviamente eh?!:-))

  28. By capooti on Apr 12, 2010

    seguo il consiglio di Ale e rinuncio :D
    poi do un’occhiata a ju29ro

  29. By killnut on Apr 12, 2010

    ..spero comunque che ora non dirai più che Moggi vi ha rubato Emerson..e che nemmeno c’entra con il contratto con Sky della Roma..

  30. By capooti on Apr 12, 2010

    la ricostruzione di ju29ro di quell’intercettazione mi sembra perfetta ;-) poi verifico le altre cose che ci sono scritte

  31. By killnut on Apr 12, 2010

    ..intanto domani c’è una nuova puntata del processo di Napoli..oggetto del tread.. ; )

  32. By aldo grippa on Apr 14, 2010

    FORZA INTER!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  33. By killnut on Apr 14, 2010

    Pietro quale coro preferisci?
    Ti va bene “Serie B serie B serie B!!!”?

  34. By killnut on Apr 15, 2010

    Si è tenuta il 13 aprile un’altra udienza del processo di Napoli, dove si è concluso il controinterrogatorio del Col. Auricchio.
    Eccovi la trascrizione:

    ore 9.30 – In aula sono presenti più di 40 giornalisti accreditati. C’è grande fermento, con una consistente presenza di radio e tv. Ricordiamo la prima udienza: eravamo solo tre a seguire il processo. Si attende la corte. Già presenti Bergamo, Pairetto, De Santis, Bertini e Fabiani. Moggi non è ancora arrivato; strano, solitamente è puntualissimo.
    ore 10.00 – Grandissima confusione in aula. Il Presidente Casoria fa sfollare l’aula e poi fa rientrare, uno ad uno, prima gli avvocati e poi i giornalisti. Il pubblico rumoreggia ma, effettivamente, l’aula è troppo piccola per questa udienza.
    Il Presidente Casoria ha dato inizio all’abituale appello.
    ore 10.10 – Luciano Moggi, ex dg della Juventus, è appena entrato in aula. Al suo arrivo Moggi ha ricevuto il caldo incoraggiamento di tanti tifosi juventini. Ai giornalisti ha risposto brevemente: “Non parlo. Oggi parleranno solo i miei avvocati. E poi oggi ho un po’ di raucedine e non posso sforzare la gola”. Un gruppo di tifosi juventini, circa venti persone, ha ottenuto il permesso di assistere all’udienza.
    ore 10.20 – Prioreschi ha chiesto di acquisire agli atti 75 telefonate. Il Presidente Casoria ha chiesto il parere del PM, che si è preso 30 minuti di tempo per vagliare il materiale e dare una risposta. Il Giudice Casoria ha detto a Prioreschi di produrre tutte le telefonate alla prossima udienza.

    Presidente Casoria: Illustri la Sua richiesta, anche se ci siamo già pronunciati nel 2009 se ci sono altre trascrizioni non ci sono problemi.
    Avv. Prioreschi: Bisogna portare il processo nella sua strada dopo le anticipazioni della stampa, chiediamo di trascrivere una serie di intercettazioni mai trascritte. In sede di requisitoria nel giudizio abbreviato il 27.10.08 il PM si era espresso: “Piaccia o non piaccia non ci sono mai telefonate con Moratti, Sensi”. Sono balle smentite dai fatti la tesi che erano tutti a parlare con tutti. Solo gli imputati colloquiavano. Non è vero che ogni dirigente telefonava, ma solo gli imputati. Piaccia o non piaccia al PM le telefonate ci sono, piaccia o non piaccia ogni dirigente telefonava, piaccia o non piaccia non erano balle difensive. Non lo dico per spirito di rivalsa, ma per dare atto alla correttezza del PM che non si sarebbe avventurato in quella dichiarazione se avesse avuto conoscenza delle telefonate. Lo dico perché è un dato oggettivo queste intercettazioni sono state sottratte alle indagini, nel senso che non erano state evidenziate. Lo dico perché, se fossero state trovate prima, forse in sede di indagini preliminari questo processo avrebbe avuto un esito diverso.
    Giudice Casoria: Quante sono?
    Avv. Prioreschi: Da trascrivere sono 75. Si evince che i pranzi e le cene li facevano tutti, si evince che di griglie parlavano tutti, le designazioni che Moggi viene contestato di sapere un’ora prima, gli altri le sapevano il giorno prima. la richiesta è di trascrivere 75 telefonate e poi Le chiedo di produrre dall’elenco delle 170 mila telefonate, abbiamo fatto gli incroci e abbiamo tirato fuori oltre 3000 contatti tra i designatori e vari contatti. Su queste non chiediamo la trascrizione, ma produrremo un cd con 1700 contatti tra cellulari di dirigenti di società di calcio e i telefoni monitorati e mi riservo di produrre la stampa del tabulato di altri contatti.
    PM: Deve interloquire sia su profili di carattere processuale che di contenuto. Chiedo di avere un po’ di tempo a disposizione per esaminare la documentazione prodotta.
    Difesa di Pairetto: Avevamo individuato alcune telefonate, ma non so se sono le stesse della difesa Moggi, abbiamo bisogno anche noi di tempo.
    Presidente Casoria: Riteniamo di esaminare congiuntamente alla prossima udienza sia la richiesta di Prioreschi che quella dei difensori di Pairetto, a meno che il PM non voglia interloquire già adesso. Entro la prossima udienza dovete darci l’elenco completo di tutte le telefonate che volete acquisire. Cominciamo con Auricchio.
    E’ iniziato l’interrogatorio di Auricchio da parte del difensore di Mazzini Avv. Claudio Botti.
    Auricchio dichiara di non sapere se a Mazzini siano mai state fornite schede telefoniche.

