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	<title>Coffee Farm &#187; Travaglio</title>
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		<title>Le fughe di notizie e le notizie in fuga..</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 09:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killnut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[berluska]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera Marco Travaglio ha &#8211; per fortuna &#8211; riportato un po&#8217; di ordine nell&#8217;informazione italiana. Prima di lui &#8211; e a dire il vero anche prima di Bruti liberati &#8211; sembrava che il fatto rilevante non fosse che l&#8217;Italia ha un presidente del consiglio indagato per prostituzione minorile e concussione, ma piuttosto il (presunto) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera Marco Travaglio ha &#8211; per fortuna &#8211; riportato un po&#8217; di ordine nell&#8217;informazione italiana.</p>
<p>Prima di lui &#8211; e a dire il vero anche prima di Bruti liberati &#8211; sembrava che il fatto rilevante non fosse che l&#8217;Italia ha un presidente del consiglio indagato per prostituzione minorile e concussione, ma piuttosto il (presunto) reato commesso dai magistrati di Milano che avevano fatto pubblicare 4 intercettazioni del cav. pompetta.</p>
<p>Le balle, insomma, erano state talmente costruite ad arte che non in pochi ci stavano credendo.</p>
<p>Naturalmente i paladini del nano si possono trovare anche in quella specie di partito lecca-culo del pd, dove gli immancabili Violante e La Torre si sono distinti per lo sdegno verso simili reati.</p>
<p>(..c&#8217;è da augurarsi che qualcuno avverta quelli del pd che se verranno ripresentati come politici esseri come i due sopra menzionati, difficilmente risulteranno credibili di fronte all&#8217;elettorato..)</p>
<p>Per fortuna &#8211; dicevamo &#8211; è intervenuto Travaglio che nella puntata di Annozero di ieri ha rimesso i puntini sulle i. Eccovi la trascrizione dell&#8217;intervento (che potete anche ascoltare e vedere <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-83fda5df-8615-40c4-9cfe-34f8f489ae74-annozero.html#p=0">qui</a>).</p>
<p><span id="more-1676"></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">L&#8217;altro ieri i giornali e le TV di tutto il mondo annunciavano la </span><strong><span style="color: #0000ff;">p</span></strong><strong><span style="color: #0000ff;">rima udienza del processo Ruby</span></strong><span style="color: #0000ff;">, primo caso nella storia dell&#8217;Universo di un Presidente del Consiglio imputato di prostituzione minorile e concussione e intanto in Italia i giornali e le TV di cosa parlavano? Di un reato commesso dai magistrati di Milano che hanno fatto trascrivere quattro intercettazioni della Papi-girls con Berlusconi, poi pubblicate dal Corriere della Sera e dall&#8217;Espresso: sdegno unanime dei politici, non solo </span><strong><span style="color: #0000ff;">Cicchitto, Quagliarello, Brambilla, Santanché e </span></strong><span style="color: #0000ff;">quindi</span><strong><span style="color: #0000ff;"> Sallusti</span></strong><span style="color: #0000ff;"> ma anche quelli del partito democratico come Violante, La Torre, Zanda e persino Fini.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Vuoi vedere che la Boccassini è impazzita, si è messa a intercettare un parlamentare come Berlusconi, </span><strong><span style="color: #0000ff;">violando la Costituzione</span></strong><span style="color: #0000ff;"> e poi, invece di mangiarsi subito quelle bobine, le ha trascritte e le ha passate al Corriere? E subito quindi riforma epocale della Giustizia, responsabilità civile, prescrizione breve, processo breve, processo lungo, </span><strong><span style="color: #0000ff;">purché non sia un processo normale</span></strong><span style="color: #0000ff;"> poi va bene.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Succede sempre così ogni volta che parte un processo al Cavaliere; nel dicembre 2002 c&#8217;era il processo Imi Sir Mondadori e per sputtanare i magistrati di Milano, Panorama e il Giornale rivelano che la Boccassini ha incontrato in gran segreto a Lugano i colleghi Castresana,spagnolo, Del Ponte, svizzera e Paciotti, italiana, </span><strong><span style="color: #0000ff;">per concordare addirittura l&#8217;arresto di Berlusconi</span></strong><span style="color: #0000ff;"> poi si scopre che i quattro insieme non si erano mai visti in vita loro, né a Lugano né altrove ma naturalmente nessuno chiede scusa.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Nel gennaio 2003 si spera che la Cassazione sposti la </span><strong><span style="color: #0000ff;">competenza da Milano a Brescia</span></strong><span style="color: #0000ff;"> e alla vigilia, Studio Aperto spara un altro scoop sensazionale: i giudici del processo Imi Sir e Mondadori hanno appeso nella loro bacheca una foto di Previti con una frase di Platone contro i tiranni, ecco la prova che sono prevenuti; TG 1 e giornali riprendono la notiziona poi si scopre che </span><strong><span style="color: #0000ff;">la foto non è nell&#8217;ufficio dei giudici</span></strong><span style="color: #0000ff;"> ma nella stanza di una cancelliera che l&#8217;ha appesa lì perché in quella foto era ripresa pure lei accanto a Previti durante il processo e la frase di Platone non c&#8217;entra niente con Previti, stava lì da dodici anni e non è un&#8217;invettiva contro i tiranni e ora ci risiamo.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Dicono che la Procura di Milano ha violato la legge e la Costituzione con quelle telefonate di Berlusconi infatti il Giornale, il giorno del processo a Berlusconi titolava “</span><strong><em><span style="color: #0000ff;">Processate la Boccassini</span></em></strong><span style="color: #0000ff;">”; poi il Procuratore Bruti Liberati ha spiegato che era l&#8217;ennesima bufala, una roba da far impallidire il campo da golf e il premio Nobel all&#8217;Isola di Lampedusa; che cosa è successo a Milano? L&#8217;estate scorsa, quando l&#8217;indagine su Ruby è appena agli inizi, vengono intercettate alcune ragazze che parlano con il premier.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">La polizia, come sempre avviene in questi casi, fa dei brogliacci, riassume le conversazioni e trascrive le frasi che possono avere rilevanza penale così la Procura le valuta e intanto i magistrati usano quei brogliacci per chiedere al Gip di prorogare quelle intercettazioni dei telefoni delle ragazze poi, </span><strong><span style="color: #0000ff;">per uno scrupolo garantista che va oltre la legge</span></strong><span style="color: #0000ff;">, ordinano agli agenti di coprire d&#8217;ora in poi con gli omissis ogni dialogo in cui compaia la voce del Premier, restano soltanto i file audio.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"> Se poi, alla fine, la Procura deciderà di usarli per processare Berlusconi, dovrà farli trascrivere tutti da un consulente tecnico, mandarli alla Camera </span><strong><span style="color: #0000ff;">e chiedere l&#8217;autorizzazione a utilizzarli </span></strong><span style="color: #0000ff;">contro Berlusconi, invece, alla fine, quando la Procura tira le somme del processo immediato, i Pm Boccassini, Forno e Sangermano decidono che hanno già abbastanza roba su Berlusconi e quelle intercettazioni sono superflue e quindi non le mandano alla Camera e non le allegano agli atti del processo ma nemmeno le distruggono perché </span><strong><span style="color: #0000ff;">potrebbero essere utili nell&#8217;altro processo</span></strong><span style="color: #0000ff;">, quello alla Minetti, a Mora e a Fede dove possono essere usate le intercettazioni senza nessun permesso della Camera.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Intanto però </span><strong><span style="color: #0000ff;">bisogna avvertire gli avvocati di Berlusconi</span></strong><span style="color: #0000ff;"> che ci sono quei brogliacci e quei nastri con la voce di Berlusconi; vedi mai che Ghedini e Longo ritengano che siano utili alla difesa quelle carte oppure magari un domani le scoprono fra le carte dell&#8217;altro processo e accusano i magistrati </span><strong><span style="color: #0000ff;">di averle imboscate per ledere i diritti del loro cliente</span></strong><span style="color: #0000ff;"> e così, in ossequio alla legge, la Procura deposita i brogliacci e tutti i file audio ai difensori di Berlusconi che sono gli unici, oltre ai Magistrati, ad averli e lì, guarda caso, finiscono al Corriere della Sera che li pubblica proprio alla vigilia del processo accusando la Procura di avere sbagliato perché, dice il Corriere, </span><strong><span style="color: #0000ff;">quelle conversazioni non andavano nemmeno trascritte.</span></strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Scandalo per la fuga di notizie e la </span><strong><span style="color: #0000ff;">violazione del segreto</span></strong><span style="color: #0000ff;"> ma non c&#8217;è nessuna violazione del segreto, né da parte di chi ha passato le carte al Corriere né del Corriere che le ha pubblicate, perché una volta depositate agli avvocati, le carte non sono più segrete.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Si ripete esattamente </span><strong><span style="color: #0000ff;">il copione del &#8217;94</span></strong><span style="color: #0000ff;">, ricordate, Berlusconi era a Napoli, fu avvisato dai Carabinieri che era sotto inchiesta per corruzione della Guardia di Finanza e subito dopo lo seppe il Corriere e così l&#8217;indomani, mentre tutto il mondo parlava del Premier italiano indagato per corruzione, </span><strong><span style="color: #0000ff;">in Italia si parlava della violazione del segreto</span></strong><span style="color: #0000ff;"> che non era un segreto perché Berlusconi, indagato, lo sapeva già.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">L&#8217;altro ieri il replay, si monta uno scandalo che non esiste, il</span><strong><span style="color: #0000ff;">Procuratore Bruti Liberati dimostra che è tutto regolare</span></strong><span style="color: #0000ff;"> anzi spiega che il deposito delle telefonate a Berlusconi non è per tutelare i magistrati ma proprio per tutelare i diritti di difesa del Premier, del resto se la Procura voleva farle uscire legalmente quelle intercettazioni, le avrebbe inviate alla Camera a gennaio insieme alla richiesta di autorizzazione a </span><strong><span style="color: #0000ff;">perquisire il ragionier Spinelli</span></strong><span style="color: #0000ff;"> così i deputati le avrebbero passate ai giornali e sarebbe uscito tutto.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Insomma, una mossa garantista viene scambiata per </span><strong><span style="color: #0000ff;">un agguato delle toghe rosse a Silvio</span></strong><span style="color: #0000ff;">; ma proprio a questo serve la macchina delle bufale, il dito indica la luna e tutti guardano il dito e della luna nessuno se ne occupa ed è un peccato perché è molto interessante questa luna; da quelle quattro telefonate risulta che fin dal primo agosto, quattro mesi prima di essere indagato e appena tre settimane dopo l&#8217;interrogatorio di Ruby,</span><strong><span style="color: #0000ff;">già Berlusconi sapeva dell&#8217;inchiesta </span></strong><span style="color: #0000ff;">e si attivava per raccogliere testimonianze sull&#8217;età di Ruby, prometteve soldi, anzi benzina, a una ragazza che era rimasta a secco, tramite il solito ragionier Spinelli, prometteva un posto in Parlamento alla Minetti e alla Polanco un provino al Bagaglino e una scrittura a </span><strong><span style="color: #0000ff;">Mediaset</span></strong><span style="color: #0000ff;">.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">E chi convocava le ragazze a testimoniare nelle indagini difensive di di Ghedini? Lo studio Ghedini come direbbe la legge? No, </span><strong><span style="color: #0000ff;">le convocava la segretaria di Berlusconi </span></strong><span style="color: #0000ff;">che già che c&#8217;era suggeriva anche cosa dire “</span><em><span style="color: #0000ff;">costruire e verbalizzare la normalità delle serate del presidente Berlusconi”</span></em><span style="color: #0000ff;">.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Ora, qualche maligno potrebbe anche sospettare un caso di</span><strong><span style="color: #0000ff;">inquinamento probatorio</span></strong><span style="color: #0000ff;">, roba che se la fa un cittadino normale finisce in galera seduta stante invece, per fortuna, Berlusconi niente.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Le toghe rosse sono proprio prevenute con lui: lo trattano troppo bene.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>..a calci in culo a lavorare..!!!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 16:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killnut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[il Fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito (Anti)Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[..roba da non crederci.. Se non lo leggevo non ci avrei mai creduto. Invece il buon Travaglio su Il Fatto quotidiano è riuscito a sputtanarli un&#8217;altra volta.. Voi vi chiederete chi? Ma è ovvio, quelli del partito (anti)democratico. Credo che non ci siano più aggettivi, sostantivi per definirli. Potrei dilungarmi, ma credo che le parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>..roba da non crederci..<br />
