I principi fondamentali..
April 23rd, 2010 Posted by killnut in berluska, politicaIo stavo pensando da un po’ che i principi fondamentali e fondanti dei vari partiti erano bellamente traditi.
In particolare, pensando al partito (anti)-democratico, mi colpiva la lontananza da ciò che dovrebbe essere nei cuori di tutti quelli si riconoscono in certi valori. La realtà era ed è così lontana che non posso in alcun modo pensare di votare – oggi, “ma anche” domani – il pdmenoelle.
Certo, vedendo nel lazio una incredibile affermazione del partitodelcomecazzomipare, seppur di strettissima misura, spacciato per “il trionfo di berlusconi”, mi veniva e mi viene da chiedere in che cosa credono quelli che lo votano, quali sono i principi che vedono rispettati nel predetto partito. Insomma, a parte un sano egoismo ed il principio – forte e sempre presente – del fotti il prossimo tuo come il precedente non riuscivo – e riesco – ad immaginarmi altro. Di sicuro la curiosità, insieme ad un certo disgusto, per chi vota pdl e per i suoi convincimenti ce l’ho.
Con mia grande gioia, il 15 aprile, il Fatto Quotidiano pubblicava un’intervista con Carofiglio, che mi ha donato un po’ di speranza. Finalmente uno che si poneva in maniera distante dai soliti mezzi uomini di bersani, d’alema, fassino e compagnia bella. L’articolo mi è talmente piaciuto che ve lo pubblico qui di seguito.
“DICONO POCO, DICONO MALE”
Lo scrittore Carofiglio, senatore del Pd, invita il gruppo
dirigente a individuare i valori e a raccontarli con metafore
di Wanda Marra
“Il Pd usa un linguaggio asettico e freddo. C’è invece bisogno di trovare delle metafore che interpretino i valori profondi e che siano in grado di raccontare le trasformazioni che verranno. Un racconto del futuro, che smuova anche le emozioni”.
Gianrico Carofiglio, senatore barese del Pd, non a caso è uno scrittore molto letto e molto stimato dalla critica. Sa che il linguaggio e la capacità di comunicare sono essenziali, tanto più nel mondo politico contemporaneo. Martedì, durante l’incontro di Bersani con i 49 senatori guidati da Scanu, che avevano chiesto “un cambio di passo” (tanto per usare un’espressione abusata dai politici italiani), si è rivolto al segretario con un’affermazione netta e decisa: “Einstein diceva ‘non puoi dire di aver capito una cosa se non sei in grado di spiegarla a tua nonna’”.
Senatore, una critica frontale la sua…
Voglio invitare il nostro gruppo dirigente a uno sforzo di comprensione. Con parole semplici: che cos’è il Pd, qual è la sua costellazione di valori di riferimento, quali sono le sue metafore.
Quali dovrebbero essere?
Penso a un neo-illuminismo e dunque ai valori della Rivoluzione francese, su cui si basa la nostra civiltà. Libertà, uguaglianza e soprattutto fratellanza, che vuol dire solidarietà, nei confronti dei più deboli e soprattutto di quelli che verranno nel futuro. Già dare il nome giusto alle cose è un atto rivoluzionario, come diceva Rosa Luxemburg. Dovremmo essere in grado di spiegare agli umili e ai semplici perché dovrebbero votare per noi e non per esempio per la Lega.
Che cosa chiede dunque al gruppo dirigente del Pd?
Mi aspetto uno sforzo in più. E non sto parlando solo di uno sforzo sulla comunicazione, che è comunque molto difettosa. Si tratta di individuare un quadro di valori di riferimento, che vanno nominati uno per uno. Dobbiamo essere in grado di capire perché siamo qui e di raccontarlo in modo efficace.
Sta dicendo che si tratta anche di un problema di pensiero?
Un problema di linguaggio è un problema di pensiero. Dobbiamo dire dove siamo e soprattutto dove vogliamo a n d a re .
Ma si riferisce a qualcuno in particolare nel gruppo dirigente?
Non voglio entrare nello specifico delle persone.
Per esempio, la risposta di Bersani alla proposta di Prodi era abbastanza incomprensibile. Che ne
pensa?
Ho già detto che bisognerebbe fare uno sforzo in più per farsi capire e uscire dalle ambiguità, che a volte sono anche solo involontarie.
Come?
Ci servono metafore, ci serve una lingua delle emozioni, con cui raccontare un futuro che vogliamo. La destra, per esempio, è bravissima ad usare metafore manipolative e false, ma coinvolgenti.
Un affabulatore riconosciuto è Vendola…
Lui è uno capace di parlare per metafore e ha un racconto del futuro: in questo è più avanti di noi.
