No al Nucleare: sabato 26 giugno 2010, ore 18, Casetta Rossa (Garbatella)

June 21st, 2010 Posted by killnut in Ecologia, eventi

Vi segnalo questo appuntamento dove si parlerà sul nucleare (nel caso vogliate farvi un’idea..).

Ve lo segnalo anche perché si svolge a Casetta Rossa, un luogo che mi sembra davvero interessante..Davide permettendo vorrei passarci!

I riferimenti per arrivarci: Via Giovanni Battista Magnaghi, 14 - 00154 Roma – Tel. 06 5130409

Eccovi l’invito per la discussione sul nucleare:

Greenpeace Roma, Mondo senza Guerra e senza Violenza e gli Amici di Beppe Grillo di Roma sono lieti di presentare l’incontro

Insieme per dire NO AL NUCLEARE.

interverranno:
Giuseppe Onufrio – direttore esecutivo Greenpeace Italia
Giuletto Chiesa – giornalista, esperto di geo-politica
Giovanni Ghirga – medico per l’ambiente

a seguire aperitivo/cena tutti insieme

vi aspettiamo!!!

  1. One Response to “No al Nucleare: sabato 26 giugno 2010, ore 18, Casetta Rossa (Garbatella)”

  2. By killnut on Jun 22, 2010

    Trovo su fb e ve lo posto:

    In attesa di esaminare domani il ricorso presentato da molte Regioni, la Corte Costituzionale ha bocciato una parte sostanziale del decreto legge che sanciva il ritorno dell’Italia al nucleare. E’ stato disintegrato nel silenzio totale dei maggiori media.

    La sentenza è la numero del 9 giugno 2010. Essa ha cancellato, in quanto incostituzionale, il quarto articolo della legge numero 102 del 3 agosto 2009: il ritorno al nucleare, appunto.

    Il nodo dell’incostituzionalità, tagliando con l’accetta: si è fatto per l’atomo un provvedimento urgente (un decreto legge, un pacchetto anti-crisi e per lo sviluppo) affidandone l’esecuzione a capitali privati, che sono per natura incerti: è una cosa inconciliabile con l’urgenza stessa.

    Il quarto articolo del decreto legge sul nucleare diceva in sostanza tre cose.

    Primo, che la costruzione delle centrali nucleari era faccenda urgente e indispensabile. Secondo, che essa sarebbe stata realizzata con capitali privati, o prevalentemente privati. Terzo, che il Governo avrebbe potuto istituire commissari straordinari con poteri esclusivi e totali a proposito dell’ubicazione delle centrali.

    La questione della costituzionalità di questo articolo era stata sollevata dalle Regioni Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e dalla Provincia autonoma di Trento.

    La suprema corte ha appunto stabilito che l’urgenza delle centrali nucleari non si concilia con il ricorso ai capitali privati per costruirle: un’azienda investe dove e quando le conviene, non al comando di un decreto legge.

    Dice la sentenza: “trattandosi di iniziative di rilievo strategico, ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato, della realizzazione delle opere medesime”.

    Dunque, se lo Stato non si muove in prima persona, le centrali nucleari non sono poi così urgenti. E di conseguenza “non c’è motivo di sottrarre alle Regioni la competenza nella realizzazione degli interventi”.

    Domani, 22 giugno, la Corte Costituzionale si pronuncerà sul ricorso più famoso contro il ritorno al nucleare: quello promosso da 11 Regioni, anche se recentemente il Piemonte di Cota ha fatto dietrofront.

    Questo ricorso verte sulla mancata previsione della necessità di un’intesa con le Regioni e gli enti locali a proposito dell’ubicazione delle centrali nucleari.

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