Se non lo leggevo non ci avrei mai creduto.<br />
Invece il buon Travaglio su Il Fatto quotidiano è riuscito a sputtanarli un&#8217;altra volta..<br />
Voi vi chiederete chi?<br />
Ma è ovvio, quelli del partito (anti)democratico.<br />
Credo che non ci siano più aggettivi, sostantivi per definirli.</p>
<p>Potrei dilungarmi, ma credo che le parole di Travaglio siano certamente più chiare ed incisive di quelle che potrei trovare io.</p>
<h2><strong>Pd, l&#8217;inciucio colpisce ancora</strong></h2>
<h3>Il Pd manifesta in piazza contro il decreto salva-liste, riesce a farlo cadere in Parlamento, ma poi fa marcia indietro. E vota una legge che lo ripesca con Pdl e Lega. L&#8217;opposizione che si oppone dura meno di 24 ore.</h3>
<p>di Marco Travaglio</p>
<p>da il <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2473802&amp;title=2473802">blog</a> de Il Fatto quotidiano</p>
<p><span id="more-1009"></span><em>Siore e siori</em>, sempre più difficile! Pur di non opporsi, l’opposizione all’italiana chiamata <em>Pd</em> s’è prodotta ieri in un triplo salto mortale carpiato con avvitamento e scappellamento a destra, un numero mai riuscito né provato prima d&#8217;ora. Ricordate il decreto salva-liste che sanava<em> ex post </em>le illegalità nella presentazione delle liste<em>Pdl</em> a Milano e Roma? Bene, era illegale, incostituzionale e inutile. Illegale perché una legge del 1988 vieta i decreti in materia elettorale (onde evitare il rischio che si voti con una regola e poi, se il decreto non viene convertito in legge, quella regola decada dopo il voto e si debba tornare alle urne). Incostituzionale perché sanava solo le irregolarità di alcune liste e non di altre e perché cambiava le regole del gioco a partita iniziata. Inutile perché modificava per via parlamentare una legge regionale. Incuranti di questi dettagliucci, i presidenti del Consiglio e della Repubblica lo firmarono a piè fermo. Il <em>Pd </em>gridò allo scandalo (ma solo per la firma di <strong>Berlusconi</strong>: quella di <strong>Napolitano</strong> era ottima e abbondante), annunciò la fine del &#8220;dialogo sulle riforme&#8221;, portò la gente in piazza del Popolo a protestare contro l’atto eversivo.</p>
<p>Motivazione ufficiale, fremente di sdegno: &#8220;Se il governo indossa gli anfibi e scende in piazza con attacchi violenti contro le istituzioni, noi non restiamo certo in pantofole&#8221;. Qualcuno, chiedendo scusa alle signore, parlò financo di regime. Non contenti, due giorni fa i piddini organizzarono un’imboscata per affossare il decreto alla Camera, bocciandone la conversione in legge grazie alle consuete assenze nella maggioranza e alle inconsuete presenze nell’opposizione. Un miracolo mai accaduto prima: l’opposizione più stracciacula della storia dell’umanità riesce a mandar sotto il governo, senza sopperire con le proprie assenze – come invece era accaduto sulla mozione anti-Cosentino e sullo scudo fiscale – a quelle endemiche del centrodestra. Ma niente paura: l’illusione di un’opposizione che si oppone è durata l’<em>espace d’un matin</em>.</p>
<p>Ieri il <em>Pd</em>, sgomento per l’inatteso e involontario successo, s’è subito pentito. Ha riposto gli anfibi, ha recuperato le pantofole di peluche ed è tornato al suo passatempo preferito: l’inciucio. Tenetevi forte, perché la notizia è grandiosa: onde evitare di invalidare le elezioni regionali appena tenute in base al decreto ormai defunto, la maggioranza più comica della storia ha presentato in fretta e furia una leggina per salvare gli effetti del decreto medesimo, ribattezzata dai magliari di Palazzo Chigi &#8220;legge salva-effetti&#8221;, e sbrogliare il gran casino creato dal <strong>Banana</strong> con la partecipazione straordinaria di Napolitano.</p>
<p>Così il decreto, cacciato dalla porta, è rientrato dalla finestra in meno di 24 ore. A quel punto qualunque persona sana di mente avrebbe mantenuto le posizioni di partenza: la maggioranza pro-decreto avrebbe detto sì alla salva-effetti, l’opposizione anti-decreto avrebbe detto no. E infatti l’<em>Idv</em> ha detto no e perfino l’<em>Api</em> di Rutelli s’è astenuta. Indovinate come ha votato il<em> Pd</em>? A favore (a parte <strong>Furio Colombo </strong>e poche altre persone serie), a braccetto col <em>Pdl </em>e la Lega. Ne saranno felici le migliaia di persone che si erano fatte convincere a calzare gli anfibi e a scendere in piazza del Popolo contro &#8220;l’attacco violento alle istituzioni&#8221;.</p>
<p>Era tutto uno scherzo. Il<em> Pd </em>era contro il decreto, ma non contro i suoi effetti. Tant’è che ieri ha contribuito a ripescarli. Un voto del tutto inutile, vista la maggioranza bulgara Pdl-Lega, ma comunque indicativo dell’amorevole trepidazione con cui i diversamente concordi del <em>Pd </em>seguono le porcate del Banana. Lui li insulta e loro lo salvano anche se lui non vuole. Per questo sbaglia il capogruppo dell’<em>Idv</em> <strong>Massimo Donadi </strong>quando afferma che non si tratta comunque di inciucio &#8220;perché il Pd non ha avuto nulla in cambio&#8221;. Gli inciuci dei centrosinistri col Banana sono sempre a senso unico: lui ci guadagna, quelli ci perdono. E’ un <em>do ut des </em>senza <em>des</em>. Ma quelli continuano. Si divertono così.</p>
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		<title>Raiperunanotte..giovedì 25 marzo 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 10:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killnut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Annozero]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo che ormai si sappia: il 25 marzo 2010 nonostante il nano, nonostante la concussione e la violenza messe in atto per chiudere tutti i programmi della Rai di informazione politica, andrà in onda sul WEB Raiperunanotte. Naturalmente è tutto organizzato per far conoscere ai cittadini meno informati cosa è successo ultimamente in Italia, ovviando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.raiperunanotte.it/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-939" title="raiperunanotte" src="http://www.coffeefarm.it/wp-content/uploads/2010/03/raiperunanotte-211x300.jpg" alt="raiperunanotte" width="211" height="300" /></a></p>
<p>Credo che ormai si sappia: il 25 marzo 2010 nonostante il nano, nonostante la concussione e la violenza messe in atto per chiudere tutti i programmi della Rai di informazione politica, andrà in onda sul WEB Raiperunanotte.</p>
<p>Naturalmente è tutto organizzato per far conoscere ai cittadini meno informati cosa è successo ultimamente in Italia, ovviando alle distorte notizie che il nostro nano va dando ad ogni occasione.</p>
<p>Essendo un evento fuori da ogni schema (non c&#8217;è naturalmente la rai a produrlo..) è necessario contribuire con una donazione (di € 2,5) affinchè si raggiunga l&#8217;importo necessario per produrre l&#8217;evento.</p>
<p>Se vi interessa, perdete un paio di minuti e donate anche voi: il link per donare è <a href="https://www.paypal.com/it/cgi-bin/webscr?cmd=_flow&amp;SESSION=aiu_zXD3MdngUCLcWS0OUmP0HzWqpnawaALmmamlVqqqrdPdiLAkkmLFd80&amp;dispatch=5885d80a13c0db1f059ee17e99acf195b5f3a4b6a78dddb43ff8dd61b662c86b">questo</a> oppure andate su <a href="www.raiperunanotte.it">www.raiperunanotte.it</a>.</p>
<p><span id="more-938"></span></p>
<p>Vi riporto qui di seguito la presentazione tratta dal sito:</p>
<p>L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.<br />
Per questo la Fnsi &#8211; Federazione Nazionale della Stampa Italiana &#8211; ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.</p>
<p>Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.</p>
<p>La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai &#8211; metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.</p>
<p>Presto sarà online l’elenco completo degli ospiti che interverranno a Raiperunanotte</p>
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		<title>Non c&#8217;è proprio nulla da ridere&#8230;.</title>
		<link>http://www.coffeefarm.it/2010/03/16/non-ce-proprio-nulla-da-ridere/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 12:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killnut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Travaglio]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo tread ce lo avevo in mente da un po&#8217;..di quelli &#8220;per non dimenticare&#8220;.. Questo tread &#8211; mi dicevo &#8211; devo scriverlo per ogni volta che qualcuno (di orientamento destrorso o &#8220;agnostico&#8221;) mette su un sorriso quando si parlava del nano.. Il titolo deriva da tutte quelle situazioni in cui ho pensato &#8220;non c&#8217;è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo tread ce lo avevo in mente da un po&#8217;..di quelli &#8220;<strong>per non dimenticare</strong>&#8220;..<br />
Questo tread &#8211; mi dicevo &#8211; devo scriverlo per ogni volta che qualcuno (di orientamento destrorso o &#8220;agnostico&#8221;) mette su un sorriso quando si parlava del nano..<br />
Il titolo deriva da tutte quelle situazioni in cui ho pensato &#8220;non c&#8217;è un cazzo da ridere&#8230;&#8221;</p>
<p>Poi l&#8217;altro giorno Travaglio mi ha dato una mano..e che mano.<br />
Tutte le leggi ad personam che il nano ha emanato: non sono poche..</p>
<p>Da il Fatto Quotidiano del 13 marzo 2010</p>
<p><strong>37 porcate ad personam </strong>di Marco Travaglio</p>
<p><span id="more-917"></span></p>
<p>Con il cosiddetto “legittimo impedimento” sale a 37 il numero dei provvedimenti ad personam varati dal 1994, cioè dall’entrata in politica di Silvio Berlusconi, contando soltanto quelli di cui si sono giovati personalmente il premier o una delle sue aziende.<br />
<strong> 1. Decreto Biondi (1994)</strong>. Approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere (trasformata al massimo in arresti domiciliari) per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+) e sono pronte le richieste di arresto per i manager che hanno pagato le tangenti. Il decreto impedisce cioè di arrestare i responsabili e provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Pierr Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina). Il pool di Milano si autoscioglie. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità. Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi.<br />
<strong> 2. Legge Tremonti (1994)</strong>. Il decreto n. 357 approvato dal Berlusconi I il 10 giugno 1994 detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”.La neonata società Mediaset (che contiene le tv Fininvest scorporate dal resto del gruppo in vista della quotazione in Borsa) utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” Tremonti che fa dire alla legge Tremonti il contrario di ciò che diceva, estendendo il concetto di beni strumentali a quelli immateriali e il concetto di beni nuovi a quelli vecchi già usati all’estero.<br />
<strong> 3. Legge Maccanico (1997)</strong>. In base alla sentenza della Consulta del 7 dicembre 1994, la legge Mammì che consente alla Fininvest di possedere tre reti tv sull’analogico terrestre è incostituzionale: la terza, presumibilmente Rete4, dev’essere spenta ed eventualmente passare sul satellite, entro il 28 agosto 1996. Ma il ministro delle Poste e telecomunicazioni del governo Prodi I, Antonio Maccanico, concede una proroga fino al 31 dicembre 1996 in attesa della legge “di sistema”. A fine anno, nulla di fatto per la riforma e nuova proroga di altri sei mesi. Il 24 luglio 1997, ecco finalmente la legge Maccanico: gli editori di tv, come stabilito dalla Consulta, non potranno detenere più del 20% delle frequenze nazionali disponibili, dunque una rete Mediaset è di troppo. Ma a far rispettare il tetto dovrà provvedere la nuova Authority per le comunicazioni (Agcom), che potrà entrare in azione solo quando esisterà in Italia “un congruo sviluppo dell’utenza dei programmi televisivi via satellite o via cavo”. Che significhi “congruo sviluppo” nessuno lo sa, così Rete4 potrà seguitare a trasmettere sine die in barba alla Consulta.<br />