    Avv. Botti: Secondo la Vostra attività investigativa che ruolo ha avuto Carraro nell’operazione di salvataggio della Lazio?
    Auricchio: Ha avuto un ruolo marginale in questa operazione, non risolutivo, la vicenda ha visto come protagonisti Lotito, Mazzini.
    Avv. Botti: Come mai nelle conclusioni parlate di Carraro per questa vicenda?
    Auricchio: Si riferisce ad una prima ricostruzione di aprile, poi ci sono stati ulteriori passi investigativi…
    Avv. Botti: Nelle vostre informative date rilievo ad una cena del 21 maggio 2005 a Livorno?
    Auricchio: Sì, sì.
    Avv. Botti: Su questa cena ci sono attività di captazione precedenti alla cena, per esempio quella tra Fazi e Bergamo del 20 maggio 2005. Nelle informative evidenziate che in questo colloquio c’è una perplessità nel rendere partecipe Mazzini all’incontro. Che valutazioni fate?
    Auricchio: La perplessità è stata evidenziata da Giraudo e non dagli altri.
    Avv. Botti: Forse è il caso che rilegga la telefonata, mi sembra che questa perplessità viene evidenziata in più punti.
    Auricchio: Sì, ma già nel corso della chiamata viene superata.
    Avv. Botti: Qual era il contenuto di questo incontro?
    Auricchio: Crediamo che sia stato importante per alcuni fatti che di lì a poco si sarebbero verificati, Bergamo poi chiede garanzie nella sua riconferma come designatore. La perplessità di cui parla riguarda il fatto di avere solo gli uomini e non le consorti.
    Avv. Botti: Essendo un incontro con una specifica finalità, la riconferma di Bergamo, volevo capire se non Le sembrava strano che la presenza del vicepresidente della F.I.G.C. suscitasse tale perplessità?
    Auricchio: Io tutte queste perplessità non le rilevo in quel momento, il Mazzini è una new entry in questo tipo di conviviali.
    Avv. Botti: Nel rapporto tra Mazzini e la Fiorentina è lui a sollecitare Della Valle o il contrario?
    Auricchio: Mazzini, anche per la corregionalità, è lui che si propone inizialmente come ruolo di catalizzatore e poi fa da attore protagonista.
    Avv. Botti: Volevo comprendere la genesi del contatto iniziale.
    Auricchio: E’ un contatto con Mencucci, è da lì che parte.
    Avv. Botti: Ma risponde ad una sollecitazione?
    Auricchio: Non c’è proprio una richiesta da parte del Mencucci, che è frustrato per l’andamento della Fiorentina e si sfoga con Mazzini che si propone.

    Nota: A proposito delle nuove intercettazioni il giudice Teresa Casoria dice al PM Narducci: “Le telefonate mi sembrano rilevanti”.

