La porcata sulle intercettazioni…

May 11th, 2010 Posted by killnut in berluska, politica

Ci stanno tentando..

logo_contro-legge-anti-intercettazioni

..ma proprio per questo non si può continuare a dormire.

Vogliono permettere a tutti coloro che delinquono ed intrallazzano, a corrotti e mafiosi, di poter fare i loro porci comodi senza essere disturbati.

Mi chiedo: è questo che volete?

Riporto qui di seguito l’appello di http://www.nobavaglio.it/.

Andate nella loro pagina e firmate, andate su Facebook e aderite..

PER LA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE, PER LE LIBERTÀ COSTITUZIONALI

All’appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni hanno già aderito più di 12.000 persone e numerosi gruppi e associazioni, elencati alla fine di questo comunicato.

All’appello hanno dato il loro sostegno alcuni tra i maggiori costituzionalisti italiani:

Valerio Onida, Presidente dell’Associazione dei costituzionalisti italiani; Alessandro Pace, già Presidente della stessa associazione;Gaetano Azzariti; Lorenza Carlassare; Mario Dogliani; Gianni Ferrara.

Per approvare il disegno di legge è stata impressa una vistosissima accelerata ai lavori parlamentari Sono previste sedute mattutine, pomeridiane e notturne della Commissione Giustizia del Senato per concludere l’esame di un testo dall’impianto proibizionista e punitivo. E’ indispensabile moltiplicare gli sforzi per rafforzare l’opposizione a questo attentato alle libertà costituzionali.

Invitiamo tutti a a metterci la faccia, alla pagina Facebook http://bit.ly/cVcr10 oppure a firmare in calce all’appello.

La libertà è partecipazione informata”
Al Senato la maggioranza cerca di imporre la Legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.
Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.
Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte
Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog (Art.28).
Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.
Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.

Stefano Rodotà
Fiorello Cortiana
Juan Carlos De Martin
Arturo Di Corinto
Carlo Formenti
Guido Scorza
Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna

  1. 21 Responses to “La porcata sulle intercettazioni…”

  2. By killnut on May 11, 2010

    ..firmato..

  3. By Pisati Gianni on May 11, 2010

    Esprimo il più forte sostegno per l’appello dichiarandomi estremamente preoccupato

  4. By purplerain on May 11, 2010

    IO HO FATTO TUTTO: FIRMATO E COMMENTATO IL SOSTEGNO ALL’APPELLO SU “NOBAVAGLIO.IT”

    ciao darling

  5. By anna on May 11, 2010

    sostengo sottoscrivo e diffondo “http://www.nobavaglio.it/”

  6. By Giacomo Graziani on May 12, 2010

    Bisogna fare muro subito contro il progetto fascista della P2!

  7. By Claudia Spinato on May 14, 2010

    Da tre giorni non si riesce ad accedere al sito….suggerimenti?
    Grazie.

  8. By killnut on May 14, 2010

    Veramente io ho appena fatto un test e si accede tranquillamente..

  9. By killnut on May 14, 2010

    ..39224 persone hanno firmato questo appello…

  10. By killnut on May 14, 2010

    Dal profilo di facebook:
    Abbiamo superato le 7o mila adesioni. Il sito http://www.nobavaglio.it va meglio, ma è sempre sotto stress per l’alto numero di accessi.

    Da Repubblica:
    http://www.repubblica.it/rubriche/la-legge-bavaglio/2010/05/14/news/petizione_web-4061169/

  11. By killnut on May 18, 2010

    - di LIANA MILELLA -

    L’ok al Senato in commissione. Per ascoltare le conversazioni telefoniche saranno necessari gravi indizi di reato. Polemiche perché la Santanché cita la difesa della privacy

    ROMA – Sta per cambiare la storia delle inchieste giudiziarie in Italia. Ormai è solo questione di giorni. Uno strumento fondamentale d’indagine come le intercettazioni non sarà più quello di prima. Si cambia definitivamente pagina. Il primo passo c’è stato ieri sera, al Senato, in commissione Giustizia. In una seduta notturna, e del tutto straordinaria trattandosi di lunedì quando a palazzo Madama di solito non c’è neppure l’ombra di un senatore, con un fortissimo scontro tra maggioranza e opposizione, è passata la totale riscrittura delle regole per registrare una telefonata, mettere una microspia, richiedere un tabulato. Con parole grosse volate tra il dipietrista Luigi Li Gotti e il sottosegretario alla Giustizia Ciacomo Caliendo. E con il tentativo disperato dell’opposizione di rinviare ancora un voto che ormai, dopo decine di interventi, era ormai inevitabile.