<strong> 4. D’Alema salva-Rete4 (1999)</strong>. La neonata Agcom si mette all’opera solo nel 1998, presenta il nuovo piano per le frequenze tv e bandisce la gara per rilasciare le 8 concessioni televisive nazionali. Rete4, essendo “eccedente” rispetto alla Maccanico, perde la concessione; al suo posto la vince Europa7 di Francesco Di Stefano. Ma il governo D’Alema, nel 1999, concede a Rete4 una “abilitazione provvisoria” a seguitare a trasmettere senza concessione, così per dieci anni Europa7 si vedrà negare le frequenze a cui ha diritto per legge.<br />
<strong> 5. Gip-Gup (1999)</strong>. Berlusconi e Previti, imputati per corruzione di giudici romani (processi Mondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir), vogliono liberarsi del gip milanese Alessandro Rossato, che ha firmato gli arresti dei magistrati corrotti e degli avvocati Fininvest Pacifico e Acampora, ma ha pure disposto l’arresto di Previti (arresto bloccato dalla Camera, a maggioranza Ulivo). Ora spetta a Rossato, in veste di Gup, condurre le udienze preliminari dei tre processi e decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura di Milano. Udienze che iniziano nel 1999. Su proposta dell’on. avv. Guido Calvi, legale di Massimo D’Alema, il centrosinistra approva una legge che rende incompatibile la figura del gip con quella del gup: il giudice che ha seguito le indagini preliminari non potrà più seguire l’udienza preliminare e dovrà passarla a un collega, che ovviamente non conosce la carte e perderà un sacco di tempo. Così le udienze preliminari Imi-Sir e Sme, già iniziate dinanzi a Rossato, proseguono sotto la sua gestione e si chiuderanno a fine anno con i rinvii a giudizio degli imputati. Invece quella per Mondadori, non ancora iniziata, passa subito a un altro giudice, Rosario Lupo, che proscioglie tutti gli imputati per insufficienza di prove (poi, su ricorso della Procura, la Corte d’appello li rinvierà a giudizio tutti, tranne uno: Silvio Berlusconi, dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche).<br />
<strong> 6. Rogatorie (2001)</strong>. Nel 2001 Berlusconi torna a Palazzo Chigi e fa subito approvare una legge che cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamente quelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti &amp; C. Da mesi i legali suoi e di Previti chiedono al tribunale di Milano di cestinare quei bonifici bancari svizzeri perché mancano i numeri di pagina, o perché si tratta di fotocopie senza timbro di conformità, o perchè sono stati inoltrati direttamente dai giudici elvetici a quelli italiani senza passare per il ministero della Giustizia. Il Tribunale ha sempre respinto quelle istanze. Che ora diventano legge dello Stato. Con la scusa di ratificare la convenzione italo-svizzera del 1998 per la reciproca assistenza giudiziaria (dimenticata dal centrosinistra per tre anni), il 3 ottobre 2001 la Cdl vara la legge 367 che stabilisce l’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non siano “in originale” o “autenticati” con apposito timbro, che siano giunti via fax, o via mail o brevi manu o in fotocopia o con qualche vizio di forma. Anche se l’imputato non ha mai eccepito sulla loro autenticità, vanno cestinati. Poi, per fortuna, i tribunali scoprono che la legge contraddice tutte le convenzioni internazionali ratificate dall’Italia e tutte le prassi seguite da decenni in tutta Europa. E, siccome quelle prevalgono sulle leggi nazionali, disapplicano la legge sulle rogatorie, che resterà lettera morta.<br />
<strong> 7. Falso in bilancio (2002)</strong>. Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio, il 28 settembre 2001 la sua maggioranza approva la legge-delega numero 61 che incarica il governo di riformare i reati societari. Il che avverrà all’inizio del 2002 con i decreti delegati che: abbassano le pene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione più breve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodia cautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela del socio o del creditore; depenalizzano alcune fattispecie di reato (come il falso nel bilancio presentato alle banche); fissano amplissime soglie di non punibilità (per essere reato, il falso in bilancio dovrà superare il 5% del risultato d’esercizio, l’1% del patrimonio netto, il 10% delle valutazioni. Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati: o perché manca la querela dell’azionista (B. non ha denunciato B.), o perché i falsi non superano le soglie (“il fatto non è più previsto dalla legge come reato), o perché il reato è ormai estinto grazie alla nuova prescrizione-lampo.<br />
<strong> 8. Mandato di cattura europeo (2001)</strong>. Unico fra quelli dell’Unione europea, il governo Berlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione. Secondo “Newsweek”, Berlusconi “teme di essere arrestato dai giudici spagnoli” per l’inchiesta su Telecinco. L’Italia otterrà di poter recepire la norma comunitaria soltanto dal 2004.<br />
<strong> 9. Il governo sposta il giudice (2001)</strong>. Il 31 dicembre, mentre gli italiani festeggiano il Capodanno, il ministro della Giustizia Roberto Castelli, su richiesta dei difensori di Previti, nega contro ogni prassi la proroga in Tribunale al giudice Guido Brambilla, membro del collegio che conduce il processo Sme-Ariosto, e dispone la sua “immediata presa di possesso” presso il Tribunale di sorveglianza dov’è stato trasferito da qualche mese, senza poter completare i dibattimenti già avviati. Così il processo Sme dovrebbe ripartire da zero dinanzi a un nuovo collegio. Ma poi interviene il presidente della Corte d’appello con una nuova “applicazione” di Brambilla in Tribunale fino a fine anno.<br />
<strong> 10. Cirami (2002)</strong>. I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loro processi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribile prevenzione contro di loro. E, per oliare meglio il meccanismo, reintroducono il vecchio concetto di “legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico , vigente un tempo, quando i processi scomodi traslocavano nei “porti delle nebbie” per riposarvi in pace.  E’ la legge Cirami n. 248, approvata definitivamente il 5 novembre 2002. Ma nemmeno questa funziona: la Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.<br />
<strong> 11. Lodo Maccanico-Schifani (2003)</strong>. Le sentenze Sme e Mondadori si avvicinano. Su proposta del senatore della Margherita Antonio Maccanico, il 18 giugno 2003 la Cdl approva la legge 140, primo firmatario Renato Schifani, che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.<br />
<strong> 12. Ex Cirielli (2005)</strong>. Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli (misconosciuta dal suo stesso proponente), che riduce la prescrizione per gli incensurati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per compierli). La legge porta i reati prescritti da 100 a 150 mila all’anno, decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e annienta il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).<br />
<strong> 13. Condono fiscale (2002)</strong>. La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il condono tombale. Berlusconi giura che non ne faranno uso né lui né le sue aziende. Invece Mediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena 1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.<br />
<strong> 14. Condono per i coimputati (2003)</strong>. Col decreto 143 del 24 giugno 2003, presunta “interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso a commettere i reati”, anche se non hanno firmato la dichiarazione fraudolenta. Cioè il governo Berlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutato a evadere con fatture false o gonfiate.<br />
<strong> 15. Pecorella (2006)</strong>. Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi teme che in appello gli vengano revocate, con conseguente condanna. Così il suo avvocato Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, fa approvare nel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni. In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allunga di un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nel gennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quanto incostituzionale.<br />
<strong> 16. Frattini (2002)</strong>. Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier: deve lasciare la presidenza del Milan<br />
<strong> 17. Gasparri-1(2003)</strong>. In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre 2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparri sulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorché priva di titolo abilitativo”, cioè anche se non ha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolato sulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le sue tre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, che include un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola che Mediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispedisce la legge al mittente: è incostituzionale.<br />
<strong> 18. Berlusconi salva-Rete4 (2003)</strong>. Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Alla vigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesima proroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri.<br />
<strong> 19. Gasparri-2 (2004)</strong>. La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciata dal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degli italiani capteranno il segnale del digitale terrestre, che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poi però si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poi l’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnale digitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva, Europa 7 è ancora senza frequenze.<br />
<strong> 20. Decoder di Stato (2004)</strong>. Per gonfiare l’area del digitale, la Finanziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede un contributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuova tecnologia televisiva. Fra i principali distributori di decoder c’è Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, titolare di Solaris (che commercializza decoder Amstrad).<br />
<strong> 21. Salva-decoder (2003)</strong>. Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset, che vi trasmette partite di calcio a pagamento, ma teme il mercato nero delle tessere taroccate: prontamente, il 15 gennaio 2003, il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milioni di multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.<br />
<strong> 22. Salva-Milan (2002)</strong>. Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governo Berlusconi consente alle società di calcio, quasi tutte indebitatissime, di ammortizzare sui bilanci 2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milan risparmia 242 milioni di euro.<br />
<strong> 23. Salva-diritti tv (2006)</strong>. Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra e di sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio in senso “collettivo” per non penalizzare le società minori privilegiando le maggiori. Il sistema resta dunque “soggettivo”, a tutto vantaggio dei maggiori club: Juventus, Inter e naturalmente Milan.<br />
<strong> 24. Tassa di successione (2001)</strong>. Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stata abrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi di lire.<br />
<strong> 25. Autoriduzione fiscale (2004)</strong>. Nel 2003, secondo “Forbes”, Berlusconi è il 45° uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale di 5,9 miliardi di dollari. Nel 2005 balza al 25° posto con 12 miliardi. Così, quando a fine 2004 il suo governo abbassa le aliquote fiscali per i redditi dei più abbienti, “L’espresso” calcola che Berlusconi risparmierà 764.154 euro all’anno.<br />
<strong> 26. Plusvalenze esentasse (2003)</strong>. Nel 2003 Tremonti vara una riforma fiscale che detassa le plusvalenze da partecipazione. La riforma viene subito utilizzata dal premier nell’aprile 2005 quando cede il 16,88% di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando 340 milioni di tasse.<br />
<strong> 27. Villa abusiva con condono (2004)</strong>. Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo stabilisce l’approvazione del piano nazionale anti-terrorismo e contiene anche un piano (secretato) per la sicurezza di Villa La Certosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione di governo». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse per l’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 il ministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata in tutta fretta dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone protette: come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenze private del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto per la modica cifra di 300mila euro. Nel 2008 il Tribunale di Tempio Pausania chiude il procedimento per gli abusi edilizi perchè in gran parte condonati grazie a un decreto voluto dal mero proprietario della villa.<br />