    CONTROESAME AVV. TROFINO, difesa Moggi.
    Avv. Trofino: Aveva rapporti di amicizia con Baldini?
    Auricchio: Ho iniziato ad avere rapporti nell’estate 2003 per lo scandalo fidejussioni.
    Avv. Trofino: Poi?
    Auricchio: Tra il 2003 e il 2005 non ho avuto rapporti.
    Avv. Trofino: E’ mai stato a Trigoria?
    Auricchio: No, mai stato.
    Avv. Trofino: Contemporaneamente a Baldini sente anche Antonelli?
    Auricchio: E’ coevo all’aprile del 2005.
    Avv. Trofino: Si presentò o lo convocò?
    Auricchio: Lo convocai.
    Avv. Trofino: E perché?
    Auricchio: Stavano emergendo fatti sulla procura di Blasi che era di Antonelli. Vi era una sottrazione in favore della Gea del giocatore.
    Avv. Trofino: Ricorda quanto è durato l’interrogatorio di Baldini?
    Auricchio: A mente no.. 11.30 – 17.50
    Avv. Trofino: Quindi 7 ore e mezza. Chi era presente?
    Auricchio: Solo io, non era un’anomalia perché sono solito scrivere io al pc.
    Avv. Trofino: Non ci furono interruzioni?
    Auricchio: Solitamente le preciso.
    Avv. Trofino: Mi può indicare la durata degli altri interrogatori svolti dal suo gruppo?
    Auricchio: Controllo… Paparesta 10 ore… ma non ero da solo.
    Avv. Trofino: Senta, avete letto a Paparesta le sue telefonate.
    Auricchio: Sì.
    Avv. Trofino: Di quanti fogli constano le sommarie informazioni di Paparesta dopo 10 ore?
    Auricchio: Sei.
    Avv. Trofino: Nello stesso giorno Lei sente anche Copelli, quanto è durato?
    Auricchio: Non sono io a sentirlo, è il mio nucleo.
    Avv. Trofino: Lo so. siccome non era Sant’Antonio, non poteva essere Lei.
    Auricchio: Copelli inizia alle 17 fino alle 22.30. Partecipo solo successivamente, 5 pagine.
    Avv. Trofino: 5 ore, 5 pagine… Prenda ora Galati, ci conferma che è stato sentito 4 volte per circa 5 ore per volta, per una ventina di ore?
    Auricchio: Galati è stato sentito nel 2007, non c’ero io, non ho i verbali.
    Avv. Trofino: Chiedo di esibirli al tribunale perché si possa rilevare che questi interrogatori sono durati circa 24 ore.
    P.M.: Mi oppongo, non so che importanza può avere.
    Auricchio: Posso controllare, ma non credo di essere io il verbalizzante.
    Avv. Trofino: Manfredi Martino quanto tempo è rimasto?
    Auricchio: In due volte: la prima volta dalle 19 all’una di notte, 5 pagine.
    Avv. Trofino: Alla fine di quel verbale Manfredi esprime una sua preoccupazione. In quel momento tradiva una preoccupazione per essere indagato?
    Auricchio: Ricordo di avere avuto davanti molte persone che non venivano con un certo piacere, non posso ricordare esattamente la condizione di Manfredi.
    Avv. Trofino: Forse Baldini…
    Auricchio: No, anche lui era preoccupato.
    Avv. Trofino: In altre occasioni ha letto o fatto ascoltare deposizioni di altre persone?
    Auricchio: Ho avuto centinaia di persone, non posso ricordarlo.
    Avv. Trofino: A me interessa sapere se le persone interrogate erano genuine o traevano le proprie idee da altre fonti.
    Auricchio: Abbiamo sempre scritto nei verbali di queste attività delle telefonate che abbiamo fatto ascoltare.
    Avv. Trofino: Sulla riunione del 21 maggio, nella Sua informativa dice che la riunione avviene in un momento topico in cui Juve e Milan erano appaiate e ci fa capire che era una riunione in relazione al Campionato. Poi si accorge che era un errore perché la partita veniva dopo la conquista del titolo da parte della Juve. Lei non aveva valutato che il Milan aveva giocato il venerdì.
    Auricchio: Questo lo dice Lei.
    Avv. Trofino: No, nell’informativa lo dice Lei.
    Auricchio: Non mi pare di avere esaltato quell’incontro.
    Avv. Trofino: Ma sì, Colonnello, anche due minuti fa lei sosteneva che quella riunione ci ha fatto intendere che chissà quali tramestii sarebbero avvenuti in quell’incontro. La Juve in quel momento era già campione d’Italia?
    Auricchio: Sì.
    Avv. Trofino: E la riunione a casa Bergamo poteva mai essere finalizzata ad aver vantaggi?
    Auricchio: Ma nessuno lo ha mai sostenuto…
    Avv. Trofino: Ah no?
    Auricchio: No, abbiamo dato rilievo a quella riunione per la presenza di Mazzini, non era tanto, riuniamoci per far vincere la Juve.
    Giudice Casoria: Non era tanto? Quindi c’è scritto nell’informativa?
    Auricchio: No, non l’abbiamo mai scritto.
    Avv. Trofino: Quindi quella cena era stata fatta per parlare con Mazzini?
    Auricchio: E’ stata fatta per parlare anche di problemi a cui Mazzini doveva presenziare.
    Avv. Trofino: E’ il suo pensiero.
    Auricchio: Lei questo mi ha chiesto.
    Avv. Trofino: Queste riunioni sono solo con dirigenti Juve o sono prassi delle squadre che giocavano a Livorno?
    Auricchio: Abbiamo rilevato che questo incontro avesse consistenze investigative.
    Giudice Casoria: La domanda era un’altra.
    Auricchio: Non mi risulta che c’erano altri incontri a casa Bergamo
    Avv. Trofino: L’allora Presidente dell’Inter è andato?
    Auricchio: Dalle intercettazioni non mi risulta che Moratti sia stato a casa di Bergamo. Se il Presidente dell’Inter è Facchetti, la risposta è sì, se invece è Moratti non ho elementi.