    Alle 22, dopo un braccio di ferro durato per tre sedute, è stato votato l’emendamento del governo che riscrive interamente l’articolo 266 del codice di procedura penale. Quello che stabilisce cosa deve fare un pm, cosa deve fare il giudice, quanto può durare un ascolto, quali sono le condizioni per disporlo.

    Il pm dovrà avere in mano “gravi indizi di reato”. È così anche oggi, ma bastano solo quelli, non ci sono altri paletti. Invece, se l’aula del Senato e poi la Camera in terza lettura, dovessero confermare le nuove norme imposte dal governo, accanto ai “gravi indizi” il pm dovrà contare su “specifici atti di indagine” che provino la responsabilità dell’indagato o delle altre persone che si vogliono controllare.

    Come hanno denunciato tutti i più noti magistrati, il riferimento all’articolo 192 dello stesso codice, quello che disciplina la valutazione della prova, comporterà per il pm l’onere di ottenere le pezze d’appoggio contro l’indagato ancora prima di richiedere l’intercettazione dalla quale, invece, dovrebbe venire lo stesso materiale di prova. Ma non basta. Ecco il colpo per tabulati e microspie. Per gli uni e le altre varranno le stesse regole rigide. Niente tabulati, cioè una documentazione che non certo viola la privacy come le intercettazioni pubblicate sui giornali, senza prove preventive. E niente cimici, a meno che il pm non sia certo che proprio in quel luogo non si stia commettendo o non si commetterà un reato.

    A queste si aggiungono altre due zeppe: la durata “breve” e la necessità di rivolgersi non più al solo gip, che magari stava al piano di sotto nello stesso palazzo, ma al tribunale collegiale del capoluogo di distretto. Come ha denunciato l’Anm, una scelta incomprensibile e destabilizzante. Gli ascolti, che oggi possono essere prorogati finché è necessario alle indagini, non potranno superare i 75 giorni, 30 per la prima fase, poi di 15 in 15 giorni con continue richieste di conferma. Ogni volta il pm dovrà mandare le carte ai tre giudici che, per scritto, dovranno confermare il lasciapassare motivandone di loro pugno l’effettiva necessità. Una gara ad ostacoli. Che l’opposizione ha cercato di fermare. Con momenti di pesante polemica, come quando Li Gotti ha gridato a Caliendo: “Lei è davvero ignorante. Se non conosce il codice se lo vada a studiare”. I due litigavano sul rapporto tra gli articoli 266 (intercettazioni) e 295 (ricerca dei latitanti) del codice. Per Li Gotti, cambiato il primo bisogna sistemare il secondo, e c’è il rischio che non si possano più disporre ascolti contro i latitanti. Il secondo la pensava all’opposto. E proprio sulla mafia, che secondo le toghe non potrà più essere investigata come prima dopo la riforma, la pd Donatella Ferranti ha chiesto conto delle dichiarazioni di Daniela Santanché a Mattino5, dove la sottosegretaria ha sostenuto che registrare i colloqui tra i boss e i loro familiari significa violarne la privacy. La Ferranti chiede al governo di “prendere le distanze”. Palazzo Chigi tace.

  12. By killnut on May 20, 2010

    APPELLO AL CAPO DELLO STATO

    Data la gravità della situazione, riteniamo necessario non lasciare nulla di intentato, e vi esortiamo a inviare il seguente messaggio al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere di non firmare il ddl Alfano sulle intercettazioni.

    1) copia il messaggio
    2) clicca sul link https://servizi.quirinale.it/webmail/
    3) incolla il messaggio
    4) inserisci i tuoi dati (impiegherai qualche secondo, ma è per una giusta causa)
    5) clicca su invia
    6) riceverai poi un’email sul tuo indirizzo di posta elettronica dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica: clicca sul link contenuto nell’email per confermare l’invio

    Oggetto: scegliete voi il testo dell’oggetto per evitare che le email vengano bloccate