<strong> 28. Ad Mediolanum (2005)</strong>. Nonostante le resistenze del ministro del Welfare, Roberto Maroni, Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa e complementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni, alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) e soprattutto lo slittamento della normativa al 2008 per assecondare gli interessi della potente lobby degli assicuratori (di cui Mediolanum è una delle capofila). Intanto, nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.<br />
<strong> 29. Ad Mondadori-1 (2005)</strong>. Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula un accordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»: consegna e ordinazione – per telefono e on line – dei libri di testo destinati agli alunni della scuola secondaria. Le case editrici non consegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrust esamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non può censurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.<br />
<strong> 30. Ad Mondadori-2 (2005)</strong>. L’8 febbraio 2005 scatta l’operazione “E-book”, per il cui avvio il governo stanzia 3 milioni. E a chi affidano la sperimentazione i ministri Moratti (Istruzione) e Stanca (Innovazione)? A Mondadori e Ibm: la prima è di Berlusconi, la seconda ha avuto come vicepresidente Stanca fino al 2001.<br />
<strong> 31. Indulto (2006)</strong>. Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella (contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del 2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sul sovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria, altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari. Una nuova legge ad personam che regala anche al Cavaliere un “bonus” di tre anni da spendere nel caso in cui fosse condannato in via definitiva.<br />
<strong> 32. Lodo Alfano (2008)</strong>. Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale.<br />
<strong> 33. Più Iva per Sky (2008)</strong>. Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%.<br />
<strong> 34. Meno spot per Sky (2009)</strong>. Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot.<br />
<strong> 35. Più azioni proprie (2009)</strong>. La maggioranza aumento dal 10 al 20% la quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La norma viene subito utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.<br />
<strong> 36. Ad listam (2010)</strong>. Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa.<br />
<strong> 37. Illegittimo impedimento (2010)</strong>. Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo. Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 40: “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.<br />
(12 marzo 2010)</p>
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		<title>Quo usque tandem, Berlusconi, abutere patientia nostra?</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killnut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[berluska]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[il Fatto quotidiano]]></category>

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		<description><![CDATA[In effetti di pazienza non ce ne è più da un pezzo, ma la citazione mi sembra più che calzante, visti i riferimenti storici di allora e di ora. Ormai siamo allo schifo più totale. Risulta persino difficile per me riuscire a stare dietro a quante e quante schifezze riesce a fare lo psiconano: ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti di pazienza non ce ne è più da un pezzo, ma la citazione mi sembra più che calzante, visti i riferimenti storici di allora e di ora.</p>
<p>Ormai siamo allo schifo più totale.</p>
<p>Risulta persino difficile per me riuscire a stare dietro a quante e quante schifezze riesce a fare lo psiconano: ormai è un fiorire continuo di notizie, sparate, minacce, decreti e intercettazioni che si susseguono incessanti ogni giorno.</p>
<p>Per fortuna in tutto questo scenario, tra tg che distorcono la realtà (vai scodinzolin, vai&#8230;) e giornali spegni-incendi in evidente difficoltà di equilibrismo (ogni riferimento al pompiere della sera è assolutamente voluto..) c&#8217;è un giornale libero, cui ora tutti fanno riferimento (nessuno ha la notizia, pare..la conoscono solo dalle pagine de Il Fatto..).</p>
<p><span id="more-908"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-909" title="berlu-minzo" src="http://www.coffeefarm.it/wp-content/uploads/2010/03/berlu-minzo-300x148.jpg" alt="berlu-minzo" width="300" height="148" /></p>
<p>b. e scodinzolin (foto Guardarchivio, tratta da l&#8217;Antefatto)</p>
<p>L&#8217;ultima vicenda, relativa allo psiconano, scondinzolin, innocenti (solo di cognome..per il commissario dell&#8217;AGCOM possiamo parlare di una ripetuta condotta, visto che già in passato era stato beccato alla cornetta..), masi, risulta l&#8217;ennesimo insulto agli italiani.</p>
<p>Mi chiedo: sarà finalmente sufficiente? O troveremo ancora quello che arriva a negare il comportamento dello psiconano?</p>
<p>Ora i berluscones (sappiamo che ci sono, anche se in questi momenti gli risulta difficile proferire verbo..) preferiscono glissare, far finta di nulla..tutto è stato mal capito..si trattava di comunicazioni innocenti.</p>
<p>E invece andiamo a vedere cosa sta uscendo fuori.</p>
<p>da Il Fatto Quotidiano</p>
<p><strong><a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2454542&amp;title=2454542">Così Berlusconi ordinò: &#8220;Chiudete Annozero&#8221;</a></strong></p>
<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> voleva &#8220;chiudere&#8221; <em>Annozero</em>. Un membro dell&#8217;<em>Agcom</em> – dopo aver parlato con il <em>premier</em> &#8211; sollecitava esposti contro Michele Santoro. Il direttore del Tg1 <strong>Augusto Minzolini </strong>– al telefono con il capo del governo – annunciava d&#8217;aver preparato speciali da mandare in onda sui giudici politicizzati. E le loro telefonate sono finite in un fascicolo esplosivo. Berlusconi, Minzolini e il commissario dell&#8217;<em>Agcom</em> <strong>Giancarlo Innocenzi</strong>: sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni. E nel procedimento aperto dalla procura di Trani &#8211; per quanto risulta a <em>Il Fatto Quotidiano </em>– risulterebbero ora indagati. Lo scenario da “mani sulla Rai” vien fuori da un&#8217;inchiesta partita da lontano. L&#8217;indagine .- condotta dal pm <strong>Michele Ruggiero </strong>– in origine riguardava alcune carte di credito della<em>American Express</em>. È stata una “banale” inchiesta sui tassi d&#8217;usura, partita oltre un anno fa, ad alzare il velo sui reali rapporti tra Berlusconi, il direttore generale della Rai <strong>Mauro Masi </strong>(che non risulta tra gli indagati), il direttore del Tg1 e l&#8217;<em>Agcom</em>. Quelle carte di credito, in gergo, le chiamavano “revolving card”. Sono marchiate<em>American Express </em>e, secondo l&#8217;ipotesi accusatoria, praticano tassi usurai sui debiti in mora. In altre parole: il cliente, che non restituisce il debito nei tempi previsti, rischia di pagare cifre altissime d&#8217;interessi. E così Ruggiero indaga. Per mesi e mesi. Sin dagli inizi del 2009.</p>
<p>Fino a quando una traccia lo porta su un&#8217;altra pista. Il pm e la polizia giudiziaria scoprono che qualcuno – probabilmente millantando – è certo di poter circoscrivere la portata dello scandalo: qualcuno avrebbe le conoscenze giuste, all&#8217;interno dell&#8217;<em>Agcom</em>, che è Garante anche per i consumatori. Qualcuno vanta – sempre millantando – di avere le chiavi giuste persino al Tg1: è convinto di poter bloccare i servizi giornalistici sull&#8217;argomento, intervendo sul suo direttore, Augusto Minzolini. Le telefonate s&#8217;intrecciano. I sospetti crescono. L&#8217;inchiesta fa un salto. E la sorte è bizzarra: Minzolini, il servizio sulle carte di credito <em>revolving</em>, lo manderà in onda. Ma nel frattempo, la Guardia di Finanza scopre la rete di rapporti che gravano sull&#8217;Agcom e sulla Rai. Telefonata dopo telefonata si percepisce il peso di Berlusconi sulle loro condotte. Gli investigatori si accorgono che il presidente del Consiglio è ciclicamente in contatto con il direttore del Tg1. La procura ascolta in diretta le pressioni del premier sull&#8217;<em>Agcom</em>. Registra la fibrillazione per ogni puntata di Annozero. Sente in diretta le lamentele del <em>premier</em>: il cavaliere non ne può più. Vuole che <em>Annozero</em> e altri “pollai” &#8211; come pubblicamente li chiama lui &#8211; siano chiusi. E l&#8217;<em>Agcom</em> deve fare qualcosa. Berlusconi al telefono è esplicito: quando compulsa Innocenzi &#8211; che dovrebbe garantire lo Stato, in tema di comunicazione &#8211; parla di chiusura. E Innocenzi non soltanto lo asseconda. Ma cerca di trovare un modo: per sanzionare Santoro e la sua redazione servono degli esposti. E quindi: si cerca qualcuno che li firmi.</p>
<p>I ruoli si capovolgono: è l&#8217;<em>Agcom</em> che cerca qualcuno disposto a firmare l&#8217;esposto contro Santoro. Innocenzi è persino disposto, in un caso, a fornire, all&#8217;avvocato di un politico, la consulenza dei propri funzionari. La catena si rovescia: un membro dell&#8217;<em>Agcom</em> (che svolge un ruolo pubblico), intende offrire le competenze dei propri funzionari (pagati con soldi pubblici), a vantaggio di un politico, per poter poi sanzionare Santoro (giornalista del servizio pubblico). In qualche caso si cerca persino di compulsare, perchè presenti un esposto, un generale dei Carabinieri. L’immagine di Berlusconi che emerge dall’indagine è quella di un capo di governo allergico a ogni forma di critica e libertà d’opinione. Si lamenta persino della presenza del direttore di <em>Repubblica</em>, <strong>Ezio Mauro</strong>, a <em>Parla con me</em>: <strong>Serena Dandini</strong>, peraltro, è recidiva. Ha da poco invitato, come sottolinea il premier, anche il fondatore di <em>Repubblica</em>,<strong> Eugenio Scalfari</strong>. Il premier si scompone: nello studio della Dandini, due giornalisti (del calibro di Mauro e Scalfari), l&#8217;hanno attaccato. Chiede se &#8211; e come &#8211; l&#8217;<em>Agcom</em> possa intervenire. Innocenzi ci ragiona. Sopporta telefonate quotidiane. Berlusconi incalza Innocenzi, ripetutamente, fino al punto di dirgli che l&#8217;intera Agcom, visto che non riesce a fermare Santoro, dovrebbe dimettersi.</p>
<p>Il premier intercettato dimostra di non distinguere tra il ruolo dell&#8217;Agcom e il suo ruolo di capo del Governo. Pare che l&#8217;Autorità garante debba agire a sua personale garanzia. Gli sfugge anche che, l&#8217;Agcom, può intervenire soltanto dopo, la trasmissione di <em>Annozero</em>. Non prima. E infatti – dopo aver raccolto lo sfogo telefonico di Innocenzi sulle lamentele di Berlusconi – un giorno, il dg della Rai <strong>Mauro Masi</strong>, è costretto ad ammettere: certe pressioni non si ascoltano neanche nello Zimbabwe.</p>
<p>Il parossismo, però, si raggiunge a fine anno. Quando Santoro manda in onda due puntate che faranno audience da record e toccano da vicino il premier. La prima: quella sul processo all&#8217;avvocato inglese <strong>Mills</strong>, all&#8217;epoca indagato per corruzione, reato oggi prescritto. La seconda: quella sulla trattativa tra Stato e Cosa Nostra, dove Santoro si soffermerà sulle deposizioni di <strong>Spatuzza</strong>, in merito ai rapporti tra la mafia e la nascita di Forza Italia. Non si devono fare, in tv, i processi che si svolgono nelle aule dei tribunali, tuona Berlusconi con il solito Innocenzi. Secondo il premier – si sfoga Innocenzi con Masi – si potrebbe dire a Santoro che non può parlare del processo Mills in tv. Non è così che funziona, ribadice Masi. Non funziona così neanche nello Zimbabwe. Comunque Masi non risparmia le diffide.</p>
<p>Per il presidente della Rai non mancano le occasioni di minacciare la sospensione di Santoro e della sua trasmissione. A ridosso della trasmissione su Spatuzza, al telefono di Innocenzi, si presenta anche <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>. Tutt&#8217;altra musica, invece, quando il premier parla con Minzolini, che Berlusconi chiama direttorissimo. Sulle vicende palermitane, Minzolini fa sapere di essere pronto a intervenire, se altri dovessero giocare brutti scherzi. E il giorno dopo, puntuale, arriva il suo editoriale sul Tg1: Spatuzza dice “balle”. Tutte queste telefonate, confluite ora in un autonomo fascicolo, rispetto a quello di partenza, dovranno essere valutate sotto il profilo giudizario. Se esistono dei reati, dovranno essere vagliati, e se costituiscono delle prove, avranno un peso nel procedimento. È tutto da vedersi e da verificare, ovviamente, ma è un fatto che queste telefonate sono “prove” di regime. Dimostrano la impercettibile differenza tra i ruoli del controllato e del controllore, del pubblico e del privato.</p>