    Avv. Trofino: Abbiamo capito, è si. Sa che è successo dopo quella riunione? Sa se Bergamo diede le dimissioni?
    Auricchio: Sì.
    Avv. Trofino: Quindi potevano anche aver parlato di questo?
    Auricchio: Potevano aver parlato di tutto, non certo prendiamoci un the!
    Avv. Trofino: Se parlavano delle dimissioni di Bergamo, anche quest’altra Sua intuizione era errata.
    Auricchio: Non era un’intuizione…
    Avv. Trofino: Questo processo è pieno di pensieri… Lei non ci ha saputo dire il nome dell’ufficiale al quale si è rivolto per conoscere l’anagrafica delle sim.
    Auricchio: E’ un ufficio, non un amico personale.
    Avv. Trofino: Quindi ha scritto a quell’ufficio…
    Auricchio: Il colonnello non si è dimenticato di scrivere il dato anagrafico, mi sono prima accertato se fosse acquisibile senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Non era questo il caso, quindi mi è stato fornito, è un dato di polizia.
    Avv. Trofino: Quando ha ricevuto questo dato non ha ritenuto di fare una relazione di servizio?
    Auricchio: L’ho citato nell’informativa.
    Avv. Trofino: Chi le ha dato materialmente questa notizia delle sim?
    Auricchio: De Cillis si presentò e ci disse di aver venduto delle sim con quei numeri a Tizio, Caio, ha indicato i seriali delle schede.
    Avv. Trofino: E quindi chi le ha acquisite?
    Auricchio: Non c’è stata acquisizione, abbiamo avuto solo i numeri delle schede.
    Avv. Trofino: Il maresciallo Nardone lavora con Lei?
    Auricchio: Si, è lui che è stato inviato a svolgere queste attività.
    Avv. Trofino: Lui ha dichiarato che da Como si è recato al negozio di De Cillis.
    Auricchio: Questo fatto non mi risulta, insisto con il dire che non ci sono state sequestri di schede.
    Avv. Trofino: Nardone ci ha detto di aver faxato le schede.
    Auricchio: Non lo ricordo.
    Avv. Trofino: Cerco il verbale, interrogatorio dell’avvocato Prioreschi a Nardone:
    Domanda: Siete andati in Svizzera?
    Risposta: Sì.
    Domanda: Ad acquisire la documentazione delle schede Svizzere?
    Risposta: Sì.
    Domanda: Quindi le prime nove?
    Risposta: Sì, l’abbiamo presa noi nel negozio di De Cillis in Svizzera.
    Nota: l’avvocato Trofino legge l’interrogatorio del maresciallo Nardone dal quale risulta che egli si è recato in Svizzera a prendere le prime nove sim, con la macchina dello stesso De Cillis.
    Avv. Trofino: Vede, il Suo maresciallo si è recato in Svizzera e, contro ogni norma sulle rogatorie, ha preso la documentazione delle sim.
    Auricchio: Il dato è meramente cartaceo, sarà anche andato al negozio, ma non abbiamo acquisito le sim di un gestore svizzero, non ci sono verbali di sequestro di alcunché, sono stati acquisiti i seriali senza violare regole del diritto internazionale.
    Avv. Trofino: Quindi non esclude che i Suoi siano andati in Svizzera?
    Auricchio: Non lo posso escludere, bisogna chiedere a Nardone, la zona dove è il negozio non rientra nelle regola del diritto internazionale.
    Avv. Trofino: Ma ci è andato o no?
    Auricchio: Non lo so, ma anche se fosse andato, il De Cillis ha fornito dati relativi alla sua memoria, per quanto mi riguarda ho già risposto…
    Avv. Trofino: Tra le telefonate che ha ascoltato, conferma che ci sono telefonate che riguardano il mercato dei calciatori?
    Auricchio: Una parte del nostro componimento è stato rivolto alla compravendita dei giocatori.
    Avv. Trofino: Attenzione, quella è Gea, riguarda le procure, io parlo di calciomercato, ce ne sono o no?
    Auricchio: Non saprei se ci sono delle conversazioni che riguardano compravendita di calciatori.
    Avv. Trofino: Lei è stato presente all’interrogatorio di Moggi. Moggi dichiarò che è vero che usava delle schede non riconducibili, ma le usava per il mercato perché aveva paura di essere intercettato.
    Auricchio: Io non me lo ricordo.
    Avv. Trofino: Nel successivo interrogatorio, Le è venuto in mente di fare delle indagini, che so, a procuratori, dirigenti, per chiedere se nel corso delle trattative usavano utenze diverse?
    Auricchio: Quelle sono schede straniere intestate a Moggi.
    Avv. Trofino: Non mi sono spiegato. Dico: sapendo il dato che Moggi usava delle schede particolari per svolgere il calciomercato, non ha ritenuto di interrogare i personaggi interessati al mercato per sapere da loro su quali utenze comunicava Moggi?
    Auricchio: Come no, emergeva una scheda e se vede le date di De Cillis…
    Avv. Trofino: Colonnello, sulle schede svizzere non ci sono intercettazioni, ci sono pensieri…
    Il Presidente Casoria ripete la domanda di Trofino..
    Auricchio: Ma non era questo l’argomento delle nostre indagini, il calciomercato…. l’oggetto sarebbe stato avulso dalle nostre indagini.
    Presidente Casoria: Andiamo avanti, ho capito.
    L’avvocato Trofino chiede di ascoltare una telefonata tra Facchetti e Bergamo, ma il PM si oppone.
    Presidente Casoria: Sentiamola, ma di che data era?
    Avv. Trofino: Del 26.11.2004.