    ***

    Gentile Presidente Giorgio Napolitano,
    Le scrivo per chiederLe di non promulgare la legge sulle intercettazioni, che, a quanto pare, verrà approvata dal Parlamento in tempi inspiegabilmente rapidi (si tratta realmente di una priorità per il nostro paese?). Ritengo questo provvedimento lesivo del mio diritto di essere informato perché i cittadini hanno il diritto di sapere e di essere correttamente informati! I diritti di espressione e di informazione non possono essere sacrificati in nome della tutela del diritto alla riservatezza. La tutela della privacy non si persegue imbavagliando la stampa e l’editoria, e neppure limitando le intercettazioni perché, così facendo, si ostacola il prezioso lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine nella loro quotidiana lotta alla criminalità. Se effettivamente si vuole regolamentare le intercettazioni, si preveda l’introduzione di una “udienza-filtro”, cioè la possibilità per il magistrato di sottoporre ad un ulteriore stralcio i testi delle intercettazioni e degli altri atti portati a conoscenza delle parti, per secretare quei passaggi che riguardino terze persone estranee all’inchiesta o anche gli stessi indagati, ma per aspetti privati non essenziali all’indagine. Ma non si privi mai l’opinione pubblica del diritto di conoscere e di capire.
    Si sente spesso dire che il Parlamento è lo specchio della società. Bene, lo si sappia chiaramente: moltissimi cittadini, dei più diversi orientamenti politici, considerano il ddl Alfano una vera e propria censura. I nostri rappresentanti politici non possono in alcun modo arrogarsi il diritto di censurare la stampa, perché è l’unico strumento che permette a noi cittadini di verificare il loro operato. Tutta la classe politica italiana deve tenere ben presente che, in democrazia, gli eletti sono tenuti a rendere conto di ciò che fanno agli elettori. E, nelle vesti di amministratori pubblici, i politici hanno il dovere della trasparenza.

    Mi rivolgo quindi a Lei, il garante della Costituzione, affinché a tutti i cittadini italiani vengano assicurati i diritti di espressione e di informazione, quegli stessi diritti che la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha definito prevalenti sul diritto alla riservatezza.
    Cordiali saluti

  13. By killnut on May 21, 2010

    96.000 persone hanno firmato su http://www.nobavaglio.it e 46.000 hanno aderito su Facebook! Stiamo andando forte!

  14. By killnut on Jun 1, 2010

    Ieri notte ho saputo che il ddl ritornava alla commissione giustizia del Senato: andava affinato..
    Ho saputo anche che Fini e Schifani si sono beccati..
    Ho visto poi una Finocchiaro esaltata, affermando di aver raggiunto un passo importante, praticamente una vittoria, dovuta al loro comportamento in parlamento..

    Mi chiedo:
    - ma quale sarebbe la vittoria? Il ddl va buttato nel cesso e tirata la catena. Invece, come temuto e come solitamente si comporta il pd, sembra che al gran baccano debba sempre seguire una supina accettazione di quanto leggermente modificato dal partitodelcomecazzomipare..
    - che farà Fini? Sembra non digerire proprio questa legge, ma…farà anche lui come al solito “tanto rumore per nulla”?
    - quali norme sarebbero da mantenere – e quindi da approvare – del ddl? Domanda credo legittima in quanto non vedo proprio dove sia il bambino..vedo solo acqua assai sporca.

  15. By killnut on Jun 7, 2010

    Da Repubblica 7/6/2010

    Di Carmine Saviano

    ROMA – Appelli. Lettere. Presidi. Prosegue la mobilitazione contro la Legge Bavaglio. Sul web sono oltre 260mila i cittadini che hanno aderito a “Libertà è partecipazione informata”, l’appello lanciato da Stefano Rodotà con giuristi, giornalisti e blogger. E a Repubblica. it continuano ad arrivare foto dei Ragazzi del post-it. Il web è il cantiere delle proteste. In migliaia analizzano da giorni il testo del Ddl sulle intercettazioni. Polemiche sull’emendamento 1707: “Violenza sessuale di lieve entità”. Su Facebook, in 21mila, ne chiedono l’immediata cancellazione.

    L’emendamento 1707. Porta, tra gli altri, la firma di Maurizio Gasparri e di Gaetano Quagliariello, ed è da giorni al centro delle proteste di associazioni, politici e utenti del web. Che lo hanno già ribattezzato “Tutela Pedofili”. Duri i commenti online: “Ecco l’ultima trovata di casa Pdl: niente obbligo di arresto per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali ‘di lieve entità’ verso minori. Denunciamoli e diffondiamo la notizia: è ora di dire basta a questo scempio”. Sulla stessa linea la denuncia delle donne di Italia dei Valori. Che scrivono: “Riteniamo che il concetto di ‘violenza sessuale di lieve entità’ non debba assolutamente entrare nella legislazione che riguarda i reati sessuali in danno di minori”. Il rischio è “l’inevitabile riflesso negativo di questa norma sull’esito dei procedimenti giudiziari”. Per il Pd, “questa norma è un macigno che impedirà l’arresto in flagranza e il processo per direttissima dei pedofili”.