<p>Le parole di Berlusconi che, mentre è capo del Governo e capo di <em>Mediaset,</em> parla da capo anche a chi non dovrebbe, Giancarlo Innocenzi, dimostrano che viene meno la separazione tra i due poteri. Altrettanto si può dire delle parole deferenti di Innocenzi che anziché declinare gli inviti esibisce telefonicamente la propria obbedienza e rassicura Berlusconi: presto sarà aperto lo scontro con Santoro. Dietro le affermazioni sembra delinearsi un piano. È soltanto un&#8217;impressione. Ma il premier sostiene che queste trasmissioni debbano essere chiuse, sì, su stimolo dell&#8217;Agcom, ma su azione della Rai. Tre mesi dopo questi dialoghi, assistiamo alla sospensione di <em>Annozero</em>, <em>Ballarò</em>, <em>Porta a porta </em>e <em>Ultima parola </em>proprio per mano della <em>par condicio Rai</em>, nell&#8217;intero ultimo mese di campagna elettorale. E quindi: la notizia di cronaca giudiziaria è che Berlusconi, Innocenzi e Minzolini, sono coinvolti in un&#8217;indagine.</p>
<p>La notizia più interessante, però, è un&#8217;altra: <strong>il “regime” è stato trascritto. In migliaia di pagine. Trasuda dai brogliacci delle intercettazioni telefoniche. Parla le parole del “presidente”. Il territorio di conquista è la Rai: il conflitto d&#8217;interesse del</strong><em><strong>premier</strong></em><strong> Silvio Berlusconi – grazie a questi atti d&#8217;indagine &#8211; è oggi un fatto “provato”. Non è più discutibile</strong>.</p>
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		<title>Prove di censura (illegale)</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 16:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killnut</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia l&#8217;avevo pubblicata su facebook. Mi era sembrata proprio strana. Il video di Travaglio del lunedì &#8220;i bertoladri&#8221; è stato oscurato da YouTube con la dicitura &#8221;Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione di copyright da parte di Mediaset&#8220;. Mi pareva assurdo.. La spiegazione l&#8217;ho trovata oggi, grazie al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia l&#8217;avevo pubblicata su facebook.</p>
<p>Mi era sembrata proprio strana.</p>
<p>Il video di Travaglio del lunedì <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GA3M0GgYsXM">&#8220;i bertoladri&#8221;</a> è stato oscurato da YouTube con la dicitura &#8221;<em>Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione di copyright da parte di Mediaset</em>&#8220;.</p>
<p>Mi pareva assurdo..</p>
<p>La spiegazione l&#8217;ho trovata oggi, grazie al blog di Grillo.</p>
<p>Vi riporto il tread di Grillo che è molto chiaro sul punto (anche perchè è stato il suo staff ad interessarsene..).</p>
<p><span id="more-863"></span></p>
<p>Dal sito www.beppegrillo.it</p>
<h3 id="a009456">Travaglio oscurato per copyright</h3>
<p>La scorsa settimana è scomparso da YouTube il video: &#8220;<em>I bertoladri</em>&#8221; di <strong>Marco Travaglio</strong>tratto dalla sua trasmissione <a href="http://www.facebook.com/passateparola" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Passaparola</span></a>. Il filmato è riapparso dopo un paio di giorni in seguito alle azioni del mio staff. Il motivo riportato da YouTube per la <strong>cancellazione del video</strong> era: &#8220;<em>Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione di copyright da parte di Mediaset</em>&#8220;.<br />
Travaglio è stato intervistato a casa sua a inquadratura fissa. Né lui, né la sua abitazione sono (per ora) di proprietà di <strong>Mediaset</strong>. Il copyright sulle parole e sui cittadini non è ancora stato introdotto per legge. In futuro, forse, per comparire su Internet bisognerà chiedere il permesso a Ghedini.<br />
YouTube è stata costretta a rimuovere il filmato. La <strong>violazione di copyright</strong> da parte di terzi riconosciuti rende automatica l&#8217;operazione. Chi ha subito la cancellazione può fare reclamo assumendosi le responsabilità della eventuale violazione. Di solito il filmato, se lecito, viene ripubblicato in poche ore. In questo caso non è successo. Sono stati necessari giorni, email e telefonate. Infine, una imbarazzatissima <strong>YouTube</strong>, ha ricaricato il video e inviato il seguente messaggio al blog:<br />
&#8220;<em>Per ordine del giudice della causa civile promossa dinnanzi al Tribunale civile di Roma da RTI contro YouTube, ci è stato ordinato di consentire al Consulente incaricato dal giudice di effettuare verifiche sul corretto funzionamento del sistema di Content ID. La rimozione del video in questione è avvenuta nel corso di queste verifiche ad insaputa di YouTube. Non appena abbiamo avuto notizia ci siamo attivati per risolvere l&#8217;inconveniente contattando il Consulente. Va ricordato che YouTube è un hosting Service Provider e nel caso di segnalazioni relative al copyright ha l&#8217;obbligo di rimuovere i contenuti segnalati.</em>&#8221;<br />
<strong>Riepilogo</strong>:<br />
- è in corso una causa tra RTI del gruppo Mediaset e YouTube<br />
- il tribunale di Roma incarica un perito di controllare come funziona la gestione dei video su YouTube<br />
- il perito su milioni di video controlla quello di Travaglio che riguarda Bertolaso e lo disabilita senza informare YouTube<br />
- il video non viene ripristinato dopo l&#8217;operazione di controllo<br />
- il video viene oscurato dichiarando il falso: &#8220;<em>violazione del copyright</em>&#8220;.<br />
Quante violazioni della legge sono avvenute per un solo video? Lo chiederò ai miei legali.<br />
Di questa vicenda l&#8217;aspetto più grave non riguarda il mio blog, ma la rimozione di<strong>centinaia di filmati di blogger</strong>, magari perfettamente legittimi, con la scusa del copyright. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.</p>
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		<title>Intervista al giudice Piercamillo Davigo: &#8220;Si ruba di più ma i partiti non mandano a casa nessuno&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killnut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[berluska]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;avevo letta in metro e mi era parsa molto &#8220;istruttiva&#8221;. Ve la posto perchè credo che possa far capire bene la situazione attuale (nonchè le responsabilità del nano e del centrosinistra). Da Il Fatto quotidiano del 17 febbraio 2010 Di Marco Travaglio Intervista al giudice Piercamillo Davigo: &#8220;Si ruba di più ma i partiti non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avevo letta in metro e mi era parsa molto &#8220;istruttiva&#8221;.</p>
<p>Ve la posto perchè credo che possa far capire bene la situazione attuale (nonchè le responsabilità del nano e del centrosinistra).</p>
<p><strong>Da Il Fatto quotidiano del 17 febbraio 2010</strong></p>
<p><span id="more-842"></span></p>
<p><strong>Di Marco Travaglio</strong></p>
<p><strong>Intervista al giudice Piercamillo Davigo: &#8220;Si ruba di più ma i partiti non mandano a casa nessuno&#8221;</strong><br />
Segnali ce ne sono, ma è presto per dirlo. In fondo, quando fu arrestato <strong>Mario Chiesa </strong>il 17 febbraio 1992, non era la prima volta che veniva preso un pubblico amministratore in flagranza di tangente. <em>Mani Pulite </em>ci insegnò che la corruzione è un fenomeno seriale e diffusivo: quando ne trovi uno con le mani nel sacco, di solito alle sue spalle ce ne sono molti altri e non è la prima volta che lo fa. Poi, se si riesce o meno a risalire al sistema che c’è dietro, dipende dalle circostanze storiche.</p>
<p>Piercamillo Davigo, lei oggi è giudice di Cassazione, ma 18 anni fa era una delle punte di diamante del pool <em>Mani Pulite</em>. Si respira di nuovo l’aria di quel momento magico?</p>
<p><strong>Quelle attuali sono propizie?<br />
</strong><br />
Nel 1992 uno dei fattori decisivi fu che erano finiti i soldi e gli imprenditori non potevano più pagare un sistema politico che non dava più nulla in cambio. I vincoli europei di Maastricht erano strettissimi e impedivano allo Stato di fare altri debiti per mantenere la spesa pubblica con acquisti di beni e servizi. L’Italia era alla bancarotta, la lira svalutò (o le altre monete rivalutarono, come disse il premier <strong>Amato</strong>) e uscì dal Sistema monetario europeo. Oggi mi pare che la spesa continui a crescere dilatando il debito con la scusa della crisi internazionale. Diciotto anni fa la crisi era solo italiana e non si poteva dare la colpa agli altri.</p>
<p><strong>Altre differenze fra allora e oggi?<br />
</strong><br />
All’inizio i partiti scaricavano i soggetti che venivano via via arrestati, descrivendoli come mariuoli isolati, singole mele marce. E quelli, sentendosi mollati, ci dissero: &#8220;Ah sì, mela marcia io? Allora vi racconto il resto del cestino&#8221;. E venne giù tutto. Oggi mi pare che i partiti continuino a difendere i propri uomini che finiscono nei guai, o almeno il sistema nel suo complesso. La casta fa ancora quadrato, nessuno viene scaricato.</p>
<p><strong>Eppure i partiti sono tanto arroganti nell’occupare il potere quanto deboli e dilaniati all’interno e lontani dalla gente.<br />
</strong><br />
Non so, non mi occupo di politica. Ma nel ’92 era entrata in crisi la forma-partito come strumento di aggregazione del consenso. Oggi non sono più i partiti ad aggregare il consenso, ma l’informazione, o meglio la disinformazione a essi sottostante. Nel ’92 giornali e tv raccontavano i fatti, e i fatti superavano i commenti perché parlavano da soli; oggi molto spesso i fatti vengono nascosti, filtrati e manipolati da un sistema mediatico ferreamente controllato. Il commento fuorviante prevale sulla cronaca, relegata in posizioni marginali per consentire ai media di parlar d’altro.</p>
<p><strong>Si riferisce a qualche episodio in particolare?<br />
</strong><br />
Ci vorrebbe un’enciclopedia. Ultimamente, dopo 18 anni passati a sentirmi dare della toga rossa e del comunista, ho scoperto di essere un agente della <em>Cia</em> e di aver fatto <em>Mani Pulite </em>per ordine degli americani. Almeno nelle diffamazioni ci vorrebbe un po’ di coerenza.</p>
<p><strong>Nel 1992 la corruzione costava agli italiani 5 miliardi di euro all’anno. Oggi 40 per la Banca Mondiale e 60 per la Corte dei Conti. Si ruba di più?</strong></p>
<p>Sicuramente più di quanto risulti dalle statistiche. La corruzione ha alcune caratteristiche della mafia, fra cui la sommersione. E’ nella sua natura. Non si consuma di fronte a testimoni; è un reato a vittima diffusa, non viene subita da una persona fisica che abbia l’interesse a denunciarla; e le pratiche comprate sono proprio le più &#8220;a posto&#8221;, le più curate; se a ciò aggiungiamo le leggi fatte apposta per impedirci di scoprirla e di reprimerla, il clima in cui operano i magistrati e lo sfascio della giustizia non impedito e talora accentuato da parte di tutti i legislatori che si sono trasversalmente avvicendati in questi 18 anni, mi domando perché mai la corruzione dovrebbe emergere.</p>
<p><strong>Ecco, il clima. La magistratura sembra molto più pavida, rispetto al ’92.</strong></p>
<p>No, tutto sommato, nonostante i violentissimi attacchi, ha tenuto. Anzi negli anni Ottanta, quando subì il referendum sulla responsabilità civile dopo le prime indagini sulla corruzione e il crimine organizzato, ne uscì a pezzi. Oggi è molto più corazzata. Grazie a Dio, gli attacchi hanno investito non solo i pm, ma tutti i giudici di ogni grado, fino alle sezioni unite della Cassazione. E ci hanno tenuti uniti. Poi certo, ci sono quelli che non cercano rogne. Ma sono controbilanciati da altri che si impegnano molto. Il fatto che in tutta Italia ci siano ancora tante inchieste e processi sui reati dei colletti bianchi, nati quasi sempre da iniziative dei pm e quasi mai dalle forze di polizia (che non hanno le nostre guarentigie di indipendenza dal potere politico) dimostra che siamo riusciti nell’intento che un giorno mi enunciò <strong>Mario Cicala</strong>: tenere insieme le pattuglie dei samurai e il resto della truppa, rallentando un po’ i primi e spingendo avanti la seconda.</p>
<p><strong>Infatti vogliono staccare la polizia giudiziaria dal pm.<br />
</strong><br />