    Non viene ammesso l’ascolto ma la lettura della trascrizione. L’Avv. Trofino legge il testo della telefonata tra Facchetti e Mazzei, dove Facchetti chiede l’arbitro numero 1 (Per tutti il “numero 1″ era Collina n.d.r.)

    Avv. Trofino: Mi dice qual era il criterio con il quale venivano individuati gli arbitri della prima fascia?
    Auricchio: Gli internazionali.
    Avv. Trofino: Le ho chiesto: ha capito quale erano i criteri per formare le griglie? Conferma che comporre una griglia era una sorta di rompicapo?
    Auricchio: Sì.
    Avv. Trofino: E allora, per tornare alle telefonata Moggi-Bergamo, quando Moggi dice ‘Tu chi ci metteresti, vediamo se hai studiato”.
    Auricchio: Mi serve il progressivo..
    Avv. Trofino: Ma come, è la telefonata principe, non se la ricorda a memoria…
    L’avvocato Trofino legge il progressivo. Poi legge la telefonata in cui Moggi parla con Bergamo e si confronta sulla formazione delle griglie.
    Auricchio: Sì, l’ho trovata, ma la telefonata non inizia così, non può fare una sintesi?
    Giudice Casoria: Qual era la domanda?
    Avv. Trofino: Moggi da 4 anni viene accusato di aver fatto le griglie, mentre si diverte solo a fare il rompicapo con Bergamo. Poi si trova la telefonata di Facchetti, in cui si dice mettimi Collina e non la trascrive. Perchè???
    Auricchio: Quella telefonata è stata registrata e trascritta.
    Avv. Trofino: Non è stata mai trascritta.
    Auricchio: Sì.
    Avv. Trofino: E dove???
    Auricchio: Sì, non è contenuta nelle informative il che non vuol dire che non l’abbiamo trascritta.
    Avv. Trofino: E perché non è contenuta nelle informative?
    Auricchio: Non è stata da noi valutata valida dal punto di vista investigativo.
    Avv. Trofino: Lei ha fatto fotografare gli avvocati di questo processo?
    Auricchio: Non mi risulta, se non mi dà la data non posso saperlo.
    Avv. Trofino: Alla fine dell’informativa ha avuto contezza di questa circostanza? Lei ha firmato tutte le indagini…
    Auricchio: No, ho firmato solo alcune informative, le indagini si sono concluse un anno e mezzo dopo.
    Avv. Trofino: Lei sa benissimo che c’è stato questo pedinamento.
    P.M.: Opposizione.
    Avv. Trofino: E’ stato messo nell’informativa il pedinamento agli avvocati..
    Auricchio: Questa è un’indagine che non mi appartiene.
    Avv. Trofino: Lei ha ascoltato telefonate nelle quali donne parlavano della spesa da fare?? O circostanze familiari che non avevano riferimento alle indagini?
    Giudice Casoria: La domanda, avvocato.
    Avv. Trofino: Perché queste sono state trascritte e depositate e quella di Facchetti no? Perché?
    Auricchio: Lo abbiamo anche ricordato, per avere il dato di riferimento della presenza di Lanese alla cena.
    Avv. Trofino: Ha ascoltato Manfredi Martino per molto tempo. Alla fine, egli Le rilascia una dichiarazione nella quale dice che esclude che prima delle 12.30 fossero comunicati anche gli assistenti.
    Auricchio: Escludo matematicamente che fossero noti.
    Avv. Trofino: Nella vostra informativa dite che Manfredi Martino invia a Meani due sms alle 11.23 con cui comunica la designazione di Trefoloni come arbitro. Alle 11.51 un altro con cui comunica la designazione di Copelli e Ambrosino come assistenti. Se Lei ha queste due dichiarazioni contrastanti, perché ha ritenuto di procedere nei riguardi di Moggi quando fa capire alla sua assistente di conoscere gli arbitri?
    Auricchio: Abbiamo tratto le conclusioni e le dico che le dichiarazioni di Martino non sono state rese davanti a noi. Lo abbiamo inviato a farsi ascoltare dal P.M. Le prime due sono avvenute davanti alla Polizia Giudiziaria. Le altre davanti al P.M. Ribadisco che le telefonate sono state trascritte e sono state riportate nell’informativa a carico di Meani.
    Avv. Trofino: Quindi perché non trae adesso le conclusioni?
    Auricchio: Proprio in quest’aula mi è stato chiesto delle griglie e delle designazioni e abbiamo sempre risposto. La difesa di Mazzei ha portato un documento con le correzioni fatte da Bergamo. Nessuno ha sostenuto che le designazioni le facesse Mazzei, nessuno ha sostenuto che non venissero veicolate abusivamente attraverso meccanismi di sms..
    Avv. Trofino: Ma sta andando fuori strada.
    Giudice Casoria: Perché avete proceduto con Moggi?
    Auricchio: Perché sono due cose differenti, gli assistenti non venivano sorteggiati ma designati.
    Avv. Trofino: Oltre a Manfredi ai sorteggi erano presenti i giornalisti?
    Auricchio: Sì.
    Avv. Trofino: Lei esclude che un giornalista possa aver chiamato qualcuno all’esterno per informare?
    Auricchio: Poteva succedere, certo, l’ho detto.
    Avv. Trofino: E allora perché ne fate un elemento di colpevolezza solo per Moggi????