    “Uscite dal Parlamento”. Inizia così la lettera aperta che molti cittadini stanno inviando a Pierluigi Bersani e ad Antonio Di Pietro. Una lettera il cui testo è ripreso da un articolo di Marco Travaglio. Appuntamento il 15 luglio, in piazza Montecitorio a Roma. Dove centinaia di cittadini si dicono “pronti ad incontrare in modo pacifico” il leader dell’Idv e il segretario del Partito Democratico. Ed in molti chiedono alle forze di opposizione un gesto simbolico, “lasciare l’Aula durante i lavori su ddl intercettazioni”. Continuano anche le micro manifestazioni dei viola. Che dopo il presidio a Firenze – durato un’intera settimana – annunciano nuove iniziative. Per oggi: appuntamenti a Roma e a Parma.

    Il lavoro della società civile. Una nuova mobilitazione. Promossa dalla Federazione della Stampa Italiana, da Libertà e Giustizia e da altre associazioni. Che hanno deciso di presentare un esposto comune alla Corte europea per i diritti umani di Strasburgo e di “rivolgere un appello ai giuristi e ai costituzionalisti italiani, affinché formino un collegio di difesa per sostenere chiunque sarà colpito per aver disobbedito ad una legge ingiusta ed incivile”. In cantiere, inoltre, la promozione di “una grande manifestazione nazionale, nei tempi e nei modi che si renderanno necessari qualora questo scellerato ddl dovesse andare all’approvazione”.

  16. By killnut on Jun 7, 2010

    Ho provveduto a stickare il tread perchè è troppo importante e perchè domani va in Senato.

    PER FAVORE FERMATE ‘STA PORCATA!!!!

  17. By killnut on Jun 8, 2010

    Il nano oggi: “La legge è stata ostacolata da toghe e giornalisti ma adesso basta. Il testo che arriva alla Camera non sarà modificato. E questa è una decisione vincolante per il Pdl”. Silvio Berlusconi, davanti all’ufficio di presidenza del Pdl a palazzo Grazioli, “blinda” il testo del ddl sulle intercettazioni e lancia un severo monito ai finiani. Sulle intercettazioni “è stato trovato un punto di equilibrio”, c’è stato “un lungo lavoro di mediazione” all’interno del partito, ma ora “non dobbiamo perdere più tempo e bisogna votarlo senza ulteriori modifiche” taglia corto il Cavaliere. Invitando i fedelissimi a serrare i ranghi. E ammettendo che il testo finale sarà bel lontano da quello che il Cavaliere aveva in mente: “Ammette che nel programma avevamo scritto una cosa dai principi molto più forti, per questo oggi mi sono astenuto al momento del voto. Adesso il testo è stato modificato ma non va più cambiato”. Anche perché, sottolinea il Guardasigilli Angelino Alfano, “nel ddl ci sono i nostri principi”.

    Spero che si faccia una manifestazione permanente contro questa porcata..bisogna mettersi sotto il parlamento..tutti a raccolta..

  18. By killnut on Jun 8, 2010

    I finiani stanno già facendo esercizi per riuscire a piegarsi a 90° nel momento del bisogno..

    Intanto il Cavaliere incassa il via libera di Fini all’ultima versione del ddl. “Sono certo che Berlusconi – dice il presidente della Camera – concordi con me sul fatto che la nuova formulazione del ddl fa sì che esso di certo non contrasti con altri impegni presi con gli elettori: quelli in materia di lotta alla criminalità e di difesa della legalità”. I finiani sono soddisfatti per l’innalzamento da 48 ore a 72 ore l’arco temporale della proroga delle intercettazioni. “L’esame degli emendamenti conferma alcuni passi avanti soprattutto in tema di intercettazioni ambientali, ricusazione e astensione. Positiva è la volontà di superare il limite rigido dei settantacinque giorni anche se serve un’ulteriore riflessione”, afferma il senatore e sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli.