Incostituzionale. L’articolo 109 della Costituzione dice che &#8220;l’Autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria&#8221;.L’avverbio &#8220;direttamente&#8221; vuol dire senza la mediazione del governo. Ma a certuni non va bene nemmeno il verbo &#8220;dispone&#8221;&#8230;<strong><br />
</strong><br />
<strong>Come si ripercuote sulle indagini il clima creato dai politici?</strong></p>
<p>La corruzione, come la mafia, crea relazioni con altissime capacità di inquinare le prove: basta un’occhiata per indurre qualcuno a raccontare le cose in un modo anziché in un altro e modificare così le ipotesi di reato fino a renderle non penalmente perseguibili, viste le norme farraginose che abbiamo. Una normativa chiara e semplice potrebbe venire dal recepimento della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla corruzione, ma l’Italia, dopo averla firmata nel 1999, non l’ha mai ratificata. Per tutti questi motivi, non si può indagare su un caso di corruzione se i protagonisti comunicano fra loro. Ma le campagne contro le presunte &#8220;manette facili&#8221; hanno sortito l’effetto che oggi si arresta molto meno, dunque molte indagini vengono irrimediabilmente inquinate e muoiono lì. Gli indagati fingono di collaborare, ti dicono solo quel che non possono negare e spesso te lo raccontano a modo loro, dopo aver concordato versioni di comodo con i complici. Nel sistema ci sono meno smagliature in cui infilarsi per scoprire la verità.</p>
<p><strong>Quali sono le leggi più dannose degli ultimi anni?</strong></p>
<p>Le sole che rendevano più facile la scoperta e il perseguimento di questi reati derivano da convenzioni internazionali. Però in sede di ratifica sono state comunque depotenziate. Esempio: è stata introdotta la confisca per equivalente del prezzo, ma non del profitto di reato. La legge, come ha confermato una recente pronuncia della Cassazione a sezioni unite in materia di peculato, non consente la confisca dei beni per l’equivalente del profitto sottratto (a meno che, si capisce, non si trovi il bottino). Si può soltanto confiscare l’equivalente del prezzo del reato. Come portar via al rapinatore l’equivalente della paga avuta per compiere una rapina, ma non la refurtiva. Le leggi più dannose sono quella del centrosinistra sui reati fiscali e quella del centrodestra sul falso in bilancio.</p>
<p><strong>La prima è quella varata sotto il governo Amato nel 2000?</strong></p>
<p>Esatto: punisce l’uso di fatture per operazioni inesistenti solo se superano una certa soglia e se si riverberano sulla dichiarazione dei redditi: basta portare spese gonfiate o inventate fra i costi non deducibili, e non fra quelli detraibili, e si ottengono risorse fuori bilancio senza più commettere reato.</p>
<p><strong>Poi c’è la riforma del falso in bilancio del 2001, governo Berlusconi.</strong></p>
<p>Hanno abbassato le pene e dunque la prescrizione: impossibile fare i processi in tempo utile. Poi hanno introdotto soglie di non punibilità altissime: la &#8220;modica quantità&#8221; di fondi neri, come per la droga. Ma soprattutto, per le società non quotate, il reato è perseguibile se la parte offesa, creditore o azionista, sporge querela contro gli amministratori. Mai visto processi per falso in bilancio scaturiti dalla denuncia del socio di maggioranza, che di solito è il mandante e il beneficiario del reato (altrimenti, invece di denunciare l’amministratore, lo caccia). Quanto al socio di minoranza, se anche sporge denuncia, è facile fargliela ritirare risarcendogli il danno subìto, o anche di più. Stabilire la perseguibilità del falso in bilancio a querela dell’azionista è come stabilire la perseguibilità del furto a querela del ladro. E il creditore, l’unico che potrebbe denunciare, come fa a sapere che i bilanci sono falsi?</p>
<p><strong>Niente processi per falso in bilancio, niente processi per corruzione?</strong></p>
<p>Bè, chi vuol corrompere qualcuno deve avere dei fondi neri, cioè deve truccare i bilanci. Dietro un falso in bilancio molto spesso si nascondono tangenti. Poi hanno depenalizzato l’abuso d’ufficio non patrimoniale e abbassato le pene per quello patrimoniale, vietando la custodia cautelare. Raramente un pubblico amministratore tarocca una pratica così, per sport: se lo fa, spesso, è perché qualcuno lo paga per essere favorito. Ai tempi di <em>Mani Pulite </em>dicevamo che gli abusi d’ufficio erano spesso corruzioni di cui non avevamo ancora scoperto la tangente. Quel reato era utilissimo per mettere le mani nelle pratiche abusive e di lì iniziare a indagare su quel che c’era dietro. Ora è impossibile.</p>
<p><strong>E i danni dell’ex Cirielli?</strong></p>
<p>Oltre a ridurre le prescrizioni e a mandare in fumo decine di migliaia di processi in più, ha sortito un effetto spesso ignorato: prima, se un corrotto prendeva tangenti per 10 anni, tutte le mazzette rientravano in un unico disegno criminoso e l’istituto della continuazione gli dimezzava la pena: ma la prescrizione decorreva dall’ultima tangente intascata. Con l’ex Cirielli invece ogni tangente fa storia a sé ed evapora dopo 7 anni e mezzo. Se anche il processo comincia subito dopo l’ultima, quelle dei primi due anni e mezzo sono già prescritte e le altre si prescrivono a scalare. Alla fine non rimane praticamente nulla.</p>
<p><strong>Ora il Parlamento tenta di blindarsi con l’immunità parlamentare. S’è convertito anche Luciano Violante. Dice che la Legge rischia di abbattere il Voto, la magistratura di alterare l’equilibrio democratico-elettorale. Paragona i magistrati ai leoni che vogliono scalare il trono del re.</strong></p>
<p>Mi pare una sciocchezza. Noi non abbiamo scalato un bel nulla. E poi è la legge che dà il voto. Senza legge non c’è voto. Non ho mai capito che senso abbiano i discorsi sul primato della politica: il primato, in uno Stato di diritto, è della legge. Sopra tutto c’è la Costituzione. Non si cambiano le regole contro la Costituzione.</p>
<p><strong>Infatti vogliono cambiare la Costituzione.</strong></p>
<p>E devono fare molta attenzione, perché non possono cambiarla come pare a loro. I principi generali scritti nella prima parte non si toccano. Prendiamo l’articolo 2: &#8220;La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo&#8221; eccetera. Li riconosce perché sono preesistenti, dunque anche se a qualcuno viene in mente di scrivere il contrario in un nuovo articolo 2, non bastano le procedure e le maggioranze previste dal 138 per farlo.</p>
<p><strong>Possono esistere leggi costituzionali incostituzionali?</strong></p>
<p>Certamente, la Corte costituzionale l’ha affermato più volte. E comunque l’Europa certe sconcezze non le consentirebbe.</p>
<p><strong>Vale anche per l’immunità parlamentare?</strong></p>
<p>Certo: anche l’articolo 3, cioè il principio di eguaglianza, è un principio immutabile. Eventuali deroghe devono essere eccezionali, ben definite, limitate e basate su altri principi di rilievo costituzionale. Non si può stabilire nemmeno con legge costituzionale che qualcuno è più uguale degli altri. L’autorizzazione a procedere come la immaginano certuni riprenderebbe non lo spirito del vecchio articolo 68, ma la lettura che se ne fece per quarant’anni fino al ‘93: non come una difesa dell’autonomia del Parlamento, ma come scudo spaziale per qualunque delitto della casta. E poi, là dove ha senso, cioè per le opinioni espresse e i voti dati, l’immunità c’è già (e viene fin troppo dilatata, abbracciando anche gli insulti che questo o quel politico lancia in tv o per strada). Non c’è bisogno di altro. I Padri costituenti non avevano certo concepito l’autorizzazione a procedere per fermare indagini e processi per reati gravi, comuni ed extrafunzionali. Ma solo per eventuali fattispecie delittuose legate alle funzioni, all’attività politica. Non pensavano certo alla corruzione, alla truffa, alla mafia.</p>
<p><strong>Si spieghi meglio.<br />
</strong><br />
Io trovo giusto che non si possa arrestare un parlamentare prima del processo senz’autorizzazione della Camera di appartenenza. Trovo invece irragionevole l’autorizzazione del Parlamento per le intercettazioni e le perquisizioni: sono atti a sorpresa, come si fa ad avvertire prima l’intercettando o il perquisendo? Tanto vale dire che i parlamentari non si possono intercettare né perquisire.</p>
<p><strong>Dunque niente ripristino dell’autorizzazione a procedere?</strong></p>
<p>Gliel’ho detto, non mi occupo di politica. Se la maggioranza pensa di avere la forza di reintrodurla, lo faccia. Invece stanno cercando i voti dell’opposizione per raggiungere i due terzi ed evitare il referendum popolare. Il che la dice lunga su quanto credono nella condivisione dei loro propositi da parte dei cittadini.<br />
<strong><br />
Il legittimo impedimento le pare legittimo?<br />
</strong><br />
Da un lato mi pare inutile: come può un giudice negare la legittimità di un impedimento del premier? Sempreché esista davvero, è ovvio. Se invece significa un rinvio automatico per ordine del governo, la legge è incostituzionale: i giudici non possono prendere ordini dal governo.</p>
<p><strong>Dicono: non si può fare l’imputato e governare.</strong></p>
<p>Giusto. Allora i casi sono due: o si concordano le date delle udienze nei momenti liberi da impegni di governo, almeno per quelle in cui si trattano questioni legate alla posizione del governante; oppure basta dimettersi. Quando Clinton fu tratto in giudizio da Paula Jones, che sosteneva di avere subìto molestie, lui chiese alla Corte Suprema di esentarlo dal sottoporsi all’ispezione corporale su un suo particolare anatomico. La Corte gli disse di scordarselo: poteva fare l’esame alla Casa Bianca, ma doveva farlo come ogni altro imputato. E non si può dire che il presidente degli Stati Uniti abbia meno da fare del presidente del Consiglio italiano. In altri paesi questi discorsi sono inimmaginabili. Non è questione di regole, ma di costume.</p>
<p><strong>Obiettano che un politico viene bloccato da un processo e poi magari risulta innocente.</strong></p>
<p>A parte che non ricordo politici bloccati da processi, i processi si fanno appunto per stabilire se uno è colpevole o innocente. Si sa dopo, non prima. Spesso però i processi evidenziano fatti che dovrebbero bastare e avanzare perché l’imputato si metta da parte. Le scelte politiche ed etiche sono molto diverse dai nostri criteri di valutazione della prova. Se vado al ristorante e mi avveleno, non aspetto la condanna del ristoratore: cambio subito ristorante. Se un tizio viene rinviato a giudizio o condannato &#8220;solo&#8221; in primo grado per pedofilia, non vedo perché dovrei fargli accompagnare mia figlia a scuola. La prudenza non c’entra con la presunzione di non colpevolezza. In casi simili la Chiesa usava un brocardo: &#8220;Nisi caste, saltem caute&#8221;. Se non riesci a essere casto, sii almeno cauto. Qui invece si fa l’apologia dei reati. Una volta, nei partiti, valeva la regola che si perdonava di tutto in camera caritatis, ma quando si veniva scoperti si andava a casa: per mancanza di cautela. Ora non va più a casa nessuno, nemmeno se viene preso con le mani nel sacco, nemmeno se viene condannato in via definitiva. L’unica reazione è: &#8220;Embè?&#8221;. Poi qualcuno si meraviglia se continuano a prendere mazzette: e perché dovrebbero smettere?</p>
<p><strong>Dicono: così fan tutti.</strong></p>
<p>Ugo Tanassi quando fu pizzicato nello scandalo Lockheed: parlò di &#8220;delitto politico&#8221;. Io ero molto giovane e rimasi di sasso. Poi capii: lo facevano in tanti. Ma almeno non gli perdonarono di essersi fatto scoprire e lo misero da parte.</p>
<p><strong>L’hanno ripetuto per la beatificazione di Craxi: rubano tutti.</strong></p>
<p>Quando sento questa frase, mi vien voglia di ribattere: &#8220;Ah sì, ruba anche lei?&#8221;. Quello risponderà: &#8220;No&#8221;. &#8220;Ecco, vede? Siamo almeno in due che non rubiamo&#8221;…</p>
<p>Fonte: <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2440313&amp;yy=2010&amp;mm=02&amp;dd=17&amp;title=oggi_la_casta_dei_corrotti_fa">http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2440313&amp;yy=2010&amp;mm=02&amp;dd=17&amp;title=oggi_la_casta_dei_corrotti_fa</a></p>
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		<title>Le due schifezze settimanali del governo: questione Annozero e lo &#8220;scudo fiscale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 09:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>killnut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Travaglio]]></category>
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		<description><![CDATA[E vai di gossip! Si stanno superando. Non bastano più gli editti bulgari..no, ora si va oltre. La Rai che risponde al governo..WOW..tra poco avremo che la televisione pubblica sarà tenuta a far risiedere i suoi vertici nelle stalle di Arcore.. L&#8217;altra porcata è lo scudo fiscale. Questa è una vera presa per i fondelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E vai di gossip!</strong><br />