    Sospensione di un quarto d’ora per far calmare l’Avv. Trofino.
    Avv. Trofino: Sorteggi pilotati con arbitri compiacenti, Lei ha detto che nessuna indagine è stata fatta sul punto. Abbiamo anche detto che il sistema serviva all’associazione, parliamo di Milan-Juventus: ha fatto indagini per sapere la griglia della partita?
    Auricchio: Sì, la griglia era Collina, Trefoloni e Paparesta.
    Avv. Trofino: Quindi non erano arbitri favorevoli alla Juve?
    Auricchio: Per Collina sì, ma gli altri due non lo dico con la stessa serenità.
    Avv. Trofino: In questo sorteggio, non c’era nessuno degli arbitri sotto processo?
    Auricchio: No.
    Avv. Trofino: Allora Le pare logico che il sorteggio pilotato…
    Opposizione del PM
    Avv. Trofino: Quando le difese le hanno posto domande su alcune intercettazioni (Tosatti-Moggi, ad esempio) ha detto che De Santis era uno che si era sdoganato, questa considerazione da dove la ricava?
    Auricchio: E’ una valutazione e la ricavo dal complesso dell’attività investigativa.
    Avv. Trofino: Ma un fatto specifico?
    Auricchio: Quello che Lei banalizza come inchiesta napoletana, è vero sono stati assolti, ma al momento..
    Avv. Trofino: Ma qual è l’elemento investigativo? Da dove desume?
    Auricchio: Innanzitutto le partite sono due non tre.
    Avv. Trofino: Se vogliamo contestare anche i numeri… voglio sapere in base a quale fatto?
    Auricchio: Lo esterna lo stesso De Santis.
    Avv. Trofino: E dove?
    Auricchio: Le devo elencare?
    Avv. Trofino: Certo, perché le vorrei capire perché io non le ho trovate, Lei ovviamente non ricorda alcun atto effettuato da Lei o dai suoi uomini…
    Presidente Casoria: Solo intercettazioni, avvocato, hanno fatto solo intercettazioni..

    Auricchio cerca gli atti ma non gli si accende il pc! Il notebook di Auricchio non ne vuole più sapere, non si riaccende. L’interrogatorio dell’avvocato Trofino termina così, ed inizia il controesame dell’avvocato di Leonardo Meani.

    CONTROEASAME DIFESA MEANI.
    L’avvocato si concentra molto sul ruolo di Meani, su quali fossero le sue competenze.
    Anche su questo punto Auricchio appare assolutamente impreparato, la sua testimonianza è piena di “Non so, non ricordo”.
    Auricchio dice che il 90% delle telefonate intercettate di Meani riguardano fatti personali.
    Si passa, quindi, a parlare di Milan-Chievo, guardalinee Puglisi e Babini.
    Auricchio: I guardalinee annullano due gol in fuorigioco, uno per squadra ma, soprattutto, annullano un gol del Chievo, non mi chieda dati tecnici.
    Difesa Meani: Da dove ha rilevato questi dati? Dai tabellini?
    Auricchio: Sì, lo abbiamo riportato nell’informativa.

    Difesa Gemignani: Quante volte è stato presente Gemignani nelle griglie arbitrali della Juve?
    Auricchio: Ha fatto l’assistente in due gare.
    Difesa Gemignani: Grazie.

    Difesa Bertini: Il colonnello ci promise, il 16 marzo, di risponderci su quante erano le telefonate intercettate in questo processo.
    Auricchio: Oltre 170mila.
    Difesa Bertini: E se ci poteva fare l’elenco dei telefoni intercettati.
    …. : Lo aveva già fatto.
    Difesa Bertini: Volevo sapere se c’erano integrazioni.
    Auricchio: No, quello è l’elenco.