E Di Pietro?
No, il suo è un altro modo di comunicare .
Berlusconi?
Come dicevo prima, è stato in grado di proporre delle metafore convincenti, per quanto taroccate.
La Lega?
Fa un’operazione che parla a certi valori identitari e ad alcuni impulsi profondi. Fa un racconto del futuro che parla di porte chiuse, civiltà separate e di modernità negata. Esattamente il contrario di quello che dovremmo raccontare noi…
Veltroni è passato sempre per essere un grande comunicatore, tanto per rimanere nel Pd…
Non voglio parlare del passato: secondo me ci sono stati problemi di comunicazione anche in momenti precedenti della vita del partito.
Ma ci sono delle parole che vanno evitate?
Non credo. Ci sono parole che vanno usate bene. Penso per esempio, alla parola libertà di cui il centrodestra si è impossessato, banalizzandola, svuotandola e usandola come una clava.
Come pensa che si potrebbe risolvere il problema del linguaggio del Pd, a livello politico?
C’è bisogno di un dibattito in cui si prenda consapevolezza del problema. Il Pd è un partito che non è in grado di capire i bisogni delle persone e di dare nomi ai valori, toccando le corde profonde delle persone.
Ora mi viene da chiedervi cosa ne pensate, se avete mai ragionato in tale maniera e soprattutto cosa ne pensano quelli che votavano e votano (?) destra.
Sarei curioso di sapere – anche se tra i frequentatori di questo blog credo siano assai pochi – chi vota il nano cosa ne pensa dei valori fondamentali che il loro partito ha e dice di avere (non è detto che ci sia coincidenza, soprattuto dopo ieri).
A proposito di ieri Fini sembra aver posto proprio una critica di questo tipo: gli elettori di destra cosa ne pensano?
E quell’essere triste di bersani, che appena il nano aveva accennato alle riforme, si era tutto eccitato e ringalluzzito, di fronte ad una forte presa di posizione di Fini, non crede che le aperture al momento “riformarolo” siano state un evidente autogol e che persino uno come Fini – che certo non è di sinistra – si sveglia e alza la voce contro le continue porcherie fatte alle spalle dei cittadini e della nostra COSTITUZIONE?
Aspettarsi che questi pagliacci dicano – come chiedeva Moretti – qualcosa di sinistra è tempo perso. E sia chiaro: non me ne frega assolutamente nulla che dicano qualcosa di “comunista”. Io voglio che dicano e facciano qualcosa che sia intriso ed emani i valori di uguaglianza e di inviolabilità della vita. Concetti laici, sia chiaro.
2 Responses to “I principi fondamentali..”
la solita riflessione intellettuale di sinistra. magari in astratto corretta ma in fondo niente di nuovo (discussioni sterili di buon salotto).
Riguardo il centro destra, comincio a simpatizzare per la lega.
Riguardo fini, lo trovo semplicemente ridicolo.
Parla e agisce come se in tutti questi anni di vicinanza a berlusconi fosse stato preda di sostanze stupefacenti tali da renderlo incapace di intendere e di volere.
E’ la solita mossa di chi cerca di smaccarsi e creare il solito neo movimento dell’ultima ora.
Fini, nel programmare tale strategia, ha mostrato poi una lungimiranza pari a zero.
Pensava risocprirsi “finto garante” della democrazia (mai in pericolo in italia ma semmai a volte contraddittoria, per quanto mi riguarda)e di avere un certo seguito: nella realta l’auspicato seguito si è rivelato ridicolo.
Certe garanzie, semmai, il buon fini avrebbe dovuto pretenderle preventivamente al momento della nascita del PdL.
Innanzitutto commosso per aver avuto un post di commento.
Non so sinceramente a cosa era diretto il tuo giudizio (se alla mia o a quella di Carofiglio), ma sinceramente vorrei sapere quali siano i principi fondamentali che volete riconoscere nei partiti che votate o che vorreste votare.
Io ce li ho ben chiari, sono come una “Costituzione”..
Il tuo simpatizzare per la lega mi spiazza, visto che non credo che tale partito abbia molte idee condivisibili e soprattutto riflette ideali individualistici e – come dire – “tendenti all’esclusione dell’altro”, per dirla “filosoficamente”.
Su Fini, mi pare ovvio che il tentativo sia quello di smarcarsi dal nano.
I tempi, considerati i 3 anni che mancano alle elezioni, sono secondo me “tempestivi”.
Sono d’accordo con te che per 16 anni si è piegato a 90° per soddisfare i voleri del nano e che fa ridere che ora si accorga del bruciore..