Si stanno superando. Non bastano più gli editti bulgari..no, ora si va oltre. La Rai che risponde al governo..WOW..tra poco avremo che la televisione pubblica sarà tenuta a far risiedere i suoi vertici nelle stalle di Arcore..<br />
L&#8217;altra porcata è lo scudo fiscale. Questa è una vera presa per i fondelli per quelli che non evadono le tasse. E&#8217; la summa, la traduzione in parole povere del comandamento massimo del nano. &#8220;Fotti il prossimo tuo come il precedente&#8221;..ora lo stato ti spiega persino come.. Nel testo c&#8217;è anche il link per aderire alla raccolta firme aperta da Il fatto quotidiano.</p>
<p>Vi lascio al pezzo di Travaglio: la prossima volta speriamo di avere almeno qualche foto compromettente di qualche provento della mafia che entra in Italia tutto scoperto..</p>
<p>Per chi lo vuole sentire, eccovi il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y1pQDNyYyPo">link</a>.</p>
<p><span id="more-530"></span><br />
&#8220;Buongiorno a tutti, c’è tanta carne al fuoco e è difficile scegliere un tema per il Passaparola di oggi, perché ce ne sarebbe da dire un po’ dappertutto: dall’attacco incredibile all’informazione libera, all’attacco alla legalità che sta per essere perpetrato con il cosiddetto scudo fiscale, che in realtà è un gigantesco condono fiscale e non soltanto fiscale, come vedremo.</p>
<p><strong>Annozero sotto attacco</strong><br />
Sull’ultimo attacco del governo alla trasmissione Annozero non penso di essere la persona più titolata a parlare perché, sia pure come ospite indesiderato dai vertici RAI, sono parte in causa.<br />
Volevo soltanto fare notare una cosa: quando il Ministro Scajola e il Sottosegretario Romani annunciano che convocheranno il Consiglio di amministrazione della RAI e i massimi dirigenti dell’azienda per verificare il rispetto del contratto di servizio, dicono una cosa che va molto oltre tutto quello che è avvenuto in questi quindici anni: le censure, le epurazioni, gli editti bulgari, quelli post/bulgari, quelli pre bulgari (Grillo ne sa qualcosa!), perché qui non è un esponente politico della maggioranza o del governo che auspica di non vedere più in televisione personaggi o trasmissioni sgradite; questo era l’editto bulgaro, Berlusconi disse “ non voglio più vedere, se cambieranno registro, Biagi, Luttazzi e Santoro” e poi ci fu chi, obbediente e ossequiente, in RAI eseguì l’editto. Qui siamo a una cosa diversa: qui vogliono mettere proprio per iscritto, per contratto che è il governo a controllare la televisione. Voi direte “ ma già oggi”: attenzione, non è così! Oggi &#8211; e è un abominio! &#8211; è il Parlamento a controllare la televisione e, nel Parlamento, almeno siedono tutti i partiti rappresentati, addirittura c’è questa usanza di bon ton, per cui il Presidente della Commissione Consiliare che deve sorvegliare per conto del Parlamento il rispetto delle regole nei programmi della RAI, ossia la Commissione Consiliare di vigilanza, è un esponente dell’opposizione: nel nostro caso Zavoli, dopo che hanno impedito di farlo a Leoluca Orlando. E quindi non dico che sia l’ideale: anzi, personalmente ho sempre trovato abominevole che siano i partiti a controllare la RAI, laddove in tutti i Paesi del mondo è la televisione pubblica a controllare i partiti e la politica, il controllato che controlla i suoi controllori di modo che non controllino! Però diciamo &#8211; questo dice la legge, la Legge Gasparri &#8211; che loro stanno violando la legge Gasparri che hanno fatto loro, perché? Perché adesso la vigilanza è presieduta da Zavoli, il quale è un anziano signore perbene che conosce il galateo istituzionale, il quale ha subito detto “ voi non potete, voi governo, intervenire sul contenuto dei programmi, tanto più non lo potete fare invocando il cosiddetto contratto di servizio”: che cosa è il contratto di servizio? Il contratto di servizio è un contratto che regola i rapporti tra lo Stato e l’azienda, la RAI; la RAI si impegna a fornire ai cittadini una serie di servizi, tot minuti di informazione &#8211; chiamiamola così per convenzione &#8211; tot minuti di programmi di servizio, che ne so? Anche i programmi per i non udenti, i programmi per i disabili, i programmi culturali &#8211; parlo sempre tra virgolette, è ovvio! &#8211; che non debbono mai essere superati invece dai programmi di intrattenimento, che non fanno parte dello strettamente definito “ servizio pubblico” e che, quindi, devono finanziarsi non con i soldi del canone, ma con i soldi della pubblicità. Questo è sostanzialmente il contratto di servizio: tu, RAI, mi fornisci questi servizi e io, Stato, ti do il canone per sopravvivere. Non è una peculiarità italiana, tutta questa buriana sul canone dipinto come una cosa unica al mondo: ce l’hanno in tutti i Paesi le televisioni pubbliche, il canone, anzi quello della RAI è tra i più bassi al mondo. Quale è il problema? E’ che la RAI fornisce il servizio che fornisce: ecco perché gli oppositori a questo regime o a questo sistema ogni tanto propongono di non pagare il canone; recentemente l’ha fatto Grillo, quando stavano all’opposizione lo facevano i leghisti, che bruciavano i bollettini etc., è una forma di protesta politica e in Italia, però, nessuno ricorda mai che questa forma di protesta politica favorisce Mediaset, ovviamente, perché a Mediaset nessuno mette i tetti sugli introiti pubblicitari, che invece la RAI ha. In ogni caso, l’unica cosa che non era mai avvenuta è che fosse il governo a sollecitare lo sciopero del canone: perché? Perché, dato che di solito la maggioranza occupa la RAI, poi non si lamenta di cosa fa la RAI, noi siamo a questo punto: Berlusconi, in seguito a varie riunioni a Palazzo Grazioli, ha deciso i vertici della RAI, ha deciso il direttore generale, ha deciso il direttore di RAI 1, ha deciso il direttore del TG1 &#8211; Mazza e Minzolini &#8211; ha deciso il direttore del TG2, Orfeo, ha deciso il direttore di RAI 2, Liofredi e adesso vorrebbe decidere anche nella riserva indiana del centrosinistra il direttore del TG3 e di RAI 3, poi una profluvie di vicedirettori, capistruttura, portaborse etc. etc., la radio: non parliamone! Ha occupato completamente anche la radio!<br />
Adesso, tramite i giornali di Berlusconi o fiancheggiatori &#8211; Il Giornale e Libero &#8211; lanciano lo sciopero del canone, ossia prima riempiono la RAI di loro famigli, come se non bastassero quelli che ci avevano già messo prima e adesso dicono ai loro elettori “ non pagate il canone, così i nostri servi li facciamo pagare agli elettori del centrosinistra, i quali continuano a pagare il canone”, è il massimo!</p>
<p><strong>Scajola fuorilegge</strong><br />
L’altra cosa è che il contratto di servizio non consente al governo di convocare i vertici della RAI per sindacare i contenuti di un programma, nel nostro caso Annozero, perché? Perché il contratto di servizio dice quale deve essere la proporzione tra i programmi di intrattenimento e i programmi di informazione e di servizio pubblico etc., ma poi come vengono fatti questi programmi, quella è, ovviamente, responsabilità della dirigenza dell’azienda, del direttore generale e dei direttori delle reti e dei responsabili dei programmi. Santoro ha un contratto da direttore e quindi è come il direttore di un giornale, che risponde al suo editore ma decide in autonomia chi devono essere i suoi collaboratori: o meglio, dovrebbe essergli consentito di decidere in autonomia chi sono i suoi collaboratori. Invece che cosa fa Scajola? Dice “ vi convoco, perché Annozero non mi piace e quindi, visto che non mi piace, viola il contratto di servizio”: naturalmente è non soltanto un’imperiale sciocchezza, ma è anche un atto illegale, un atto eversivo; significa che il governo, ora che la Commissione di vigilanza è presieduta da uno dell’opposizione, vuole sostituirsi alla Commissione di vigilanza, cioè sostituirsi al Parlamento: voi direte “ non è una novità, già fanno i decreti al posto dei disegni di legge, già fanno i voti di fiducia per esautorare il Parlamento”, ecco, siamo oltre. Adesso vogliono prendere la Commissione di vigilanza, metterla nel cestino: cosa sulla quale non ci sarebbe da piangere, se non fosse che la vogliono sostituire con il governo che, se è possibile, è ancora peggio rispetto a prima, perché il governo rappresenta soltanto una parte, ovvero il centrodestra. Quindi vogliono cominciare a dettare i palinsesti a seconda del piacimento e, come se non bastasse, il servilismo che porta la televisione pubblica a essere per i nove decimi completamente appiattita e asservita. Non stiamo parlando di una cosa che prosegue una tendenza durata 15 anni, con le epurazioni: stiamo parlando di un salto di qualità nel peggio, naturalmente, ossia la pretesa di formalizzare anche per iscritto, istituzionalmente, che il governo comanda direttamente quello che ci deve essere e chi ci deve essere nei programmi della televisione, decide Berlusconi, che naturalmente è anche il proprietario di tutta l’altra parte del sistema televisivo. Lo dico, perché se seguite i commentini dei leaders del PD, o non capiscono o fanno finta di non capire, quando si sente D’Alema dire “ è l’ennesima dimostrazione che questa destra è illiberale”: no, non è l’ennesima dimostrazione che questa destra è illiberale, è un atto eversivo che andrebbe denunciato con forme proporzionate alla gravità di questo atto eversivo, illegale, incostituzionale. Sappiate che da 30 anni la Corte Costituzionale, con una giurisprudenza costante, ha stabilito che il governo non ha poteri di controllo sulla televisione, tant’è che, quando il governo &#8211; oggi il Ministero delle Attività Produttive, gestito da Scajola e dal Sottosegretario alle comunicazioni Romani &#8211; firma annualmente il contratto di servizio e, a fine anno, ne dovrà firmare un altro, non chiude la partita, nel senso che non basta l’accordo tra il governo e la RAI per firmare il contratto di servizio, ci vuole l’approvazione del Parlamento, cioè della Commissione di vigilanza che, se non le piace il contratto di servizio, se lo può cambiare unilateralmente a suo piacimento e quindi vuole dire che la legge stabilisce il primato del Parlamento, che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e non soltanto la parte che ha vinto le elezioni grazie al conflitto di interessi. Questo perché sia chiaro quello che sta succedendo: non c’entra niente, è un’altra cosa rispetto alle epurazioni, alle censure, agli editti, è una cosa diversa; vogliono mettere per legge &#8211; e dato che la legge ancora non c’è la vogliono piegare, per metterlo già in una.. come se ci fosse una legge materiale che scavalca quella scritta &#8211; che il governo è padrone non solo della RAI, come azionista, ma è anche il controllore e quindi può fare interventi su quel conduttore, su quel giornalista etc. etc., il governo!</p>
<p><strong>Riciclaggio di Stato</strong><br />
Chiudo la prima parentesi e mi occupo del condono, di quello che chiamano amabilmente lo scudo: lo scudo è un termine soave, è come termovalorizzatore, no? Il termovalorizzatore dà un senso di tepore e anche di valorizzazione: in realtà è un bieco inceneritore cancerogeno.<br />
Lo scudo fiscale è una soave espressione per nascondere il condono sugli evasori, sui trafficanti di droga, di armi, di persone umane, però lo scudo fiscale uno dice “ è lo scudo che mi protegge da qualcosa”, ti protegge dai gendarmi che ti dovrebbero portare via, perché non hai pagato le tasse su capitali che hai dovuto nascondere, perché spesso li hai accumulati con attività di mafia, di ‘ndrangheta, di traffici illegali. Poche cose perché, oltre all’uso delle parole sbagliate, ci sono anche continue propagande: dice “ lo scudo fiscale l’hanno fatto in tutto il mondo, perché gli Stati hanno bisogno di risorse per mettere soldi nella fornace delle attività produttive e salvare l’occupazione, salvare le banche” etc.: sono tutte balle! Altri Paesi hanno fatto lo scudo fiscale, certo, ma non anonimo e facendo pagare il giusto ai cittadini. Io al massimo non ti faccio pagare la multa che dovresti pagare, perché sei un evasore, al massimo ti salvo dall’incriminazione per evasione fiscale, ma tu mi paghi tutte le tasse che non mi hai pagato sui capitali che adesso fai rientrare e dichiari! Questo è quello che succede in altri Paesi e faccio un esempio: negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Sapete che cosa chiedono sui capitali che vengono rimpatriati le leggi di scudo fiscale negli Stati Uniti e in Gran Bretagna? Negli Stati Uniti chiedono il 49%, la metà di quello che fai rientrare la dai allo Stato; il 35% è la tassa che devono pagare per la sanatoria e in più c’è il 14% di sanzioni per l’evasione fiscale. In Inghilterra, in Gran Bretagna chiedono il 44%, quasi la metà: il 40% è il costo della sanatoria e il 4% sono le sanzioni. Quindi non è vero assolutamente niente che il nostro scudo fiscale lo fanno tutti: il nostro scudo fiscale è un unicum al mondo, non perché altri non facciano rientrare pure i capitali, per legge, con qualche modico vantaggio rispetto a quello che si sarebbe dovuto pagare se si fosse rispettata la legge originaria, ma perché da noi lo scudo è quasi gratis, anonimo, mentre per esempio in Gran Bretagna è prevista la pubblicazione dei nomi dei contribuenti che hanno commesso gli illeciti fiscali più rilevanti. Quindi non c’è amnistia a buon mercato e non c’è, soprattutto, anonimato, mentre da noi nessuno saprà mai chi ha fatto rientrare quei soldi e, conseguentemente, chi aveva guadagnato quei soldi in maniera criminale e non ci aveva pagato le tasse, in maniera altrettanto criminale.<br />