    ESAME DEL PM:
    PM: Ci sono intercettazioni riguardanti Gemignani?
    Auricchio: Sì.
    PM: Viene intercettato proprio lui?
    Auricchio: No, si parla di lui.
    PM: E Dattilo?
    Auricchio: Sì, ci sono.
    PM: E Ambrosino?
    Auricchio: Sì.
    PM: Fabiani?
    Auricchio: Sì.

    L’esame del PM Capuano si è concluso con una domanda sulle sim relativamente agli affari di calciomercato ed Auricchio ha risposto che non ha riscontrato telefonate con uomini di mercato.
    Ultime scaramucce degli avvocati di Bertini e Racalbuto che chiedono quali siano le schede attribuite ai due arbitri ed Auricchio si rifà alla testimonianza di Di Laroni.
    Viene domandato ad Auricchio se al De Cillis fosse stato chiesto se aveva venduto altre schede anche a soggetti non facenti parte del mondo del calcio.
    Auricchio: Al momento in cui De Cillis ha fornito il primo numero di schede, 9, non sapevamo nemmeno a chi fossero intestate, e quelle sono rimaste.

    Viene poi fatta domanda sulla deposizione di De Cillis, che aveva affermato di aver fornito anche delle schede a Branca.
    Auricchio: Se ci sono schede intestate a Branca sono certamente state compendiate.

    Avv. Morescanti: Oltre agli accertamenti tecnici di cui ha parlato il suo collega Di Laroni, sulle sim svizzere ha fatto altri accertamenti?
    Auricchio: No.

    CONTROESAME DELL’AVV. PRIORESCHI.
    Avv. Prioreschi: Lei quando ha lasciato il reparto operativo?
    Auricchio: Novembre 2006.
    Avv. Prioreschi: Le informative sulle sim sono di marzo, giugno e dicembre 2007. Lei le ha lette?
    Auricchio: Ho fatto riferimento non agli esiti..
    Avv. Prioreschi: Voglio sapere se le ha lette.
    Auricchio: Sì, le ho lette.
    Avv. Prioreschi: Quando?
    Auricchio: Non ricordo, le ho lette più volte anche tempo fa.
    Avv. Prioreschi: Quindi quel dato sui contatti di Moggi è stato formulato in via ipotetica. Questione Antonelli: Lei ha detto di aver parlato con lui solo della questione Gea-Antitrust. Per quello che risulta a me l’Antitrust ha aperto l’indagine il 31 marzo 2005; mi sembra un po’ difficile che prima del 1° febbraio 2005 possa aver parlato di un’indagine ancora non iniziata, vuole chiarire?
    Auricchio: Quella notizia è l’apertura formale delle indagini sulla scorta di un’attività istruttoria.
    Avv. Prioreschi: Questo lo dice Lei.
    Auricchio: No, l’Antitrust apre l’inchiesta solo dopo le indagini.
    Avv. Prioreschi: Lei sa che Antonelli ha detto una cosa diversa, che Lei avrebbe detto che stava svolgendo indagini di calcio?
    Auricchio: Vabbè, ma con Antonelli non potevo parlare di pallavolo…
    Avv. Prioreschi: Ma scusi Lei in quel momento quali indagini stava svolgendo sul calcio?
    Auricchio: Queste.
    Avv. Prioreschi: E allora?
    Auricchio: Ma è Antonelli a dire che aveva parlato con me.
    Avv. Prioreschi: Baldini: a Roma ha negato di avere rapporti di amicizia con Lei, poi quando verrà glielo chiederemo. Anche in questo caso Lei non ha parlato di questa indagine?
    Auricchio: Non di questa indagine.
    Avv. Prioreschi: Lei conosce la giornalista di “Milano Finanza”?
    Auricchio: Sì.
    Avv. Prioreschi: Come la conosce?
    Auricchio: Me l’ha presentata Baldini ma non è una novità…
    Avv. Prioreschi: In quali circostanza e perché?
    Auricchio: Per un’iniziativa di acquisizione della Roma Calcio da parte della Augusta.
    Avv. Prioreschi: L’ha incontrata insieme a Baldini?
    Auricchio: Mi è stata presentata da lui.
    Avv. Prioreschi: L’ha incontrata con lui?
    Auricchio: Sì.
    Avv. Prioreschi: L’ha incontrata perché Le interessavano i profili economici di questa storia?
    Auricchio: No, le attività per cui ho sentito la signora erano di tipo economico – finanziario relative all’indagine che stavo svolgendo. Mi ha fornito un documento di Capitalia relativo alla Roma Calcio. Sono già stato ascoltato sul punto, non ho niente da nascondere.
    Avv. Prioreschi: In che data?
    Auricchio: Non lo ricordo.
    PM: Opposizione, non è argomento di indagine.
    Auricchio: La colloco tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005.
    Avv. Prioreschi: Vorrei capire: dove è avvenuto l’incontro?
    Auricchio: In Via del Corso.
    Giudice Casoria: Avvocato non insista, è marginale.
    Avv. Prioreschi: No, non è marginale, Giudice, perché è importante capire il ruolo che hanno avuto i grandi suggeritori in questo processo. La prima informativa su Capitalia è dell’ottobre 2004. Dove ha incontrato Baldini le altre volte?
    Auricchio: In galleria, poi in un bar di Viale Mazzini.
    PM: C’è opposizione, queste domande sono state già fatte al teste.
    Giudice Casoria: Abbiamo capito che c’era una certa amicizia tra i due e che prendeva informazioni.