  19. By killnut on Jun 9, 2010

    nobavaglio..202.904 persone hanno firmato questo appello…

  20. By killnut on Jun 10, 2010

    Oggi giovedì 10 giugno dalle 11 in poi tutti davanti al Senato in occasione
    del voto di fiducia sulla legge bavaglio. Passaparola.

  21. By killnut on Jun 11, 2010

    Da Il Fatto quotidiano dell’11 giugno 2010

    Hanno la faccia come il Foglio – Di Marco Travaglio

    Finalmente il bavaglio è passato al Senato. Ora si spera che passi alla svelta pure alla Camera e diventi legge, così vedremo se abbiamo ancora un capo dello Stato (che in teoria non dovrebbe firmare), una Corte costituzionale (che in teoria dovrebbe bocciare), una Costituzione (che in teoria tutelerebbe la libertà d’informazione e la legalità) e una libera stampa (che in teoria dovrebbe far disobbedienza civile). Finalmente tutte le carte sono in tavola. Si vede quant’è rocciosa l’opposizione del Pd, che dopo aver minacciato per giorni l’occupazione dell’aula (“Se non fate i bravi, occupiamo”), non solo non l’ha occupata, ma l’ha addirittura disertata al momento del voto. Forse per evitare di sentirsi ricordare che il bavaglio su intercettazioni e atti d’indagine faceva parte del suo programma elettorale del 2008. Si vede quant’è tetragona la fronda dei finiani, rimessi a cuccia con un piatto di lenticchie. E si vedranno le conseguenze di una legge che, a parole, poteva essere spacciata per il suo contrario: quando si passerà ai fatti, si capirà perché è stata voluta. Con un po’ d’informazione e un po’ di coraggio dei magistrati e delle forze dell’ordine, la suprema porcata potrebbe addirittura diventare la tomba della banda che qualcuno ancora chiama governo. Esattamente come l’indulto del 2006 divenne la tomba dell’Unione: ogni giorno saltava su un magistrato o un poliziotto a raccontare che il tizio arrestato per omicidio, o stupro, o rapina era appena uscito grazie all’indulto, così la gente capiva i danni del “liberi tutti” e la maggioranza che l’aveva votata (assieme a B. e a Piercasinando, ci mancherebbe) ne pagava le conseguenze. Ora, ogni qualvolta un pm dovrà astenersi dal processo per aver detto due parole sull’inchiesta , ogni qualvolta si dovranno interrompere gli ascolti perché il termine massimo di 75 giorni (con proroghe di due alla volta), ogni qualvolta un delitto resterà impunito perché si possono piazzare cimici solo dove si sta commettendo (non più dove si sta progettando o commentando) il reato, magistrati e poliziotti potranno spiegare ai cittadini che il colpevole la farà franca non per colpa loro, ma a norma di legge bavaglio.

    Così chi ha votato per la banda in nome della “sicurezza” e della “tolleranza zero” avrà di che picchiare la testa contro il muro e dirne quattro ai suoi parlamentari preferiti. Basterà leggere le cronache dall’estero per capire che, contrariamente alla propaganda di regime, negli altri paesi si intercetta molto più. Se in Italia, negli ultimi due anni, le intercettazioni sono diminuite, negli Stati Uniti – lo racconta Repubblica – “le intercettazioni telefoniche nelle indagini sono in pieno boom. In 12 mesi sono aumentate del 26%. Escludendo quelle dell’antiterrorismo e per la sicurezza nazionale (che hanno una ‘corsia segreta’ nella National Security Agency), i magistrati Usa l’anno scorso hanno autorizzato intercettazioni per 2.376 inchieste su 268.488 persone”, venti volte quelle intercettate in Italia. Naturalmente, quando le indagini toccano personaggi o vicende di interesse pubblico, i giornali scrivono tutto, com’è appena avvenuto per l’inchiesta sulle truffe di Goldman Sachs e come accadde due anni fa con l’arresto per corruzione del governatore dell’Illinois Rod Blagojevic, fedelissimo a Obama. Arrampicandosi sugli specchi, Il Foglio tenta di sostenere che “sono i fatti che hanno portato alla caduta di Blagojevic, non la loro rappresentazione in intercettazioni”. Già, ma se i giornali non le avessero pubblicate (dopo che il procuratore aveva tenuto una conferenza stampa e distribuito gli atti ai giornalisti), chi li avrebbe conosciuti, i fatti? Per questo da noi si fa la legge bavaglio: i giornalisti potranno riassumere soltanto le ordinanze di arresto ma senza alcun riferimento alle intercettazioni, così i giornalisti non avranno più nulla da riassumere e i cittadini non capiranno più niente. Quando Blagojevic ha detto “ho sbagliato, mi scuso”, voleva dire: ho sbagliato paese.