Cito, 20 marzo 2009 &#8211; non è passato molto tempo: sei mesi &#8211; “ l’Italia potrebbe ricorrere a un nuovo scudo fiscale solo se la misura venisse decisa dall’Unione Europea”, l’Unione Europea non ha deciso niente e noi invece l’abbiamo fatto e l’abbiamo fatto così. “ Non è necessario varare lo scudo, è una cosa non richiesta da noi, ma è venuta da richieste esterne all’Italia”: altra balla spaziale di Berlusconi il 13 maggio 2009, dopodiché fanno lo scudo fiscale e dopodiché ci aggiungono anche un emendamento, l’emendamento Fleres, già approvato al Senato, che praticamente aggiunge porcheria alla porcheria e salva dalle conseguenze penali coloro che “scudano” i soldi che hanno portato all’estero e li fanno rientrare in Italia, oppure dicono di averli fatti rientrare in Italia, ma può anche essere il caso opposto, ossia che li avessero nel materasso di casa e abbiano detto “ li avevo all’estero, li ho fatti rientrare”. Il denaro non è fungibile e quindi chi lo sa dove stava? Se poi il tuo rapporto si esaurisce con la banca e lo Stato non ci mette becco, perché è la banca a cui tu devi dare la tassina Tremonti per riuscire a scudare, cioè a ripulire, cioè a riciclare quel denaro sporco, è tutto tra te e la banca: tu versi il 5%, la banca lo versa allo Stato, perché questa è la tassa in Italia, non il 49% degli Stati Uniti, non il 44% della Gran Bretagna, da noi è il 5%! Il 5%! Cioè su enormi capitali, sui quali si sarebbe applicata un’aliquota vicina al 50%, tu non hai pagato una lira, adesso puoi fare rientrare tutto e, invece di dare allo Stato la metà, dai il 5%, ossia ti tieni il 95% di quei soldi sporchi su cui non hai pagato le tasse e, in più, lo Stato non ti potrà perseguire neanche per i reati che stanno dietro all’accumulo e, spesso, all’intascare quei soldi.<br />
Ecco perché  questo è un condono che protegge da ogni sanzione amministrativa, tributaria, previdenziale alla faccia dei soliti fessi, che hanno sempre pagato tutto, tasse e contributi! Il costo finale, come vi ho detto, è il 5%, non c’è il rischio di essere sputtanati, perché è tutto anonimo, si prevede un grande gettito, dicono “ abbiamo bisogno di soldi”: strano, perché Tremonti aveva detto &#8211; le citazioni che vi ho fatto prima erano di Berlusconi &#8211; se non erro anche a Annozero che gli scudi e i condoni non si sarebbero più fatti, intanto perché erano immorali e soprattutto perché ormai non fruttavano più soldi, in quanto chi doveva condonare aveva già condonato e chi non voleva condonare non avrebbe condonato neanche in futuro. Infatti ogni volta che si fanno previsioni di introiti dai condoni e dagli scudi, quelle previsioni vengono regolarmente disattese, perché arriva nelle casse dello Stato un decimo o ancora meno di quello che si era previsto, sono tutte balle! Sono regali alla criminalità organizzata: questa è la ragione, questo è il movente, purtroppo!<br />
Nel 2001 abbiamo incassato 1 miliardo e mezzo di Euro: avevano detto che ne avremmo incassati 7 o 8; nel 2003 avevano previsto 15 miliardi di introiti: sapete quanti ne sono arrivati? Sono arrivati 600 milioni, cioè è arrivato circa un trentesimo di quello che avevano previsto. Naturalmente vengono cancellati i reati di dichiarazione infedele, di omessa dichiarazione, spariscono le sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali e questo ve l’ho già detto e, in più, ci si mette al riparo dagli accertamenti per gli anni che sono ancora passibili di verifiche fiscali, ovviamente fino al tetto massimo della somma che uno ha dichiarato di aver fatto rientrare.</p>
<p><strong>Presidente, non firmi</strong><br />
Ebbene, questa porcata, peggiorata dall’emendamento Fleres, passato al Senato e ora al vaglio della Camera, ha indotto Il Fatto Quotidiano, il nostro giornale, che è in edicola e in abbonamento da martedì scorso, a lanciare un appello: qualcuno di voi dirà “ un appello disperato”, chissà, c’è sempre una prima volta! “<a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&#038;id_blogdoc=2341588&#038;yy=2009&#038;mm=09&#038;dd=26&#038;title=raccolta_firme_appello_al_pres">Presidente, non firmi</a>”: è un appello a Napolitano, che finora ha firmato tutto; ci sarà pure una volta, anche per cambiare un po’, che non firmerà qualcosa! Ha firmato la Legge Alfano e adesso, il 6 ottobre &#8211; speriamo &#8211; rischia di vedersela dichiarare incostituzionale e sarebbe uno schiaffo pazzesco a chi, invece, aveva sostenuto che il Lodo rispettava i dettami della Corte Costituzionale e i paletti fissati nel 2004 sul Logo Schifani /Maccanico; magari stavolta ha detto “ valuterò” e, quando dice “ valuterò”, tutti si eccitano, dice “ valuterà”, come se fosse una cosa straordinaria: in realtà le leggi, se le firma senza valutarle, è peggio, vorrebbe dire che avrebbe addirittura ragione Grillo quando dice che dorme! Speriamo che le valuti, ma il fatto che abbia detto “ valuterò” già ha terremotato, dice “ oddio, valuta!”: speriamo che valuti, speriamo che legga l’appello che, su Il Fatto Quotidiano, ha scritto Bruno Tinti, che è l’ex capo del pool criminalità economica della Procura di Torino, che di queste cose se ne intende, è andato in pensione l’anno scorso, scrive libri, scrive su Il Fatto Quotidiano e ricorda due o tre cose al Presidente: “ con questo emendamento (Fleres) una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i capitali che lo Stato liceizza e intermediari e professionisti che ne cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare neanche l’obbligo di segnalazione per l’antiriciclaggio, insomma, omertà, complicità e favoreggiamento. Le prime due previsioni- ossia che non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio- in realtà non cagioneranno un grave danno al concreto esercizio della giustizia penale”: perché? Perché dal 2000 una legge costruita con l’esplicito scopo di impedire i processi penali sui reati fiscali assicura l’impunità alla quasi totalità degli evasori e questa è una legge fatta dal centrosinistra, è una porcheria bipartisan del 2000. “Perché l’evasore fiscale commetta un reato bisogna che evada più di 103.000 Euro per ogni anno”: cosa che veramente si possono permettere in pochi, anche con il massimo sforzo. “E i casi di evasione superiori a 103.000 Euro si aggirano intorno appena al 10% del totale: è impossibile ormai celebrare un processo per false fatture e dunque anche per frode all’Iva comunitaria. Quando si scopre una “ cartiera”, cioè una società che emette fatture false e quindi si scoprono gli utilizzatori finali di queste fatture, poi non è che si possa fare un unico processo, ma bisogna farne tanti quanti sono i luoghi in cui questi utilizzatori hanno il loro domicilio fiscale: il che è fonte di tali sprechi di tempo e di risorse da garantire, nella quasi totalità dei casi, la prescrizione del reato”, che è brevissima, riguarda i colletti bianchi e quindi se la sono fatta breve, la prescrizione!<br />
“Infine, una delle forme più insidiose di evasione, quella commessa mediante la falsificazione sistematica della contabilità, che è il sistema che seguono quasi tutti gli evasori, è stata considerata un reato talmente lieve da essere punito con una pena massima di tre anni appena. Il che significa che nessuno va mai in prigione, perché ottiene sempre la sospensione condizionale della pena, l’indulto &#8211; ci aggiunge poi, ovviamente, il condono dell’indulto &#8211; e l’affidamento in prova al servizio sociale. Quanto al falso in bilancio non è una novità che, dopo la riforma della legislazione societaria voluta dal governo Berlusconi &#8211; che ne ha approfittato, è l’utilizzatore finale anche lì &#8211; in Italia di processi del genere non se ne fanno più e il bilancio è diventato un reato fantasma, che c’è in astratto ma non si processa mai in concreto e, se si processa, si prescrive subito. Ma la nuova legge contiene una norma che è una calamità: peggio che sanare i reati fiscali e i reati contabili! Essa assicura l’impunità a trafficanti di droga, di armi, di donne, sequestratori di persone e altri delinquenti di grosso livello”. Scrive Tinti “signor Presidente, il denaro non ha colore, non odora diversamente a seconda del reato da cui deriva, non ha etichette che lo identifichino, il provento dell’evasione fiscale e del falso in bilancio non si differenza visivamente dal riscatto pagato dalla famiglia del sequestrato o dal ricavo del traffico di esseri umani. I trafficanti di droga colombiani portano i loro soldi a Miami e li ripuliscono pagando il 50%, questo è il prezzo del riciclaggio”: ti do 100 lire sporche e il riciclatore me ne ridà 50 pulite, lavate, immacolate. Se passasse questa legge avremmo un riciclaggio di Stato, per di più assolutamente concorrenziale con quello praticato dai professionisti del settore, perché lo scudo fiscale non ti costa il 50, ma il 5% e quindi non ti ritornano 50 lire su 100 pulite, perché ne ritornano 95 su 100 pulite dallo Stato, riciclate dallo Stato!</p>
<p><strong>Il condono favorisce la criminalità organizzata</strong>“E’ vero che la nuova legge prevede la possibilità, per le banche e gli altri intermediari, di non rispettare l’obbligo di segnalazione per l’antiriciclaggio solo a proposito di reati fiscali e falso in bilancio”, per gli altri dovrebbero segnalare, “ ma signor Presidente, chi glielo spiega alle banche che i capitali che rientrano dall’estero provengono da un traffico di armi, anziché dall’evasione fiscale o dal falso in bilancio? Come fanno a distinguerli? Come distinguere il provento dell’evasione fiscale da quello di truci e violenti delitti? Non si può, Presidente! Questa legge garantirà ai peggiori delinquenti una prospera e sicura verginità. Signor Presidente” , scrive Tinti su Il Fatto Quotidiano, “ questa legge è una bandiera dell’illegalità: dove non avrà concreti effetti sul piano personale trasmetterà un messaggio di opportunismo, renderà evidente a tutti che adempiere ai propri obblighi tributari, a principi etici irrinunciabili nella gestione delle imprese, è un’ingenuità o peggio, è antieconomico, è una legge criminogena, perché favorirà la futura evasione fiscale, convincendo tutti che pagare le tasse è da stupidi. E dove, invece, purtroppo avrà concrete conseguenze si tratterà di un formidabile favoreggiamento nei confronti delle forme più gravi di delinquenza organizzata: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e magistratura non potranno neanche trovare le prove di questi reati, forse magari conosciuti per altre vie, poiché il provento del reato sarà ormai sparito per legge. Signor Presidente, non firmi questa legge e eviti che il nostro Paese sia sospinto ancora più in fondo nel precipizio di illegalità: peggio, di immoralità che ci sta separando dal resto dei Paesi civili”. Per chi vuole firmare questo appello, abbiamo già raccolto quasi 30.000 firme in due giorni, lo può fare sul sito antefatto.it. Il Procuratore di Milano, Francesco Greco, l’altro ieri ha definito l’Italia un Paese off shore: dice che ormai siamo come le Cayman nel Centro America, il tutto dopo un anno e mezzo di crisi finanziaria, durante la quale ci siamo sentiti dire che bisognava fare la guerra ai paradisi fiscali e dovremmo farci la guerra da soli, tanto per cominciare! Leggete Il Fatto Quotidiano e passate parola!&#8221;</p>
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		<title>Gli autogol di feltri e dello psiconano</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 15:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>capooti</dc:creator>
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<p><a href='http://www.youtube.com/watch?v=R1DTygWmmyM' >Travaglio su Feltri e Boffo</a></p>
<p>qui mi sto veramente cominciando a sganasciare dal ridere!</p>
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