    AURICCHIO HA TERMINATO IL SUO CONTROINTERROGATORIO.
    Alla prossima udienza ci saranno ancora testi dell’accusa, Sampagna, Giovannini e Carlo Ancelotti.

    Il PM prende la parola dicendo che non si opporrà alla richiesta di inserimento delle nuove telefonate “ritrovate” proposta dalla difesa Moggi. Anzi, secondo Narducci, alcune di queste, quelle di Foti per esempio, sono già agli atti. Viene indicata una serie numerosa di telefonate e la procura non si oppone, nemmeno su quella di Cipollini, presidente del Bologna, che riceve una telefonata di Bergamo che chiede il numero di Mazzone perché c’è un giornalista che vuole intervistarlo. L’allora presidente del Bologna richiama Bergamo per fornire il numero di Mazzone.
    La parte civile, invece, si oppone in quanto “La difesa Moggi vuole evidenziare che vi erano rapporti di tutti con i designatori e perché vogliono far rilevare che i presunti illeciti sarebbero stati commessi anche da altri. Questo esula dai fatti del processo”.
    Trofino replica: Il pensiero della difesa di Moggi lo interpreta la difesa di Moggi.
    La Difesa Meani fa opposizione perché, delle nuove intercettazioni, non vengano trascritte quelle che riguardano Meani, in quanto Meani non doveva neanche essere intercettato.

    C’è un intervento di Bergamo, una dichiarazione spontanea:
    “Mi sembra il caso di fare chiarezza su alcuni aspetti che sono stati male interpretati. mi sembra di essere diventato quello delle cene e del maghetto che faceva i sorteggi. Voglio dare alcuni chiarimenti: le mie sono verità certificabili, quell’anno, al mio sesto anno di lavoro con Pairetto, arrivo e decido che, essendo il mio ultimo anno (e non è vero che faccio la cena per essere confermato, perché avevo già deciso di dimettermi), avevo deciso con mia moglie che quando viene la Juve, l’Inter e il Milan a Livorno li ospito a casa. Arriva l’Inter a gennaio, chiamo Facchetti, lo vado a prendere all’aeroporto, lo porto a casa mia; poi dopo un mese viene e giocare il Milan chiamo Galliani, gli dico della cena, Galliani rimane titubante, lo richiamo il giorno dopo: lui mi dice che non era il caso perché era candidato alla rielezione alla Lega. Non viene ma le telefonate ci devono essere; a fine campionato, con il titolo già assegnato, ripeto l’invito alla Juve cercando di far venire anche Mazzini: ma non potevo farlo in prima persona e per correttezza dico a Giraudo: ‘Avete piacere che venga anche Mazzini?’ ‘Ma ci mancherebbe altro’. Facciamo la cena a campionato assegnato e io ho la casa circondata di carabinieri. Credo che ci sia una disparità di trattamento. I regolamenti non impedivano di partecipare alle cene e vorrei introdurre anche il nostro ruolo. I regolamenti non impedivano che il designatore avesse rapporti con tutti quelli che chiedevano chiarezza. Il telefono non era il mio, ma della Federazione, i tabulati erano leggibili. Io decido di fare questo perchè arrivo alla carica dopo 15 anni di A e 10 di internazionale, designatore in coppa Campioni, e tante altre cose; e so che posso avere rapporti con le società e capire gli umori, capire cose che le società non mi dicevano, io in questa mano dovevo aver tutto quello che era possibile sapere. Mai ho fatto una telefonata ad un arbitro o un assistente per dire come comportarsi. Io con queste conoscenze, unite alla conoscenza della forma degli arbitri, vado a formare le griglie. E badate bene, io il sorteggio non lo faccio mai. In Tv si vede me che apro una pallina, ma quella pallina me l’ha data un giornalista. Anche il sorteggio dunque era regolare. Per i primi cinque anni siamo sempre stati riconfermati senza problemi. Quindi prima Nizzola, poi Carraro, se rinnovavano l’incarico che assegnò i primi due anni lo scudetto alla Lazio e alla Roma come mai era accaduto, poi l’anno dopo lo perse l’Inter e poi lo vinsero la Juve e il Milan che arrivarono in finale in Coppa e quindi erano le più forti, un motivo doveva pur esserci”.

    L’udienza è tolta

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