  22. By killnut on Jun 14, 2010

    Di Saviano:

    Legge bavaglio: ecco perché bisogna fermarla

    La Legge bavaglio non è una legge che difende la privacy del cittadino, al contrario, è una legge che difende la privacy del potere. Non intesa come privacy degli uomini di potere, ma dei loro affari, anzi malaffari. Quando si discute di intercettazioni bisogna sempre affidarsi ad una premessa naturale quanto necessaria. La privacy è sacra, è uno dei pilastri del diritto e della convivenza civile.
    Ma qui non siamo di fronte a una legge che difende la riservatezza delle persone, i loro dialoghi, il loro intimo comunicare. Questa legge risponde al meccanismo mediatico che conosce come funziona l’informazione e soprattutto l’informazione in Italia. Pubblicare le intercettazioni soltanto quando c’è il rinvio a giudizio genera un enorme vuoto che riguarda proprio quel segmento di informazioni che non può essere reso di dominio pubblico. Questo sembra essere il vero obiettivo: impedire alla stampa, nell’immediato, di usare quei dati che poi, a distanza di tempo, non avrebbe più senso pubblicare. In questo modo le informazioni veicolate rimarranno sempre monche, smozzicate, incomprensibili. L’obiettivo è impedire il racconto di ciò che accade, mascherando questo con l’interesse di tutelare la privacy dei cittadini.

    Chiunque ha una esperienza anche minima nei meccanismi di intercettazione nel mondo della criminalità organizzata sa che vengono registrati centinaia di dettagli, storie di tradimenti, inutili al fine dell’inchiesta e nulle per la pubblicazione. Il terrore che ha il potere politico e imprenditoriale è quello di vedere pubblicati invece elementi che in poche battute permettono di dimostrare come si costruisce il meccanismo del potere. Non solo come si configura un reato. Per esempio l’inchiesta del dicembre 2007 che portò alla famosa intercettazione di Berlusconi con Saccà ha visto una quantità infinita di intercettazioni di dettagli privati, di cui in molti erano a conoscenza ma nessuna di queste è stata pubblicata oltre quelle necessarie per definire il contesto di uno scambio di favori tra politica e Rai.

    La stessa maggioranza che approva un decreto che tronca la libertà di informazione in nome della difesa della privacy decide attraverso la Vigilanza Rai di pubblicare nei titoli di coda il compenso degli ospiti e dei conduttori. Sembra un gesto cristallino. E’ il contrario. E non solo perché in una economia di mercato il compenso è determinato dal mercato e non da un calcolo etico. In questo modo i concorrenti della Rai sapranno quanto la Rai paga, quindi il meccanismo avvantaggerà le tv non di Stato. Mediaset potrà conoscere i compensi e regolarsi di conseguenza. Ma la straordinaria notizia che viene a controbilanciare quella assai tragica dell’approvazione della legge sulle intercettazioni è che il lettore, lo spettatore, quando comprende cosa sta accadendo diviene cittadino, ossia pretende di essere informato. Migliaia di persone sono indignate e impegnate a mostrare il loro dissenso, la volontà e la speranza di poter impedire che questa legge mutili per sempre il rapporto che c’è tra i giornali e i suoi lettori: la voglia di capire, conoscere, farsi un’opinione. Non vogliamo essere privati di ciò. Mandare messaggi ai giornali, mostrarsi imbavagliati, non sono gesti facili, scontati. Non sono gesti che permettono di sentirsi impegnati. Sono la premessa dell’impegno. L’intento d’azione è spesso l’azione stessa. Il dichiararsi non solo contrari in nome della possibilità di critica ma preoccupati che quello che sta accadendo distrugga uno strumento fondamentale per conoscere i fatti. La legge che imbavaglia, viene contrastata da migliaia di voci. Voci che dimostrano che non tutto è concluso, non tutto è determinabile dal palinsesto che viene dato agli italiani quotidianamente. Ogni persona che in questo momento prende parte a questa battaglia civile, sta permettendo di salvare il racconto del paese, di dare possibilità al giornalismo — e non agli sciacalli del ricatto — di resistere. In una parola sta difendendo la democrazia.

    ©2010 Roberto Saviano/ Agenzia Santachiara

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